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Milano | Zona San Babila – L’Apple Piazza Liberty Store nuovi rendering

Mentre proseguono a grande ritmo i lavori al cantiere dell’Apple Store di Piazza del Liberty, anche perché la consegna è stata posticipata all’estate del 2018 per colpa del ritrovamento dell’amianto nelle pareti dell’ex cinema Apollo, sono stati pubblicati da Storeteller dei nuovi rendering che illustrano meglio come sarà il nuovo negozio in costruzione in piazza del Liberty.

Come sappiamo, il progetto, di Foster + Partners, prevede una gradinata al centro della piazza che scenderà di alcuni metri e diventerà una “platea” in speciali occasioni con proiezioni cinematografiche o di eventi, altrimenti sarà uno spettacolare luogo dove sedersi, socializzare o accedere al negozio sottostante.

 

Queste nuove illustrazioni d’effetto mostrano ancora meglio la scalinata dell’ingresso nella piazza e il suo inserimento nel contesto urbano tra gli edifici circostanti Piazza Liberty.

Probabilmente per questo spazio Apple potrebbe utilizzare un nuovo sistema sonoro brevettato dalla stessa società di Cupertino. Il sistema è stato progettato dall’inventore del sistema acustico Lucasfilm THX e destinato ad eventi di grandi dimensioni, tra cui gli anfiteatri.

L’ultima illustrazione è uno spaccato che mostra il negozio multilivello che si trova sotto la parete-fontana e l’anfiteatro. La luce naturale, filtrerà da sotto la scalinata, tra un gradino e l’altro. Gli ingressi per accedere al negozio ipogeo saranno garantiti da una scalinata creata tra i due getti d’acqua della fontana e da un accesso sotto la fontana stessa, al termine della scalinata. Le scale, come sempre nei negozi Apple, saranno realizzate in vetro. La sala sotterranea sarà ingentilita dalla presenza di alberature (Bengiamino-Ficus Benjamina).
Di sicuro diventerà un’altra attrazione turistica per Milano.

Sotto l’inaccessibile e “misterioso” cantiere per l’Apple Store di Piazza Liberty.

Foto Drewx

Di seguito i rendering precedentemente pubblicati.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


27 thoughts on “Milano | Zona San Babila – L’Apple Piazza Liberty Store nuovi rendering

  1. Nicola

    Sempre più convinto che una cosa così bella la dovevano fare in piazza Diaz conquistando tutta quella parte depressa del centro, non nella piccola piazza Liberty

      1. Nicola

        Padania bianca? Ma non era verde? …a me è sempre sembrata più grigia del cemento delle sue migliaia di cavalcavia, della sua distesa infinita di capannoni inutili e della triste ristrettezza di vedute di tanti suoi abitanti.

        1. Anonimo

          Il Milanese abbrutito, il Brianzolo operoso ed il chiuso ma generoso Valligiano…La Lombardia è una regione dove trovi tutto ed il contrario di tutto (è il suo bello), quindi credo che siano molti i colori che la posson definire (a parte il rosso, storicamente foriero di guai 🙂 )

          1. Nicola

            No. Quel nickname è al limite del razzismo e andrebbe rimosso. Non si scherza su certe cose e non si mettono faccine che ridono a uno che incita all’epurazione razziale, anche velatamente e anche solo sottoforma di nickname. Restiamo umani.

          2. Anonimo

            Complice l’ora tarda non avevo assolutamente colto il doppio senso di bianco nel nickname di chi mi precedeva…scusate.

      1. Oxford Circus

        Ehm… piccolo dettaglio… mi sembra che nessuno di voi abbia pensato di chiedere alla proprietà cosa ne pensa di questo “piccolo” cambiamento di destinazione d’uso…

        Vi ricordo che l’Apple Store si è potuto fare perché l’area di piazza Liberty è TUTTA privata (anche se con vincolo di dare accesso al pubblico) e così ha deciso la proprietà.

        1. jude fawley

          Nessuno ha parlato di esproprio proletario, si tratta semplicemente di idee a confronto su un blog. Il panegirico sulla proprietà è quindi del tutto fuori luogo.

      2. Anonimo

        Mi piace. Immagino la piazza sia comunale ed il garage in convenzione, si sa quando scade che ce ne riappropriamo?
        Tra l’altro il garage è veramente obsoleto ormai (troppo piccolo per le auto ed i SUV di oggi)

  2. wf


    La reputazione delle metropoli, le città viste dall’estero: Milano è meglio di Roma

    MILANO – Finora era la capitale economica, il motore laborioso ma un po’ grigio del Paese. Vista dagli altri, Milano era la città da frequentare per gli affari, per poi perdersi però nella bellezza da Gran Tour delle ambasciatrici dell’Italia nel mondo, Roma e Venezia. Questione di stereotipi, certo. Eppure, dicono gli esperti, gli stessi luoghi comuni insieme al racconto e all’esperienza diretta contribuiscono a creare l’immagine internazionale di un luogo.

