"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Tre Torri – Quando “sognavamo” CityLife

Quanti anni sono passati da quando fantasticavamo con i rendering che realizzavo con Cinema 4D prima che tutto questo fosse  realtà!

Era infatti il 2007, praticamente 10 anni fa, e Citylife era ancora un progetto; si diceva che le torri sarebbero state realizzate e che al posto dei brutti padiglioni della Fiera sarebbe sorto un quartiere moderno immerso in un parco con residenze e negozi. Chi ci poteva credere?

Dopo dieci anni, buona parte di questo immenso cantiere è fatto: le torri sono ancora due, ma la terza aspetta di crescere (a gennaio dovrebbe ripartire il cantiere) e a giorni aprirà il centro commerciale progettato da Zaha Hadid.

In questo articolo abbiamo riportato alcuni rendering fatti in modo dilettantistico dal sottoscritto che cercava di immaginare la piazza e le tre torri quando ancora erano semplici fogli di carta e poche immagini diffuse in rete.

Immaginavamo che effetto avrebbero fatto i riflessi dei rivestimenti dei nuovi palazzi di vetro e acciaio, l’area pedonale, il parco.

Onestamente ci sembrava una cosa così lontana da poterla effettivamente vedere realizzata.

Noi siamo cresciuti negli anni Ottanta e Novanta, quando la Milano da bere lasciò il posto alla Milano di Mani Pulite, periodo che ci segnò non poco, pareva che oramai Milano e l’Italia intera fossero sprofondate in un baratro senza fine di malaffare e zero futuro, mentre all’estero si realizzavano grandi progetti e le città del futuro.

Invece….

Nel 2007 partirono le demolizioni dei vecchi padiglioni per far spazio alla realizzazione del progetto, varato nel 2004, di CityLife.

E successivamente comparvero anche le prime gru.

Poi qualcosa si mise in moto anche in città, per prima partì la torre di Palazzo Lombardia, la “Miss”, come l’avevamo battezzata noi, che scrivevamo in un forum di architettura (Skyscrapercity), che all’epoca era l’unica fonte per gli appassionati di urbanistica e architettura quali siamo noi.

Il grattacielo della Regione venne completato nel 2010 su disegno di Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partnership e questa grande novità ci fece sperare anche per gli altri cantieri che stavano nascendo.

Poi l’Expo nel 2015 portò altra fibrillazione a centinaia di cantieri sparsi per la città, compreso anche questo di CityLife, che con il completamento della prima torre, quella di Isozaki-Allianz, e con l’apertura della metropolitana lilla a Tre Torri si concretizzava una grande porzione del complesso in costruzione.

In pratica un pezzo alla volta si componeva l’immagine che una decina d’anni prima vedevamo solo nei rendering e potevamo solo sognare.

L’altra sera sono passato a fare un giro al cantiere del centro commerciale e al parco, e devo dirlo, mi sono un po’ emozionato, perché vedevo realizzato qualcosa di molto bello nella mia città, centinaia di operai lavoravano senza sosta per l’imminente apertura del Centro Commerciale e di un altro pezzo di parco, altri si occupavano di rifinire la torre Hadid-Generali, altri ancora completavano l’ingresso di largo Domodossola, mentre i dipendenti Allianz scendevano e salivano utilizzando gli ascensori esterni, degli uffici nel già abitato grattacielo di Isozaki.

Insomma, mi sentivo parte di questo grande progetto che diventava realtà, perché un po’ anche sognando, CityLife lo abbiamo costruito noi cittadini di Milano.

 

Di seguito alcuni rendering realizzati da me tra il 2007 e il 2011. Naturalmente nel corso del tempo le torri hanno avuto dei cambiamenti strutturali e d’aspetto, così come alcune torri o palazzi sono stati cancellati definitivamente o hanno lasciato il posto ad altre strutture.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


29 thoughts on “Milano | Tre Torri – Quando “sognavamo” CityLife

  1. M. M

    Grandi emozioni. Già così il più bel quartiere moderno d Europa. Peccato che il resto della città non sia alla pari né sia stato adeguato ai tempi attuali… (semafori, strade, pali, arredo urbano, Segnaletica, materiali marciapiedi, ecc ancora i peggiori del mondo)

    1. Andy

      Ma la tua negatività la esprimi solo in rete o la esprimi anhe nella vita reale rompendo le palle a tutti quelli che ti sono vicini? No, così per sapere

  2. Anonimo

    Varato nel 2004 e vivibile (se non quasi finito) nel 2017, con la catastrofe delle Grande Crisi Mondiale di mezzo.
    Non so cosa non darei perchè si varassero i progetti delle aree dismesse nel 2018 per vederle quasi finite nel 2031 (si magari anche prima se non ci si rimette un’altra crisi globale)
    Anche se mi fa paura pensare a come sarò vecchio per allora 🙂

    In ogni caso, ottimo post ben scritto

      1. Alice nel paese delle meraviglie

        Molto piu’ bello il progetto attuale, quella diagonale di Piano e’ priva di senso, qui i giardini sono ovunque, ben distribuiti.
        Realizzazione meravigliosa, speriamo che si mantenga nel tempo.

