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Milano | San Cristoforo – Ma che bel divertimento!

Come al solito per una manciata di stupidi vandali, qualcosa di positivo che andava ad aggiungersi ai servizi alla città è stato violato, correndo magari il rischio di venire eliminato.

Giusto ieri la Canottieri San Cristoforo si è offerta di recuperare una decina di bici abbandonate e gettate nel Naviglio Grande.

Le bici appartengono alle due società, Mobike e Ofo attivate solo poche settimane fa, due ruote in condivisione free floating (ovvero che si possono parcheggiare ovunque).

Queste bici da quando sono operative sembra siano diventate il gioco dei più stupidi, per vedere chi è il più figo nel vandalizzare l’oggetto nel modo più fantasioso. Così troviamo bici dipinte, bici appese agli alberi, bici mancanti di sellino, bici gettate nei corsi d’acqua, bici parcheggiate nei cortili ( e quindi impossibili da recuperare) e bici portate oltre il confine comunale: insomma, se la civiltà della città si misurasse da queste piccole cose, potremmo dire che si è persa da lungo tempo.

Purtroppo secondo noi molti sono i segnali in questa direzione, basti guardare i muri dei nostri edifici imbrattati senza ritegno, con un approccio generale che pare di rassegnazione.

Se il bike-sharing verrà chiuso vorrà dire che avranno vinto loro, gli incivili.

Secondo noi il degrado porta al degrado e le mode più stupide – come quelle di vandalizzare i beni comuni – sono sempre dure a morire. Ma è un peccato che Milano debba subire questo scempio quotidiano senza che si riesca a porre rimedio.

Foto da Facebook e MilanoToday.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


14 thoughts on “Milano | San Cristoforo – Ma che bel divertimento!

  1. GArBa

    quello che non capisco è come inasprire la sanzione verso gli utilizzatori possa scoraggiare il fenomeno. è vero che quando non in uso le ruote sono bloccate, ma le bici possono essere prese depositate ovunque nel territorio urbano, quindi qualunque “buontempone” (a voler essere gentili) può prenderle e buttarle nel naviglio, anche se l’utente che ha usato per ultimo la bici si è comportato correttamente e l’ha lasciata a posto.

  2. antonio

    Esatto garba.. Non è detto che l’ultimo utente sia l’incivile. Quindi?
    Il problema non è di facile soluzione. Forse dovrebbero essere munite di catena elettronica.

  3. Giovanni

    Urbanfile in questi anni mi ha insegnato, anche, quanto sia importante il decoro e la qualità dell’ambiente urbano. E’ una coincidenza che in quel punto di lancio delle bici nel naviglio ci siano:

    1) orti abusivi
    2) una strada che non porta a nulla da decenni dal ponte giordani
    3) lo scheletro della stazione ferroviaria “uno dei 5 ecomostri di milano”
    4) cataste di rifiuti
    5) il centro di bruciatura di cavi rubati per il rame
    6) stupri (una ragazza qualche anno fa)
    7) accampamenti decennali
    8) cataste di rifiuti (si vedono anche su streetview)
    9) la via d’acqua con ciclabile di Sala (che non c’è)
    10) la puzza del deviatore (o scolmatore?)
    11) le aggressioni organizzate ai runners di 5 anni fa

    Quel punto è terra di nessuno per una colpevole incuria di ferrovie e per la mancanza delle più elementari regole di sicurezza e igiene.

    Fossi, nell’ordine, Albertini, Moratti, Pisapia e Sala mi vergognerei di aver lasciato che le “persone” che negli anni hanno stuprato, pestato, sporcato, lanciato bici, inquinato, occupato, bivaccato ecc ecc siano DI FATTO i padroni incontrastati di queste aree invece dei, seppur presenti, ciclisti e runners che passano numerosi in questo degrado.

    Io me la prendo coi Sindaci e i suoi assessori (Maran e De Cesaris in quel punto hanno fatto campagna elettorale) e, anche, con gli incivili.

    1. UMS

      Difficile darti torto.

      I progetti per la zona IN TEORIA non mancano, dallo spostamento della Milano Mortara alla creazione del Parco lineare di San Cristoforo, ma di vorranno decine di anni per vedere qualcosa di concreto (come abbiam visto anche a Porta Nuova, i parchi sono l’ultima ma proprio l’ultima cosa a essere messa in cantiere purtroppo).

      Speriamo che il Comune si renda conto che anche situazioni come questa sono periferia e anche questo è naviglio!

      1. ...

        Il problema è proprio quello che sottolinei tu…

        Possibile che in questa città ci vogliono ANNI per risolvere qualsiasi problema ?

        Ricordiamoci che questa è la città che traina il PIL del Paese, la città che ogni primo ministro usa come biglietto da visita quando deve presentare il sistema paese ad un suo omologo. Bene non è forse ora che questa città goda di qualche beneficio in termini di risorse da investire sul suo territorio verso altre aree meno capaci di generare ROI ? Non dimentichiamoci i famosi 57 MLD di Euro di disavanzo fiscale che ogni anno la Lombardia nutre nei confronti dei signori di ROMA !

  4. antonio

    Beh, L’elenco di Giovanni è un minestrone di cose diverse. Ci sono delle situazioni non paragonabili tra loro.
    Un Orto abusivo non è simile ad una catasta di rifiuti o la loro vista non paragonabile alla vista di un criminale che aggredisce i runners.
    Certe cose sono di competenza della polizia perché ordine pubblico ( rame e accampamenti abusivi) , altre sono competenza delle ferrovie perché i rifiuti vengono buttati in terreni di loro proprietà, altre cose sono naufragate ( Vie d’acqua ) per una insensata opposizione dei comitati e per speculazione politica. Certo che IL Comune deve fare da stimolo perché i ognuno faccia la sua parte.
    Il Piano ferrovie dovrebbe risolvere. Speriamo nel più breve tempo possibile.

