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Milano | Riapertura dei Navigli: il nostro sondaggio, i risultati

Di seguito i nostri rendering del percorso della Cerchia dei Navigli.

Forse non avranno grande validità i nostri risultati, ma come nel referendum svoltosi il 12-13 giugno 2011 (così tanto tempo fa?) i votanti avevano espresso un bel SI per la riapertura dei Navigli con un bel 94,32%. Nel nostro piccolo sondaggio effettuato la scorsa settimana l’82% dei nostri lettori ha preferito riavere i navigli in centro. Pertanto da questi sondaggi si deduce quanto il tema sia importante e caro ai milanesi.

Se sarà così, anche il prossimo referendum voluto da Beppe Sala (Sindaco di Milano) per avere l’autorizzazione all’avvio dell’iter per cantierizzare e scavare dove scorreva il vecchio naviglio potrebbe ribadire quanto già emerso anni fa.

Naturalmente il Sindaco vuole essere sicuro che ai milanesi stia bene avere da qui ad una ventina d’anni almeno una serie di cantieri che a periodi rivoluzioneranno il centro della città (una parte potrebbe essere già aperta in concomitanza con i lavori della M4).

Ricordiamo, visto che alcune persone potrebbero non aver capito bene, che non si tratta di una vera e propria riapertura dei vecchi navigli, ma di un canale nuovo che percorrerà lo stesso tracciato del vecchio canale. Quindi sarà realizzato con tutte le modifiche del caso e non com’era, visto che lungo l’originario percorso in cent’anni sono cambiate molte cose e case.

Ora ci sono portoni, passi carrai o negozi, dove un tempo non c’erano e dove, anzi, i palazzi finivano proprio con le facciate nell’acqua, un po’ come a Venezia, situazione ormai impossibile da riprodurre.

Il nuovo canale che percorrerà la Cerchia dei Navigli sarà anche più stretto, visto per l’appunto che una parte prima riservata all’acqua sarà occupata dai marciapiedi.

Bisogna anche ricordare che la nuova sistemazione col naviglio, trasformerà anche la cerchia interna, ora adibita al traffico veloce ( Via Fatebenefratelli, via Senato, via San Damiano,  ). Il nuovo anello carrabile e pedonale che affiancherà il naviglio sarà adibito solo al traffico locale, per chi abita nelle vie e non sarà più utilizzato per attraversare la città come accade ora, quindi servirà a ridurre il traffico nelle zone attraversate.

Ci saranno studi approfonditi per risolvere eventuali problematiche, ma l’aspetto di queste vie, oggi trafficate, abbastanza brutte e non certo “vivibili” sarà trasformato e le porterà a essere spazi dove si potrà passeggiare.

Noi siamo convinti, e visto il sondaggio non solo noi, che una volta aperti i canali, con il ripristino dell’acqua, il centro sarà nuovamente un po’ più romantico; certo non avrà più il fascino delle foto d’epoca che conosciamo, ma di sicuro riqualificherà le vie che attraverserà.

Sono in molti a tirare in ballo la storia che i navigli attuali, il Grande e il Pavese, siano ricettacolo di topi, sporcizia e soprattutto quando in fase di asciutta presentano un aspetto degradato. Sarà anche così, io ho vissuto presso il Naviglio Grande per molti anni e questi piccoli disagi si sono sempre sopportati, per giunta questi problemi non hanno mai tenuto lontani turisti o avventori della zona dei Navigli.

Insomma, noi crediamo nella “riapertura” dei navigli, perché l’acqua è vita e i navigli sono sempre stati la storia di questa città priva di grandi fiumi che l’attraversano.

Novant’anni fa (era il 1930 quando vennero definitivamente chiusi) si scelse di coprire i navigli per far scorrere i nuovi autoveicoli che oggi ci soffocano coi loro scarichi, e ancora oggi ce ne rammarichiamo.

Vogliamo una città più a misura d’uomo, più pulita, più verde e più calma, come lo scorrere dell’acqua nel piccolo canale che ammireremo, noi o i nostri figli, dal ponte di Corso Venezia.

 

Di seguito le immagini degli stessi luoghi com’erano e come sono oggi (immagini Streetview)

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


36 thoughts on “Milano | Riapertura dei Navigli: il nostro sondaggio, i risultati

  1. antonio

    Le foto parlano da sole. Non aggiungo altro. Unica cosa: Forse in alcuni tratti il recupero del vecchio canale in parte è ancora possibile. Nessuno sa cosa c’è veramente sotto la copertura

    1. Padano Doc

      Infatti sono troppo strette le strade per far passare il naviglio, e il traffico dove passa in una galleria…??? Ahahah pensate a sistemare i marciapiedi e le strade da terzo mondo bloccando i trasferimenti in TERRONIA che poi di cose da fare ce ne sono.
      Andate a Venezia, non ci saranno le piste ciclabili….ma…

      1. Serenissimo

        Mi risulta che a Venezia qualche canale aperto ci sia, comunque, e che in compenso non circolino macchine.