          1. Nicola

            Il progetto di Piano mi ricorda una Bicocca 2, con strade e auto, una specie di Santa Giulia, tristissima. City Life è un enorme quartiere pedonale e verde, con un mix di architetture che non invecchierà nemmeno in 20 o 30 anni. Anche secondo me ci è andata di lusso con la scelta di questo progetto.

          2. anonima

            “Il progetto di Piano mi ricorda una Bicocca 2, con strade e auto”
            Stradeeee e autooooo ?!?!?! Ma siamo impazziti?
            Maran potrebbe avere una crisi isterica.

  3. Blanco

    Nicola ma che dici! Nel progetto di piano c’era un parco unico quasi grande come il sempione senza nessuna strada! quello attuale è meno della metà, poi se ti piacciono i palazzi popolari ti ritroverai alla grande in questo!

    1. Nicola

      Sì, c’è il parco e lo vedo, ma ha senso un enorme parco in quella zona proprio nel lato con più infrastrutture? No, è uno spreco a mio parere. Il costruito è troppo denso, e non c’è nulla di nuovo di altri quartieri cittadini: strade, auto e palazzi, sicuramente anche auto parcheggiate ai lati delle strade, forse qualche pista ciclabile. Nessuna voglia di andarci a passare il pomeriggio o farci shopping. Con il progetto di Piano, sono certo, non avremmo un nuovo centro, ma un quartiere per ricchi, non attrattivo. Hai mai passato un pomeriggio a Santa Giulia? Invece sono sicuro che in City Life andrai, ci andrai a passeggiare, ci andrai al cinema, fruirai del verde e ci spenderai soldi semplicemente perché c’è bellezza ed è a misura di persona.

      1. Anonimo

        Non sempre grande parco ininterrotto=qualità urbana (pensa al disastro che è il Parco Argelati per esempio).
        Io personalmente penso che quello che è venuto fuori a citylife, il gigantesco isolato non transitabile con le auto, il parco diffuso ma pur sempre molto grande, sia molto bello ed adatto a Milano. Il progetto di Renzo Piano era bello sulla carta ma troppo simile concettualmente a Bicocca perchè ragionevolmente si possa pensare che ne sarebbe venuto fuori un capolavoro.

        1. Anonimo

          Cioè fammi capire :
          il progetto di Piano era “troppo simile concettualmente alla bicocca”
          perchè attraversato da una strada?
          Come se cinquanta metri a destra e trenta a sinistra ci fosse il parco di Monza.
          Poi sono d’accordo con Blanco (anche se chi non la pensa come te, Blanco, non è necessariamente un deficiente) che quelle residenze così
          vicine una all’ altra sembrano Gratosoglio con qualche curvetta e finiture in legno in più per giustificare il prezzo.

          1. Nicola

            Esatto. I quartieri stile Bicocca, con auto e viali rettilinei squadrati, ormai non li fa più nessuno in Europa. Vai in Bicocca e guarda quanto è triste, enormi volumetrie e strade rumorose dove le auto sfrecciano indisturbate. Non è un quartiere accogliente, non ti viene voglia di camminarci ma solo di uscirci prima possibile, per andare a rifugiarsi nel vicino centro commerciale. Il progetto di Piano sarebbe pure entrato in qualche libro di architettura, ma non avrebbe mai avuto lo stesso successo che stanno avendo City Life e Porta Nuova, concepiti per essere a misura di persona, e non di automobile. Poi certo, ognuno è libero di pensare come crede ci mancherebbe! A me però basta e avanza tutto il resto della città a essere in mano alle auto e non alle persone.

          2. Anonimo

            Tu, Nicola, forse manchi da Bicocca da un po’ di anni,
            non c’è proprio bisogno di rifugiarsi nel vicino centro commerciale,
            come invece forse succederà in quello di city life.
            Con l’università, gli uffici, l’ Hangar, gli Arcimboldi, i bar e i ristoranti, è più viva di tante altre zone (periferiche) di Milano, anche di sera, ti assicuro.
            I viali sono alberati con marciapiedi larghi e se tu diventi triste
            solo se vedi un auto, bè son problemi tuoi.