    Ma adesso, la nebbia sulla Madonnina – per usare un’altra cartolina del passato – si è diradata. Facendo apparire una metropoli che, nei giudizi degli stranieri e dei connazionali, è diventata anche “bella”. Una “scoperta” che ha determinato la svolta. Perché Milano ha iniziato a mettere la freccia già nel 2015, quando è salita sul palcoscenico globale grazie all’Esposizione universale, ma quest’anno per la prima volta ha superato Roma anche sul fronte della reputazione. Ed è entrata, passando dal 21esimo gradino al nono, tra le prime dieci metropoli più considerate al mondo. Una carta da giocare anche nella prossima battaglia per conquistare la sede dell’Agenzia europea del farmaco in fuga dalla Londra del post Brexit: il 20, i Paesi Ue voteranno e potrebbe essere un testa a testa con Bratislava.

    La Madonnina sale per «le politiche sociali, economiche e ambientali avanzate», ma nell’inversione di tendenza pesano molto aspetti come «la bellezza della città » e le «esperienze accattivanti », che incassano voti «eccellenti ». E le «nostre ricerche – spiega Ventoruzzo – dimostrano come un aumento di un punto di reputazione produca un aumento della propensione a visitare quel territorio di circa il tre per cento, con una crescita nelle esportazioni di circa 1,7 punti percentuali». Carte in più per la “nuova” Milano.

    E a costruire una classifica, quella del City RepTrak, che vede al primo posto Sydney. Ma che cosa è la reputazione? Un «giudizio di pancia» che però può essere misurato in base a elementi razionali. I principali sono tre: l’attrattività, le politiche pubbliche, il sistema economico. Aspetti, che a loro volta contengono capitoli che vanno dalla sicurezza ai trasporti fino ai «leader rispettati », valutati con 23mila interviste nei Paesi del G8. Il risultato è l’ascesa di Milano. Che, dice il country manager dell’Istituto, Stefano Cini, «ormai è strutturale ».
    http://www.repubblica.it/cronaca/2017/11/12/news/il_sorpasso_le_citta_viste_dall_estero_milano_e_meglio_di_roma-180887210/#gallery-slider=177239434

  3. Giorgio precotto doc

    Quella piazza me la ricordo perché frequentavo L astragames è il panino nel lontano 84 é sempre stata degradata è poco frequentata infatti Ferrari è scappata ,forse adesso con L Apple store migliora .

    1. Anonimo

      Commento assurdo.
      Tralasciando la bella e recente riqualificazione della piazza, al posto di Ferrari che si è trasferita dietro la Galleria dove ha più spazio, è arrivato il flagship di Nespresso.

  4. Giorgio precotto doc

    L articolo qua sopra parla solo di turismo., ma se fanno un sondaggio per viverci finirebbe oltre a centesimo posto , dietro a tutte le città della svizzera e Austria . Che cazzata aver cacciato gli austriaci

    1. Nicola

      Inizio a detestare internet che dà la parola (la tastiera) a tutti, anche a chi non sa nulla di storia, pensa con altre parti del corpo e non con il cervello e spara stupidaggini a raffica, prima parlando in dialetto milanese e poi rimpiangendo il giogo austriaco. Ma far funzionare i neuroni prima di scrivere e evitare di apparire decerebrati non è meglio?

      1. Anonimo

        Basta ignorarlo (che altrimenti poi ti risponde…)
        E poi meglio sorridere a certi deliri che tornare alle veline ed al MinCulPop

        1. Nicola

          Hai ragione, si manda in vacca un blog interessante come questo, ma è più forte di me, non si possono proprio leggere certi commenti insulsi, i nickname razzisti e le astrusità di persone che non sanno scrivere in italiano ma hanno imparato a usare a caso le parole “radicalchic” e “sinistroide”…

      2. Giorgio precotto doc

        Io ammiro gli svizzeri è gli austriaci , non certo gl italiani , a te non ti sta ,bene chissenefrega, mi reputo della penisola italica è non italiano , il mio bisnonno era del regno lombardo è ne vado fiero

  5. Anonimo

    Bene,
    dopo ventisei commenti di chi ci racconta cosa faceva negli anni ottanta,
    di qualcuno cui non piacciono i cavalcavia e i capannoni e neanche il dialetto milanese, di austriaci, radicalchic, ciellini, leghisti, sinistroidi ecc.
    posso dire che l’Apple piazza Liberty Store secondo me è una figata
    pazzesca?

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