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Milano | Zona Castello – “Piantato” il seme di Isgrò

Dopo aver accolto i visitatori a Expo nel 2015, Il seme dell’Altissimo di Emilio Isgrò, ora è stato “piantato” ai bordi del Parco Sempione, all’imbocco di via Paleocapa, su via Emile Zola, nel tratto di parco disseminato da alcune opere d’arte moderna che fanno da contorno alla Triennale e dove si accede anche alla famosa Fossa dei Serpenti, l’avvallamento che separa il parco dalla stazione Cadorna, e che dovrebbe essere riqualificato dalla Triennale.

L’opera è una scultura (statua è solitamente una scultura dalle fattezze umane), alta sette metri per 17,5 tonnellate di peso che riproduce un seme d’arancia in marmo di Calacta del monte Altissimo di Serravezza (Toscana), ingrandito 1.500.000.000, simbolo della terra siciliana, del Mediterraneo e realizzato appositamente dall’artista siciliano per l’Esposizione universale del 2015.

La scultura all’ingresso dell’Expo 2015

Parlare di un Seme d’arancia, sia pure ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte, non è facile né per chi lo crea né per il pubblico chiamato a decifrarne il significato. Non si può non pensare, infatti, almeno al primo impatto, a una di quelle manipolazioni genetiche che hanno complicato il soggiorno dell’uomo sulla terra. Solo che la manipolazione, in questo caso, non è della scienza ma dell’arte: la quale, diversamente dalla scienza, ha il dovere, più che il diritto, di vivere d’immaginazione e di arbitrio. Senza nessun rischio per la salute. Anzi è proprio l’arbitrio, la suprema libertà dell’arte, a rendere lecito l’illecito e possibile l’impossibile. E là dove un artista, proprio all’Expo, nel cuore di un’Italia che cambia, osa impiantare un Seme alto sette metri, è assai probabile che prima o poi, là vicino o in un luogo non troppo distante, qualcuno si decida a impiantare una fabbrica di nuovo tipo, un’azienda capace di produrre qualcosa di cui il mondo ha urgente bisogno ma alla quale nessuno aveva pensato…

Emilio Isgrò (nato a Barcellona Pozzo di Gotto, il 6 ottobre 1937).

Dopo esser stata smontata in tre parti e rimontata la settimana scorsa in questo tratto del parco, nei prossimi giorni una squadra di operai specializzati ne completeranno l’allestimento in vista dell’inaugurazione di sabato 18 novembre, quando in Triennale aprirà anche la mostra “I multipli secondo Isgrò”.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


28 thoughts on “Milano | Zona Castello – “Piantato” il seme di Isgrò

  1. Anonimo

    Credo che ci fossero almeno un centinaio di altri posti di Milano (fuori dal centro) che avrebbero tratto giovamento da una bella scultura.
    Ma dato il materiale ed il colore forse è meglio li (fra 10 minuti temo che sarà tappezzata di tag)

  2. marco

    ma perchè perchè perchè perchè cavolo dobbiamo sempre mangiarci il verde cittadino???? Ma non andava bene in una zona visibile magari verso il centro? NO! Togliamo altro verde a sta cavolo di città!

  3. Davide V.

    Milano si conferma totalmente incapace di valorizzare i luoghi con del opere d’arte e di valorizzare le opere d’arte stesse posizionandole nei giusti contesti.

    1. Oxford Circus

      tristemente d’accordo.

      Non capire un caxxo di arte (soprattutto contemporanea) non è un reato, e un amministratore non è necessariamente tenuto a essere un esperto (certo che se uno è assessore all’urbanistica e/o all’arredo urbano, sarebbe auspicabile).

      Però bisogna avere l’umiltà di ammetterlo e invece di prendere decisioni a capocchia affidarsi a un esperto (da scegliere con tutti i caveat legali dell’universo, visto che sono enti pubblici), come hanno fatto a Napoli con Bonito Oliva con il metrò dell’arte (lo specifico personaggio può piacere o non piacere, ma i risultati sono lì da vedere… cfr. con M5 di Milano le cui stazioni sembrano i bagni di un centro commerciale).

      Purtroppo ho il sospetto che molti nostri amministratori (sia di nomina politica che funzionari di carriera) continuino a ragionare nell’ottica anni 70-80 della Milano città di serie B, tutta lavoro-e-fuga-nel-weekend, e non si siano ancora resi conto che nel frattempo siamo stati promossi in Champions League e siamo una metropoli a cui il mondo guarda come riferimento di stile (cosa su cui si potrebbe costruire un’industria turistica miliardaria)

      L’altro giorno guardavo il nuovo Reputation Index delle città…, Milano è 9a al mondo…. evviva… ebbene, tra le città della Top Ten, era l’UNICA che non ha un logo… tanto per dire… il concetto di marketing territoriale che ormai l’ha capito anche la Proloco di Roccacannuccia di Sotto, a Milano non l’hanno ancora capito.