    1. Anonimo

      Ovviamente son tante cause diverse alcune recenti ed altre incancrenite, però cominciare a mettere le cose un po’ a posto velocemente sarebbe bello. Forse non è nemmeno supercostoso e sicuramente darebbe ampia visibilità all’operato del Comune che agirebbe come “coordinatore” (oggettivamente non tutto è sotto il suo potere diretto)

      Ci sarebbe solo da guadagnarci…basta fare qualcosa

    2. Giovanni

      Antonio,il mio elenco è un elenco di illegalità per dire che il comune lascia un luogo simbolo di milano in mano ai delinquenti più o meno gravi.
      Se pensi che le vie d acqua non le abbiano fatte per la protesta di poche decine di manifestanti e non per le tangenti e i patteggiamenti degli uomini nominati DIRETTAMENTE da Sala (Acerbo), unitamente alla idiozia di un progetto (canale navigabile diventato da solo tubo interrato) sei fuori strada.

  5. Bruno

    Ieri stavo tornando a casa con una OFO, ad un semaforo vedo due ragazzini di nemmeno 15 anni che erano anche loro su due bici gialle e ho pensato: “Cavolo così giovani e hanno già i dati della Carta di credito di mamma e papà”

    Nemmeno tempo di girare che uno dei due fa: “Wow un’altra bici gialla, oh fra, ma l’hai scassinata?”
    Io son rimasto basito e gli rispondo: “No, perchè dovrei?”
    e lui: “Noi si”
    Il tutto ridendo.

    Questo per dire che quasi mai è l’ultimo utilizzatore a fare il danno.
    E aggiungo che magari danno fastidio sui marciapiedi, ma a me danno più fastidio scooter o auto parcheggiate in mezzo al marciapiede, almeno le bici posso spostarle di lato.

  6. Wf

    Troppi le nascondono per poterle riutilizzare la mattina dopo. “Un’inciviltà sociale”, dicono da Mobike

    Lotta dura agli utenti che parcheggiano le bici nei cortili privati alla sera così da ritrovarle pronte e libere alla mattina seguente. La ingaggia Mobike, uno dei due gestori di biciclette a flusso libero – le due ruote condivise senza l’obbligo di parcheggio nelle stazioni dedicate – che stanno invadendo la città. Ogni notte lo fanno a decine in città, numeri in crescita negli ultimi giorni. Così, si corre ai ripari cacciando il trasgressore dal servizio.

    Il sequestro notturno della biciclettina argento-arancione è il fenomeno che più preoccupa la società. Più delle bici ripescate nel Naviglio: i vandali al momento sono sotto l’1 per cento e i milanesi sono ritenuti molto virtuosi. L’altra scorrettezza, invece, infastidisce parecchio, anche perché disturba molto l’utente che vede sulla app la bici ma non può prenotarla. “Un’inciviltà sociale”, la definiscono da Mobike. Così, si è passati ai fatti. Sono già svariati i casi di chi si è visto togliere 20 punti dal proprio credito sull’app, una punizione che porta poi a pagare di più la tariffa al minuto. Ma è solo un monito. Perché se estraendo i dati ogni mattina il gestore trova i recidivi, procede con il ritiro dell’account. E già successo, e capiterà ancora finché non si estirpa questo vizio di parcheggiare nel proprio cortile togliendo i mezzi, di fatto, dalla disponibilità pubblica. Anche Ofo è intervenuta per tamponare gli indisciplinati aggiungendo anche la carta di credito – prima non necessaria – come requisito anche nella prima fase di lancio e utilizzo gratuito delle bici.

    Il fenomeno del bike sharing free floating sta guadagnando iscritti in città. A oggi secondo Mobike, che solo nei primi giorni ha toccato i 35mila iscritti, l’Italia è il secondo Paese dopo la Cina come grado di penetrazione del servizio, segno che il servizio piace e per il momento funziona. Per ora c’è a Milano e Firenze, dove gli operatori cinesi Mobike e Ofo si sono aggiudicati la possibilità di mettere a terra in totale ventimila biciclette (ottomila in Toscana e dodicimila a Milano). Ma è sorto il tema del parcheggio creativo delle nuove bici da condividere, una questione che è già stata posta più volte. Ai gestori, ma anche al Comune.

    Però.
    Fa più rumore ultimo albero che cade che una foresta che cresce…
    Sarebbe proprio da dire così visti i dati.

    Mi aspetto dal comune però l’aumento delle rastrelliere e dei percorsi protetti..

    1. Anonimo

      La penetrazione è ottima ma (oltre a dipendere direttamente da quante bici autorizza il Comune) bisogna considerare che fuori dall’Asia a parte che a Milano e Firenze, ci sono pressappoco solo a Manchester (città leggermente piovosa), in Australia e (non so se già lanciate) a Londra. C’è un servizio simile in Germania (call a bike) ma è più intelligente perchè prevede l’obbligo di fissare a qualcosa la bici prima di lasciarla (che eviterebbe i lanci nel naviglio tra l’altro…)
      Questo non per sminuire il successo, ma perchè la lettura acritica dei lanci delle agenzie PR è sempre da puntualizzare IMHO

  7. Pierre

    È importante che in questa città gli incivili non possono sempre vincerla. Servono controlli severi, telecamere e punizioni immediati per questa gentaglia. Se non si fa così si rischia di far “annegare” ogni buona iniziativa, che porterebbe ad una città più vivibile.

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