        A meno che tu non sia sceso per sbaglio a Mestre dal treno perché hai letto “Venezia” sul cartello, e poi hai girato per Porto Marghera convinto di essere in piazza San Marco.

        1. Padano Doc

          A Venezia i canali sono nati con la città e non sono stati chiusi x decenni e costruito nuovi edifici portando traffico , a Milano sono stati chiusi i canali , costruito edifici con attività commerciali e portato traffico , gli inquilini dove parcheggiano?

          1. Serenissimo

            guarda che Venezia l’hai citata tu, bamba….

            e parlando di Milano…

            eh infatti in via Carducci o in via Senato pullulano di inquilini…. palazzoni residenziali con decine di piani e centinaia di appartamenti peggio che al Giambellino.

            Trovati uno bravo, dammi retta. Le benzodiazepine fanno miracoli oggi come oggi.

          2. Anonimo

            Caro Serenissimo In via Carducci come cita Padano DOC abitano moltissimi inquilini. Certo meno male non è il Giambellino, ma spesso sii ha l’impressione che siano tra i cittadini più bistrattati da questa amministrazione. La stessa cosa probabilmente vale anche per te che citi i suoi residenti come se non avessero alcun diritto.

  2. Wf

    Siore e siori..
    Nelle foto a destra abbiamo una città di merda..
    Mentre nelle foto a sinistra ci sono le città per cui spendete fior di euro quando partite in vacanza per abbandonare per una settimana una città di merda per un posto pittoresco e piacevole…

    Sfugge qualcosa di razionale in questo confronto?
    Cosa ci suggerisce?

    1. Davide V.

      Bravo.

      Io sono un convintissimo sostenitore della riapertura e lo sarò sempre.

      Ho solo un timore, che materiali e che finiture utilizzeranno?! Si useranno le balaustre in pietre, le ringhiere in ferro battuto, le sponde in mattoni, ecc.(stile rendering urbanfile) o c’è il rischio di un effetto darsena moltiplicato per tutta la città? Tremo all’idea.

      Per fare sperimentazioni moderne (e moderne non vuol dire anni 90) c’è tutto melchiorre gioia per sbizzarirsi ma dopo i bastioni di porta nuova e fino alla darsena PRETENDO un stile storico e coerente a quello che c’era prima.

      1. Roberto Zais

        questa e’ una osservazione che penso tutti o quasi sentono di fare . Invece continuano a proporci lo stesso progetto stile Copenhagen-2000 che hanno fatto e che dovremmo semplicemente accettare . Cosa ci vuole a fare le sponde com’ erano, coi cordoli di pietra , cosa ci vuole a fare ponti quasi uguali a quelli delle foto, cosa ci vuole a fare una strada di acciottolato e lastre ? Niente di tutto questo e’ alla portata delle menti delle lobbies di “architetti” contemporanei, ma in compenso si inventano darsene dove non c’erano e un Naviglio “tutto nuovo” . Saranno altre, forse , le loro premure . Noi dovremmo desiderare questa cosa “perche’ Milano e’ citta’ d’ acqua” ecco, uno slogan e’ il solo contentino, alla fine . E allora , quando gia’ sarebbe difficile, diventa INUTILE tirar fuori un mare di soldi per questo capriccio di architetti .

        1. Padano Doc

          Infatti i navigli se saranno fatti dovranno riportare tutte le caratteristiche storiche, porta nuova si devono costruire grattacieli, in chiave moderna, ma sui navigli ci vuole lo storico, in darsena la chiave moderna a portato a scatoloni in metallo verdi…

  3. Saavedra

    Concordo con Davide V. su tutto tranne che su Melchiorre Gioia (lo dico da moooolto interessato, abitando in Cassina de’ Pomm)!!!
    Vedano di fare qualcosa di decente anche lì senza prendersi troppe libertà al ribasso tipo Darsena

    1. Wf

      In tutta Europa è impossibile viverci… certo.
      Bisogna vivere in mezzo alla piazzola di sosta dell’autostrada per essere efficienti.
      Certo.
      E Amsterdam è una città povera e in crisi dove nessuno lavorare vive.

      Macroeconomia eh!
      Professoroni di economia eh!

