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Milano | Brera – Largo Paolo Grassi e quei lampioni “rovinati”

Largo Paolo Grassi è uno slargo (si chiamava fino a qualche anno fa piazza Marengo, oggi ridotta ad una porzione) ricavato da demolizioni post belliche e ricostruzioni avvenute in gran parte dopo gli anni Ottanta del Novecento. Tutto riqualificato quando venne inaugurato il Teatro Strehler nel 1997/98. Compresi naturalmente anche questi lampioni (un po’ simili a quelli che si trovavano in piazza San Babila) che, belli o brutti che siano, erano anche un simbolo di quel periodo storico, gli anni Novanta, e come sta succedendo sempre più spesso, sono stati stravolti con i nuovi punti luce a LED. Prima erano delle sfere.

Prima le lampade avevano un senso, ma ora con quei nuovi punti luce che non c’entrano nulla con la struttura dei vecchi lampioni sembra di vedere, come al solito, una scarpa e una ciabatta . Questo è un esempio evidente che a Milano manca un abbecedario dell’arredo urbano e quindi ogni volta si cambiano le cose senza rispetto di nulla e senza un senso logico. Qui siamo con dei lampioni di venticinque anni fa, ma se fossero stati dei lampioni degli anni Trenta o liberty?

(qualcuno troverà anche l’arredo urbano di questa piazza alquanto brutto, soprattutto con quei panettoni-dissuasori sparsi alla rinfusa, ma quella è un’altra storia).

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


6 thoughts on “Milano | Brera – Largo Paolo Grassi e quei lampioni “rovinati”

  1. Nicola

    Tutto quello slargo è un disastro: panettoni, auto, scooter e furgoncini parcheggiati male, pista ciclabile con voragini e buche e ora anche i lampioni mutanti! Non riesco nemmeno a definirli lampioni, sono dei Frankenstein. E anche il Teatro ci mette del suo: il retro è degno di una rimessa di periferia, ci vorrebbe un po’ più di impegno e decoro in più, c’è davvero tanto lavoro da fare.

  2. bravotipo

    senza contare quelli che giocano a calcio prendendo a pallonate le vetrine del credito valtellinese.
    ci passo tutti i giorni, tutto l’anno in bici per andare al lavoro.
    è una pezzetto di città a cui è difficile dare una identità o una funzione.

  3. -Ale-

    Questione di gusti, ma anche le sfere di prima non era questo gran bel vedere. Dimostra come da almeno 30 anni sui lampioni si è proseguito a caso, senza un criterio.
    La nuova versione è chiaramente triste ma penso anche… aveva senso spendere più soldi per rifare lampade a sfera, che non hanno nessuna coerenza con il resto della zona di Corso Garibaldi\Lanza? Se si deve spendere, tanto vale rifare competamente i 3 lampioni.
    Finchè non ci diamo delle linee guida sull’arredo urbano, sarà solo caos.

    Panettoni, vomitevoli. Da mettere tutti davanti casa di chi li autorizzò e di chi non inizia un piano per levarli.

  4. Andrea C

    L’ideale era la sostituzione in toto, palo compreso, con una soluzione sobria ed elegante.
    Adattare le sfere alla tecnologia led avrebbe comportato un costo superiore, e sarebbero rimasti comunque dei lampioni di dubbio gusto.

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