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Milano | Porta Volta – Si scava dove c’erano le Mura Spagnole

Un mesefa l’annuncio della sospensione temporanea dei lavori per le fondamenta della seconda “serra” del complesso Fondazione Feltrinelli progettato da Herzog & de Meuron.

Qualche giorno fa siamo passati e abbiamo potuto vedere che alcuni resti delle fondamenta sono stati coperti o dissotterrati in qualche modo, forse per le indagini archeologiche e per rilievi strutturali.

Ci troviamo in piazzale Baiamonti, dietro al casello meridionale di Porta Volta, tra viale Montello e il viale dei Bastioni Di Porta Volta. Qui dovrebbe esser costruita la seconda parte del progetto, la versione ridotta della grande serra lungo viale Pasubio ora occupata da Microsoft e Feltrinelli.

Qui, fino a giugno, vi era il distributore di benzina Tamoil e durante i lavori per la rimozione dell’impianto delle cisterne dei carburanti sono venuti alla luce i resti di mura spagnole, che si sapeva vi fossero, ma non in queste buone condizioni.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


3 thoughts on “Milano | Porta Volta – Si scava dove c’erano le Mura Spagnole

  1. wf


    Milano, il rapporto uomo-natura al centro della XXII Triennale. Sala: “Sarà l’edizione della svolta”

    Dal primo marzo al primo settembre 2019. Il sindaco: “L’edizione 2016 non ha soddisfatto le aspettative della città”. La curatrice è Paola Antonelli, dal Moma di New York

    Sarà incentrata sul rapporto tra l’uomo e la natura, che si è rotto e incrinato, la XXII Esposizione internazionale della Triennale di Milano. Un’occasione per avviare una riflessione seria sul ruolo del design nella ricerca di un nuovo equilibrio. ‘Broken Nature. Design takes on human survival’ è il titolo della rassegna, curata da Paola Antonelli, curatrice per l’architettura e il design al Moma di New York e si svolgerà dal primo marzo al primo settembre 2019. Alla presentazione è arrivato il pronostico benaugurante del sindaco Sala: “Ho molte aspettative su questa 22ma Triennale, deve essere quella della svolta, la precedente non ha soddisfatto le aspettative della città”.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/11/13/news/triennale_di_milano_sara_broken_nature_il_tema_della_xxii_esposizione_universale-180990222/
    —-
    Finalmente una BUONA NOTIZIA ossia che Sala e la giunta si sono accorti che la TRIENNALE NON FUNZIONA….

    E stanno cercando di porre rimedio..

    Una istituzione culturale internazionale come la triennale (non è stata finora) può far decollare tutto un turismo CULTURALE di cui Milano è colpevolmente priva e sotto sotto tono…

    Una mancanza grave rispetto alle ambizioni di Milano di voler essere internazionale a voler attrarre i migliori turisti europei e voler essere aperta al turismo 12 mesi all’anno.

    Nonchè motore di culutra e fermento culturale con il presente..

    Fino ad ora la TRIENNALE è stata un motore spompato che gira a vuoto.
    Che sia l’alba di un nuovo giorno?
    ..

    1. Anonimo

      Speriamo…
      Il CdA che l’ha nominata è rimasto lo stesso, lei lavorerà da New York e manca poco più di un anno all’apertura. Non sarà facile per lei (dopo 25 anni negli States rischi di dimenticarti che incubo sia lavorare con il sottobosco di burocrati e lottizzati della politica che certe volte si trovano in Italia) ma speriamo sia una edizione molto migliore di quella passata.

  2. wf

    Un’altra BUONA notizia di cultura a Milano in Corso Venezia (corso molto brutto con troppe auto).
    Davanti al Planetario nel 2019

    CULTURA
    Nel cantiere degli etruschi, dove nascerà il nuovo museo di Milano
    A palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro: il nucleo centrale sarà sotto il giardino. Finanziato dalla Fondazione Luigi Rovati, esporrà tremila pezzi. Nel 2019 la fine dei lavori

    La trivella è della stessa ditta che sta realizzando la nuova linea della metropolitana. Qui invece, nel giardino di palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro, di corso Venezia 52, proprio di fronte al Planetario, sta scavando per realizzare la parte ipogea del nuovo Museo Etrusco di Milano.

    Il cantiere è partito ad agosto, si concluderà nella primavera del 2019 ed è interamente finanziato dalla Fondazione che porta il nome di Luigi Rovati, 89 anni, medico, ricercatore e fondatore a Monza della farmaceutica Rottapharm-Madaus

    anche il magazzino al secondo piano interrato sarà con vetrine perché il motto di Giovanna Forlanelli Rovati, collezionista d’arte contemporanea, è che «l’arte si deve vedere e non stare nelle casse». Gli spazi del resto, nei 3.300 metri quadri su cinque piani di palazzo Bocconi -Rizzoli-Carraro non mancano: al piano terra caffetteria e bookshop, negli ammezzati gli uffici, il secondo piano nobile è stato demolito per realizzare un auditorium e uno spazio per mostre temporanee.
    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_novembre_14/nel-cantiere-etruschi-dove-nascera-nuovo-museo-milano-56f959dc-c90d-11e7-8a54-e86623f761be.shtml

    Speriamo che dia naceh la spinta per riqualificare i marciapiedi di Corso Venezia allargandoli e mettendo arredo urbano o alberi/verde..

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