      1. wf

        …come hanno fatto a Napoli con Bonito Oliva con il metrò dell’arte (lo specifico personaggio può piacere o non piacere, ma i risultati sono lì da vedere… cfr. con M5 di Milano le cui stazioni sembrano i bagni di un centro commerciale)….
        Vero ma triste.
        triste ma vero.

        Ancora la Milano design ’80 continua a fare DANNI nel 2017…
        Il tempo passa..

        1. Anonimo

          Esatto. Tanto più che dopo il risultato non entusiasmante della M5 non mi sembra che per la M4 si sia deciso di rimediare incaricando qualche architetto o designer decente (o perlomeno giovane) ma si vada avanti con la versione migliorata delllo stile Ufficio Tecnico Comunale (traduzione rischiamo di avere il solito “meglio di prima” che va tanto di moda).

          1. The doctor is: IN

            Ancora peggio, perché in realtà è stato incaricato uno studio di architettura, il quale presumo si sia fatto pagare profumatamente:
            http://www.policreo.it/casi-studio/show/linea-m4-della-metropolitana-di-milano

            L’unico aspetto migliorativo della M4 rispetto alla M5 è che finalmente si sono decisi a fare degli spazi a doppia altezza, come si fa da decenni in tutto il mondo (senza andare tanto lontano, Brescia, Torino, o la stessa stazione Garibaldi della M5, unica eccezione) invece dei soffitti bassi e claustrofobici della M5… dove nelle stazioni profonde (es. lungo Fulvio Testi) piuttosto che fare spazi ampi e ariosi hanno costruito DUE mezzanini bassi uno sopra l’altro…
            Il colmo secondo me è stato raggiunto con la stazione Tre Torri, dove potevano sbizzarrirsi a fare quello che gli pareva dato che sopra non c’era niente, solo il buco del cantiere di Citylife… invece hanno fatto una tristissima stazione standard come tutte le altre e non si sono nemmeno dati la briga di fare le banchine un po’ più larghe, in previsione dei notevoli flussi che prevedibilmente Citylife attirerà una volta completata…

            mah e ancora mah. Tante volte ci si chiede com’è possibile che progetti che costano miliardi di euro vengano realizzati con una simile faciloneria e trascuratezza per i dettagli…

            ancora a proposito di M5, tralascio per carità di patria di accennare alla vicenda del nodo Garibaldi e dell’iniziale progetto demenziale che prevedeva DUE linee separate, est e ovest, che si incontravano alla STESSA ALTEZZA della M2 senza possibilità di collegarsi… ma dico io ma chi è l’ingegnere che può anche solo pensare un’idiozia del genere? E perché invece di costruire una nuova stazione non hanno usato le banchine inutilizzate della stazione M2, facendo poi sottopassare la linea proveniente da nord DOPO la stazione?
            Certo in un paese normale, dove magari si investe un po’ di più perché si ruba un po’ di meno, guardando una cartina la cosa più logica era sbinare la M2 e da Garibaldi farla proseguire verso San Siro mentre la M5 da Nord a Garibaldi si poteva immettere sulla linea esistente proseguendo verso Abbiategrasso/Assago… così avremo avuto due linee diagonali che incrociano tutte le altre invece di una M5 “a L” contorta che ne incontra solo alcune.

          2. Anonimo

            Ci rifaremo con la M6, che sarebbe anche ora di cominciare a studiare sul serio, cosi’ evitiamo errori.

  4. Adriano

    Colpa della triennale che dopo aver rimesso il teatro burri ora mette un altra opera togliendo verde.
    Grazie Triennale e amministrazine che amate il verde…
    Vergogna.
    La Triennale fa quello che vuole anche per colpa di questa amministrazione e della sovraintendenza che difende un muro di merda in porta genova e non salva il verde del nostro parco principale.

    1. Oxford Circus

      Ci sono passato ieri (dal Teatro Continuo di Burri)… come previsto, è diventato un bivacco di nullafacenti, nello specifico extracomunitari (alcuni dei quali ci avevano tranquillamente steso anche i panni ad asciugare), ma potevano benissimo essere eschimesi o della Val Brembana, poco cambia….