          3. Anonimo

            Che Bicocca sia vivace, possiamo fare atto di fede e forse in determinate circostanze può essere anche vero.
            Di qui a dire che è meglio di citylife perchè almeno li (a Bicocca….) non c’è bisogno di rifugiarsi nel centro commerciale, mi sento di dissentire.

            Senza entrare in questioni sulla bellezza o meno di Bicocca, tra gli impianti urbanistici dei due quartieri c’è un abisso – che è anche figlio di 25 anni di differenza tra quando son stati pensati.

          4. Nicola

            @Anonimo: ci passo spesso invece. A me fa l’effetto contrario, sembra che le persone ci debbano andare per forza (università, dipendenti delle aziende ecc), non ho mai conosciuto nessuno che va in Bicocca per scelta, se non, è vero, per l’Hangar. Ma l’Hangar potrebbe stare ovunque, è staccato e recintato, tra due strade dove le auto viaggiano come su un’autostrada. Se a te piace quel genere di città buon per te, Milano è praticamente tutta così, tranne poche isole felici.

          5. Anonimo

            @Nicola. E quelli che tu non conosci, per cosa dovrebbero venirci a fare in bicocca se non per studio, lavoro, svago (teatro,museo) e residenza,
            per turismo?

          6. Nicola

            @Anonimo: non so, dimmi tu, ti sei un po’ risposto da solo. A City Life c’è gente anche adesso che ha solo un bar aperto da qualche settimana, Porta Nuova è piena di gente giorno e sera. In Bicocca quando l’università è chiusa è difficile trovare persone in giro, il sabato e la domenica è un mezzo deserto. Ripeto, mica voglio avere ragione, ma mi è difficile valutare il progetto di Piano migliore solo perché aveva un parco più grande, e mi è difficile sostenere che tra la Bicocca di Gregotti e la City Life di 3 architetti a loro modo geniali sia meglio la prima..

  4. Anonimo

    @Nicola: avrai capito che abito in Bicocca e se dici che il sabato e domenica è un mezzo deserto vuol proprio dire che ne parli per sentito dire.
    Poi neanch’io voglio aver ragione e infatti non mi sognerei mai di fare paragoni tra bicocca e citylife

    Rispondendo a @Anonimo delle 19.07: hai perfettamente ragione, il progetto Bicocca
    è vecchio di 25 anni, esattamente quando ero in facoltà e docenti un po’ frustrati e forse invidiosi di Gregotti (non faccio i nomi) non facevano altro che criticarlo (il progetto) e fare paragoni con Berlino est, maglia ortogonale, non integrazione con… ecc ecc.
    e leggo le stesse identiche cose ADESSO sui vs.commenti
    Bene, vogliamo paragonare la Bicocca ADESSO con altri riqualificazioni
    di aree exindustriali in Milano?
    Poi mi piace buttare il sasso nello stagno.

    1. Anonimo

      Se il paragone è tra Bicocca e le seguenti area-ex OM ed ex-Innocenti, chiaro che Bicocca è meglio. E mille volte meglio di Santa Giulia monca di Centro Congressi e di Parco (e del resto). E un milione di volte meglio di Porta Vittoria senza BEIC e con un imprenditore fallito dietro.

      Ma Bicocca ha avuto il Teatro più grande della città ed ha l’Università ed ha il CNR ed ha l’Hangar e gli han fatto la metrotramvia, e hanno aperto una stazione nuova del passante e costruito la M5 di fianco…tutti vantaggi non da poco che altre aree ex-industriali non hanno assolutamente avuto e che soprattutto niente hanno a che fare con la qualità del progetto urbanistico. Per questo continuo a provare tristezza per quel che Bicocca sarebbe potuta diventare ed invece non è: non ha sfruttato le potenzialità se non in minima parte.

      Io capisco perchè tu apprezzi Bicocca, ma son ben felice che su Citylife si sia seguita una strada diversa che palesemente sta funzionando a qualsiasi ora del giorno e della settimana anche se non è finito (per rimanere in tema con la discussione originale) e anche se il Museo di Arte Contemporanea è saltato.

      In ogni caso i “docenti un po’ frustrati e forse invidiosi” ci sono anche adesso per Citylife, anche se Berlino est è diventata Dubai e la “maglia ortogonale” è diventata la “non permeabilità”… 🙂

  5. Adriano

    Speriamo che gli scali avranno un impatto così bello e ci facciano sognare come ha fatto e fa tutt’ora city life.
    Ci vogliono palazzi iconici e attrattivi per continuare a far crescere milano.
    Sempre con un parco intorno direi che è la soluzione migliore

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