"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Navigli – Il Muro delle Bambole 2017 contro il femminicidio

Domani l’inaugurazione con rappresentanti del mondo della musica, dello spettacolo e della moda. Tajani: “Significativo che i protagonisti della società civile e tanti cittadini si siano attivati a sostegno di una causa così importante”

Programma degli eventi Wall of Dolls

Domani, sabato 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, il Comune di Milano insieme a Jo Squillo, ideatrice della manifestazione, e a diversi rappresentanti del mondo della musica, dello spettacolo e della moda, inaugura Wall Of Dolls 2017, l’appuntamento cittadino per promuovere il rispetto della cultura di genere e contrastare il femminicidio.

Per questo in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, il 25 novembre, rinnovandosi e moltiplicandosi, nascerà un nuovo Wall of Dolls (muro delle Bambole) alla “Casa delle Arti Alda Merini” a Milano.

“È significativo che i protagonisti della società civile, del mondo dello spettacolo, della moda oltre a tanti semplici cittadini e ragazzi si siano attivati a sostegno di una causa così importante, anche alla luce dei più recenti fatti di cronaca. Fatti che dimostrano come ci sia ancora molto da fare per contrastare la violenza sulle donne e ogni discriminazione di genere”. Così commenta l’iniziativa l’assessore alle Politiche per il lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design, Cristina Tajani. “Violenza – prosegue l’assessore – che avviene soprattutto tra le mura domestiche ed è quindi nascosta. È necessario che tutti, e in primo luogo chi è più conosciuto al grande pubblico, porti il suo contributo per sensibilizzare le nuove generazioni alla cultura del rispetto e della parità tra i generi”.

A sottolineare l’impegno e la vicinanza dell’Amministrazione a Wall of Dolls le allieve del laboratorio di sartoria creativa della Scuola San Giusto del Comune di Milano. Saranno infatti le ragazze con disabilità impegnate nei corsi, di tante nazionalità diverse e di età compresa tra i 18 e 30 anni, a realizzare otto pregevoli bambole sul modello delle classiche Pigotte ed a collocarle sul muro di via De Amicis 2, presso la Casa dei Diritti, in rappresentanza della voce della scuola e del Comune contro la violenza sulle donne, di cui il Wall of Dolls è il simbolo.

Nel corso della giornata saranno diversi i momenti, tra musica e poesia, che inviteranno i cittadini a riflettere sul tema della violenza di genere a cominciare dalle note del coro gospel delle detenute della Casa Circondariale di S. Vittore “Oltre le mura” dirette da Sara Bordoni. Previsti anche gli interventi di diversi ospiti da Jo Squillo a Giusy Versace, Marta Marangoni – DUxDU, Reading di poesia con Mariella Cuoccio, Antonella Iannili,  Katia Catalano, Marianna Culosi, Adele Affini, Rosalia Meggiolaro. La giornata si concluderà alle ore 18 in Piazza Duomo con un insolito Flash Mob Nazionale con Jo Squillo e Giusy Versace, Lorena Cacciatore, Ginger Bender, le poetesse e tutte le Associazioni cittadine impegnate contro la violenza sulle donne.

Condividi su:Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone



Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


One thought on “Milano | Navigli – Il Muro delle Bambole 2017 contro il femminicidio

  1. Andy

    Invece di fare queste pagliacciate, non sarebbe meglio mettere realmente in galera chi delinque? Oggi finire dietro le sbarre per più di 1 mese è diventato un caso più unico che raro.
    Poi, per carità, massimo rispetto alle donne e a tutte le persone minacciate

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.