      Veramente un’operazione inutile… il Teatro di Burri stava bene dov’era, nei libri di storia dell’arte, testimone dello Zeitgeist di un’epoca passata come gli anni 70. Il cannocchiale ottico tra Piazza del Cannone e l’Arco della Pace rovinato inutilmente per far sedere i bimbiminkia e i loro pusher. Mah.

        1. The doctor is: IN

          nessuno sta dicendo questo, caro Anonimo. Però almeno non rovinavano una delle prospettive più belle di Milano.

          Purtroppo nelle capocce di alcune (molte?) persone fatica a entrare il concetto che il paesaggio e i monumenti sono beni di inestimabile valore che abbiamo ricevuto dai nostri padri con il compito e il dovere di preservarli per i nostri figli…

          una priorità talmente enorme che queste seghe mentali pseudo ideologiche al confronto sono solo fastidioso rumore di sottofondo.

  5. Anonimo

    L’opera non mi piace, rispetto per l’artista, ma esteticamente non mi piace.
    Giudizio personale.

    Non credo che saranno queste poche decine di m2 a pesare sul verde della città e sull’inquinamento.
    Se crediamo nel verde, chiediamo di togliere quelle distese di asfalto e cemento inutili, presenti a molti incroci e usati come parcheggi abusivi, oppure difendiamo quello che c’è che preservando le aiuole che oggi sono parcheggi… recupereremmo centinaia di m2.
    Troppo spesso gli ambientalisti (o finti tali) combattono per non toccare cosa c’è, non per avere qualcosa di più. Ed ecco che una scultura al parco diventa uno scandalo. Non si va lontano così…

    1. Oxford Circus

      Sarà, ma siccome il Sempione non è Central Park, ché solo il “laghetto” è più largo di tutto il nostro parco, 2 mq oggi e 2 mq domani (perché come insegna Andy Warhol, anche ogni amministratore vuole il suo quarto d’ora di celebrità) si fa in fretta a devastarlo tutto.

  6. poldo

    che raffica di tromboni sputasentenze che siete..
    tutti sindaci, architetti, scultori, critici d’arte e chi più ne ha più ne metta..
    non vi va mai bene niente, vi lamentate per un fazzoletto di verde ma magari non coltivate neppure un rosmarino sul balcone..
    d’accordo un po’ di dissenso, ma i “vergogna”, gli “incapaci”, come se voi foste i detentori di tutto, del buon gusto, della classe, della capacità di amministrare le città, del genio..
    ma ripigliatevi!

    1. Anonimo

      A parte un paio di evidenti troll, di tutti gli altri che esprimono dissenso sul posizionamento di questo monumento ti da fastidio il linguaggio o il fatto che qualcuno “perda” il tempo ad appassionarsi per una scelta che credo sia lecito definire discutibile?
      Oppure perchè non coltivo un giardino, non sono un critico d’arte e non sono un assessore non ho diritto di dire la mia?

  7. -Ale-

    Applausi per poldo!
    Questo blog si sta imbruttendo, invaso da critici professionisti.
    Esprimere la propria opinione o il proprio dissenso è cosa diversa da sputare sentenze, attaccare, insultare…
    Qualunque argomento si discuta, finisce in rissa sinistra-destra o nord-sud.
    Il Giornale o Il Fatto Quotidiano o La Repubblica sono luoghi migliori per queste risse.

    1. Anonimo

      Ale, io credo tu abbia perfettamente ragione sul fatto che utimamente ci sian troppe polemiche Dx vs Sx, Comune vs Regione, Sala/Pisapia vs Moratti/Albertini, Maran vs Resto del mondo, Automobili vs biciclette (e tralasciamo il ridicolo Lombardia vs Veneto).
      Ma se miniamo alla base lo spirito del sito che è la passione per la città e una discussione (magari freewheeling) ma non confinata al triste e sterile parco degli addetti ai lavori e degli studenti universitari di materie correlate, trasformi UF nel solito sito un po’ autoreferenziale i cui esempi non mancano certo a Milano (senza far nomi che è antipatico)

    2. Adriano

      Ascolta applausi per poldo anche no!!
      io il rosmarino e anche il basilico ce l’ho sul balcone e proprio perchè tengo tanto al verde, che dico con tutte le rotonde e piazze brutte di questa città perchè metterlo in un luogo già bello?
      E lo ribadisco l’ha deciso la triennale e l’amministrazione ha detto si. punto.
      Quindi io senza parlare di partiti critico questa scelta ed è un mio diritto.
      Poi se per voi quella cosa sta bene allora a posto così.

