"Anche le città hanno una voce" – Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Arredo Urbano: un articolo di DesignTellers

Il tema dell’arredo urbano è sempre stato per Urbanfile particolarmente importante.

Da anni auspichiamo la creazione di un abaco che garantisca uniformità e consenta alla città di allinearsi agli esempi virtuosi presenti in Europa e nel Mondo.

Con questo articolo iniziamo una collaborazione co DesignTellers.it  attraverso cui andremo ad esplorare esempi di quel che ci piacerebbe vedere realizzato sul nostro territorio.

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Ogni giorno della nostra vita contemporanea e urbana è riempito da presenze silenziose, discrete, quasi evanescenti.

Ma queste presenze concorrono a creare la qualità di vita, quella della nostra città con la quale ci confrontiamo quotidianamente e che poi però viene calcolata in lunghe classifiche e infiniti sondaggi per stabilire se viviamo bene oppure male nelle nostre città.

Le presenze silenziose di cui parlo sono quelle dell’arredo urbano: oggetti che vengono pensati, disegnati e posizionati con l’intento di abbellire, rendere più funzionale un luogo, risolvere un problema o rispondere ad un’esigenza.

E non sto parlando solo di panchine o lampioni, l’arredo urbano è un mondo davvero molto articolato e pensare che si risolva solo in un elemento di seduta e di illuminazione significa non aver ancora intuito quale potenzialità ci sia in questo tipo di progettazione.

Urbanfile e DesignTellers.it aprono oggi questa ricerca dedicata all’arredo urbano per sondarne tutte le diverse sfaccettature ed espressioni, non soltanto con l’esempio di Milano e delle città italiane, ma anche con uno sguardo alle esperienze internazionali che vengono realizzate nelle diverse parti del mondo.

Andremo cosi ad indagare quali sono i trend che riguardano il mondo dell’arredo urbano, come vengono realizzati i grandi progetti ma anche i singoli oggetti, quali sono le possibilità di miglioramento dei nostri panorami urbani e a quali esempi ci possiamo riferire per avere una qualità migliore all’interno delle nostre città.

Nel frattempo, in occasione di questa prima uscita, vogliamo darvi un assaggio di cosa significa per noi la parola ARREDO URBANO nella nostra gallery, speriamo di incuriosirvi e di spingervi a seguirci con grande interesse!

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


17 thoughts on “Milano | Arredo Urbano: un articolo di DesignTellers

  1. UMS

    Tutto giustissimo ma veramente sfortunatissima la scelta della foto del titolo: quella rastrelliera per bici è il tipico esempio di design NON funzionale e da NON fare mai e poi mai!

      1. UMS

        Non capisci? Devi essere per forza un Architetto! 🙂

        (se leghi una bici solo con la ruota anteriore, dopo un tempo variabile tra i 5 ed i 25 minuti della tua bici non resta altro che detta ruota – con lo sgancio rapido rubarla è un gioco da ragazzi, e francamente non dico che te lo meriti, ma…)

  2. seflo

    Bisognerebbe che gli architetti che progettano le rastrelliere per le biciclette debbano prima dimostrare di saperci andare! L’unica rastrelliera funzionale sono gli archetti! Che la loro creativita’ si esprima in altri modi!

    1. UMS

      L’unico elemento di arredo urbano su cui il Comune ha veramente lavorato negli ultimi 10 anni son le rastrelliere per le bici. Le ultime che stan mettendo son finalmente pratiche per legare anche il telaio, quindi anche se bruttarelle me le tengo volentieri tanto c’è un mondo di altri elementi su cui sbizzarrirsi.

      1. Anonimo

        Su arredo urbano siamo molto indietro, però aggiungerei che abbiamo anche le fontanelle e le fermate dei mezzi.
        Quest’ultima è poco notata ma a me piace molto. Non parlo dei tristi pali arancioni (io li cambierei) ma delle fermate con la pensilina color antracite, pareti di vetro, con il nome della fermata scritto in alto in modo semplice ed elegate e con i display con i tempi di attesa. Sono state uniformate in tutta la città ed hanno anche una buona manutenzione.

        Da questi esempi positivi si deve partire per capire come migliorare altri ambiti (dissuasori di sosta, panchine, semafori, marciapiedi…)

        1. M. M

          Il minimo sindacale. Cmq ci credo che sono ben fatte. Sono firmate Norman Foster. Uniformare sotto la Giunta Moratti grazie anche a Sgarbi e il bravo Cadeo

          1. Icarus

            Come sopra. L’urlante Sgarbi e il bravo (?) Cadeo non hanno proprio nessun merito: semplicemente il contratto è andato alla IGP Decaux, che ha usato lo stesso modello che utilizza in altre città europee. Nessuno sforzo creativo ad hoc e nessun progetto specifico per Milano. Viaggiate un po’ di più, possibilmente senza fette di salame sugli occhi, prima di commentare.

          2. PZ

            E’possibile che il progetto di Foster quando applicato a Milano fosse la prima volta che veniva declinato in quel modo.

            In ogni caso, appena messe le nuove pensiline Repubblica non fece mancare il solito articolo lamentoso per dire che le pensiline facevano schifo. Fa tenerezza rileggerlo oggi, pensando ai peana incensanti che vengono dispensati anche alla più discutibile (non) iniziativa presa dal Comune di adesso…..

            E’ cambiato il clima. In ogni caso tanto di cappello a chi scrisse l’articolo perchè – almeno lui – a “lamentarsi” continua anche oggi… 🙂

            http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/01/15/le-pensiline-dell-atm-un-arredo-scelto.html

        2. Icarus

          Hanno una buona manutenzione perché le cura la IGP Decaux in cambio degli introiti sulla pubblicità. E, mi spiace deluderti, ma non sono affatto un’esclusiva di Milano: è un progetto standard di Norman Foster, credo per la stessa Decaux, e ne esistono di identiche in diverse città europee, ad esempio a Barcellona.

          1. Anonimo

            Non mi delude affatto, non serve mica avere l’esclusiva mondiale. Se per una volta riprendiamo ciò che di valido è già stato fatto, ben venga.
            Vale lo stesso per la manutenzione. se funziona, va bene.

            Metterei la firma perchè Milano si ispiri ad altre città de’Europa per l’arredo urbano. In Italia su questo tema abbiamo tanto da imparare…

  3. M. M

    Fantascienza per la “capitale del design”, .. Per Milano Ci accontenteremmo come primo passo quello di avere (almeno) i PALI Semaforici Tutti dello Stesso Colore (meglio se nero, come a Londra e Parigi.. ) con vernice possibilmente Non liscia, per evitare il solito scempio estetico di adesivi. Ma sembra di Chiedere la luna, per la città “più internazionale” d’Italia!

    1. Les Feux

      In Melchiorre Gioia hanno messo il pali dei nuovi semafori ad arco due o tre mesi fa ma ancora non ci sono le luci.. altro che vernice granulare e tutta uguale..

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