    2. albertovic

      A Venezia gli abitanti scappano perché il turismo esagerato ha portato la conversione di molti palazzi in alberghi e bed&breakfast e di negozi di generi di prima necessità in bar e negozi di souvenir

      1. Anonimo

        Mi ricorda quel che sta succedendo ai Navigli, sotto l’occhio avidamente (di soldi) interessato del nostro Illuminato Comune

  4. Giorgio

    Amsterdam vive perché é un paradiso fiscale per le multinazionali ,è grande la metà di milano , vanno in bicicletta solo in centro che è grande come la zona 1 di milano , bisogna frequentare le città prima di prenderne l esempio

  5. Dado

    Caro URBANFILE, vuoi fare un referendum piu’ interessante/intelligente – visto l’esito scontato che hai ottenuto nelle due edizioni????

    Chiedi non apertura SI’ o apertura NO? – ma il DOV’ERA – COM’ERA (dove possibile): favorvole o contrario?

    Chiedi quindi se i milanesi sarebbero piu’ interessati al progetto presentato qui su UF (quello ufficiale, l’unico), stile anni ’90 con orribili arredi hightech come in darsena, oppure se preferirebbero una riapertura il piu’ possibile filologica – nei limiti del realistico – con interventi di arredo in stile che recuperino – IL PIU’ POSSIBILE – l’dentità dei VECCHI navigli. Al giorno d’oggi si piu’ ricostruire tutto in maniera filologica, e a me sembra che i soli che si scandalizzerebbero per la ricostruzione filologica sarebbero gli archietetti. Perchè il cittadino medio LUI, vorrebbe invece il calore di una città anche finto vecchia, ma comunque mille volte piu’ accogliente. Perchè ho il dubbio che se il cittadino capisse davvero che il progetto è una pallida interpretazione dell IDEA di NAVIGLIO stile canale EXPO, …..ecc forse si terrebbe asfalto e smog tutta la vita!
    Tanto è chiara una cosa, si parla di qui a vent’anni: quando in centro ci saranno SOLO ristoranti e negozi di souvenir – e le attività commerciali – moda inclusa – SARANNO TUTTE NEI CENTRI COMMERCIALI FUORI LA CERCHIA DEI NAVIGLI. che é la vera rivoluzione urbnistica in atto oggi e che nessuno vuole vedere. Forse possiamo rinunciare ai posteggi e al traffico visto che ci sta letteralmente uccidendo, no? Detto cio’ Milano = Venezia ? ANCHE SI’!

    1. Piero

      Il vero referendum non è tra Naviglio “filologico” vs “stile Uff Tecnico Comunale” ma tra “Navigli riaperti” vs “spendo tutti quei soldi per rifare l’arredo urbano di tutta Milano”

      1. Anonimo

        La triste realtà burocratica è che i fondi per riaprire i Navigli si troveranno anche con contributi europei mentre per rifare Milano nessuno metterà mano al portafogli. Quindi come si dice in questi casi…” ciapa su’ e porta a ca’ ! “

        Per una volta che si pensa ad un piano urbanistico di ampio respiro per favore non fate i professori e non rompete..

        1. Piero

          Commuovente il post di Anonimo@11.57!

          Il referendum è quindi: “volete i navigli riaperti con anche i contributi europei oppure niente di niente?”
          Se poi ci aggiungiamo il mitico corollario “per favore non fate i professori e non rompete..”

          Più che un referendum democratico questo mi sembra un plebiscito da repubblica sudamericana degli anni 70… 🙂

  6. andrea

    io rido solo al pensiero dei ricorsi al tar…già mi immagino appena in alcune di quelle vieci saranno le ruspe sotto casa…realizzando che non potrà più arrivare in macchina davanti al portone…che le preziose cantine saranno un po più umide..che il naviglio proprio di gelsomino non profuma…

  7. Max.rox

    A mio parere la riapertura dei canali può comportare due problemi: traffico e igiene (le acque lombarde sono inquinate)
    I temi devono essere affrontati con studi tecnici provenienti da enti autorevoli e imparziali (non certo da MM spa che dipende dal comune)
    Gli studi devono essere pubblicarti in tempo per il referendum, altrimenti la discussione sarà – come sempre -basata su luoghi comuni

  8. Adriano

    Allora mi sembra che abbiamo capito tutti che Sala lo vuole fare per prendere i soldi dell’europa.
    Ora la cosa che non mi è chiara il traffico veicolare si sposterà nelle circonvallazioni e quindi non capisco ma tutti quelli che dicono SI vivono nel centro storico tra le due circonvalle oppure nella periferia?
    Io mi chiederi questo?
    Perchè scusate ma se io abitassi nella circonvallazione e mi dicessero vuoi che aumenti il traffico perchè riapriamo i navigli vorrei vedere la loro risposta.
    Io per esempio se fossi il sindaco spingerei per fare la Metro 6, solo attraverso le metropolitane si può diminuire il traffico.