  8. Dado

    Ma il seme doveva restare li’ dove punto e basta. E se uno rilegge bene questo articolo capisce bene perchè. Che senso ha “piantare” un momunmento cosi’ fortemente simbolico in luogo che lo si sogna in divenire, per poi sradicarlo e fargli perdere tutta la sua poesia!? Come se l’ex area Expo fosse destinata a terra di nessuno per sempre, mah! Questa decisione francamente non la capisco. Invece sul fatto ti integrare opere d’arte nel verde urbano non è cosi’ scandoloso! Se l’opera d’arte (per esempio il Teatro di Burri) prevede un dialogo con quel contesto, basta, cosi’ è. C’è poco da aggiungere e men che meno da togliere. Quel contesto è l’unico contesto possibile. “Capivatelo! ” : il Parco Sempione è un parco urbano e non un oasi WWF. E’ dovere dell’amministrazione arricchirlo al meglio, curando il verde principalmente, ma modificandolo in funzione dei tempi, proponendo anche in quel luogo un dialogo con il conteporaneo, o con la storia, con elementi che valorizzino il contesto e i fruitori stessi. Città e parchi (come anche i musei stessi) sono in divenire, non sono fermo immagine dati una volta per sempre. Ovunque ci siano bei parchi, ci sono sempre bei monumenti, é una legge matematica, perchè Milano dovrebbe fare la differenza?. E’ il bello che richiama il bello. Ripeto : il Parco Sempione non è un osai WWF.

  9. Luca Algeri

    Le critiche vanno benissimo. A volte sono giustificate a volte no. Molto spesso, in ogni caso, fanno riflettere. Sta a chi legge e deve decidere, poi, valutare se lo spunto è da cogliere o meno. Quanto alla M5 vs metro Napoli dovrei però capire quanto incidono i costi per abbellire le stazioni. Perché se per farne opere d’arte i costi raddoppiano, allora no grazie. Molto meglio stazioni funzionali, come sono certamente quelle della M5, decorose, e soprattutto esistenti ed operative. Perché a volte, per fare opere faraoniche, si finisce per farne meno di quante se ne potrebbero fare con le stesse risorse. L’importante è che le linee metropolitane si facciano e siano comode e funzionali. Il bello, in questo caso, può essere secondario. Meglio 10 stazioni operative e funzionali che 9 operative e belle (a parità di risorse). A meno che non mi dimostriate che con le stesse risorse si possono fare 10 stazioni e anche belle. Perché mi sembra di aver letto che quella di Napoli è una delle metropolitane più belle del mondo, forse seconda solo a quella di Mosca. però a Napoli ci sono 18 stazioni di Metro e 4 di metropolitana leggera. A Milano le stazioni sono 113 altre 24 sono in costruzione (tra M4 e prolungamento M1 ) e altre in progettazione. Per me la metropolitana deve prima di tutto portare passeggeri e togliere auto dalla circolazione, e questa funzione la M5 la svolge egregiamente. Quanto al seme, in effetti lì dovìè sembra del tutto decontestualizzato. Però anche le città del Nord Europa sono piene di parchi, anche molto più piccoli, ricchi di opere d’arte. Il seme non mi sembra uno scandalo.

  10. Wf

    FINALMENTE,!

    Sarebbe un’ottima notizia per la città di Milano se finalmente si facesse lavorare la triennale a livello internazionale.
    La si svecchiasse facendola uscire dal sarcofago.
    De mummificasse per metterla al servizo di un cartellone di eventi culturali al servizio della città di Milano.

    Andiamo nella direzione giusta…


    Ad inizio 2018 dovrà essere nominato il nuovo presidente della Triennale, Beppe Sala caldeggia la possibile candidatura dell’archistar

    Triennale, Sala: “Stefano Boeri presidente? Lo vedo molto bene”

    “La proposta di una candidatura di Boeri io la vedo molto bene. Credo che sia persona di grande livello professionale e anche di grande standing internazionale, quindi dal mio punto di vista sarei senz’altro positivo”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ieri a margine dell’inaugurazione del campus Humanitas a Rozzano. Il nome dell’archistar Stefano Boeri, già assessore alla Cultura di Milano, circola da alcuni mesi, ma rumors riferiscono di un presidente della Regione Roberto Maroni meno entusiasta di Sala. Dalla scomparsa di Claudio De Albertis, la Triennale è guidata dalla vicepresidente Clarice Pecorari Giraldi ma il mandato del consiglio di amministrazione scade all’inizio del 2018 e Comune, Regione, Camera di Commercio e Ministero dei Beni culturali sono chiamati ad individuare il nuovo presidente.

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