    E l’ultima cosa, ma se non è navigabile alla fine è solo un fosso con l’acqua per 6 mesi all’anno.

    Sicuramente nella parte centrale della città avranno meno traffico, quindi se fossi nella zona 1 voterei si, ma io che abito tra le due circonvallazioni quella della 90 91 e quella della cerchia, con la realizzazione della m4 abbiamo avuto un incremento di traffico spaventoso, non oso immaginare quando chiudereanno la cerchia dei navigli per costruire un fosso che poi in melchiorre gioia diventerà come via santander.

    Se devi realizzarlo lo devi fare con una passeggiata pedonale a fianco altrimenti in mezzo ad un viale viene una schiefezza.

    Io andrei avanti con gli scali e con la metro 6 e poi se proprio devono aprire sto c…o di canale lo aprirei solo in alcuni punti molto turistici.

    E fateli due c…o di posteggi interrati per togliere le macchine dalla strada, è mai possibile che i fondi europei non si possano usare per le metro e i posteggi interrati per metter in ordine le nostre strade??

    La cosa è semplice dai pagare 100 euro al mese a chi ha la macchina e gli costruisci un posteggio sotto casa e lasci le strade belle pulite tutte pedonali senza posteggio selvaggio. e la macchina la usi solo per le gite nel week end.
    va be dai è bello fantasticare in questo blog…buona giornata a tutti.

  9. Anonimo

    Nemmeno nei paesi comunisti si erano viste percentuali a favore così.
    Tra l’altro per correttezza il referendum andrebbe proposto solo per chi vive nelle zone interessate dalla riapertura dei navigli e non a chi magari vive a 100 km di distanza, che magari dice si solo per creare problemi e bloccare Milano.

    1. UMS

      Ricordo anch’io di aver letto quella proposta su SSC e di averla trovata geniale perchè sarebbe più facile, scenografica e più facilmente navigabile.

      Non credo però sia stata (o sarà mai) presa in considerazione. Peccato…

  10. Anonimo

    anche questa volta e’ tutto un pretesto per rubare
    se poi verra’ una schfezza come la darsena ( d’estate si frigge )
    e il traffico aumentera’ , alzeranno i costi dei posteggi e scontenteranno tutti , e tutti continueranno a votarli

  11. Milanese doc

    Meno male che c è qualcuno che ragiona sulla riapertura della martesana sui costi e benefici , quando lo detto tutti i sinistroidi mi hanno attaccato su questo blog , referendum solo nelle zone dove passa la martesana , perché è facile dire si se abiti in zona fiera ,

  12. wf

    I navigli sicuramente contribuiranno a DISSUADERE le auto dei pendolari a raggiungere Milano, visto ceh GIUSTAMENTE il centro sarà transitabile in auto SOLO (si spera) dai residenti…

    Quindi avremo anche meno macchine che emettono SMOG in tutta milano, visto che rimarranno presumibilmente in Giargianialand

    1. Adriano

      Ma cosa dici, tutti useranno la cerchia esterna ai bastioni quindi ci sarà più traffico ed inquinamento. Perchè non ci sono posteggi.
      E’ inutile che insisti chi abita fuori milano è abituato a prendere l’auto anche per andare in farmacia, quindi quando viene in città vuole fare lo stesso, e se gli dici non puoi più passare nella cerchia dei bastioni, loro ti risponderanno allora vado nella strada più esterna e ci vado lo stesso con la macchina.
      O metti un ticket all’ingresso della città oppure non recuperi soldi e continui a far vivere male chi vive a ridosso delle circonvallazioni.
      Il beneficio sarà solo per chi abita a ridosso del canale riaperto e tutti gli altri? solo se verrà fatto un bel lavoro.

      Io sono d’accordo con la riapertura se fanno un piano della mobilità serio, semafori intelligenti, ticket nell’area urbana di milano, posteggi interrati, rimozione posteggi sui marciapiedi, creazione raggi verdi, sviluppo degli scali, sistemazione dei marciapiedi con il pavè e rimozione catrame e chi più ne ha più ne metta, la spinta per far crescere milano l’ha data l’expo e con quello dobbiamo sistemare la città con dei piani 30ennali non i lavoretti fatti male che stanno facendo adesso (piazza della scala, piazza castello, via savona, via sthendal, viale tunisia) tutti lavori fatti con il culo, con visioni miopi del futuro. Peccato.

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