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Milano | Porta Ticinese – E adesso che succede in via Scaldasole?

Via Scaldasole (quale nome fantastico) è una traversa di Corso di Porta Ticinese.

E’ un’antica via del centro città dove la II Guerra Mondiale ha lasciato i segni e dove la ricostruzione post bellica non è intervenuta lasciando parecchi “buchi” tra le vecchie case (forse perché la speculazione edilizia prevedeva la demolizione dell’intero quartiere per realizzare nuove e più capienti residenze).

Uno di questi “buchi” non edificati si trova per l’appunto in via Scaldasole, nel punto dove la stretta via ripiega verso nord e via Arena.

Per molto tempo il terreno sgomberato dalle macerie è rimasto inutilizzato; anzi, come prevedibile, la natura si era ripresa il luogo crescendo rigogliosa. Finalmente, dopo anni di richieste da parte dei cittadini, l’area venne trasformata nei famosi Giardini Condivisi: spazi utilizzati e gestiti da un comitato di cittadini di quartiere che volenterosi se ne prendono cura trasformandoli in luoghi per socializzare e organizzare eventi per il quartiere.

Così, dal 2015, giorno dell’apertura dei cancelli al gruppo di cittadini, il Giardino Condiviso di via Scaldasole si è trasformato nella piazza del quartiere, dove si sosta, si ascolta la musica, si gioca e ci si rilassa a due passi da Porta Ticinese e dall’affollatissima Darsena (le immagini provengono dalla pagina Facebook del Giardino Condiviso di via Scaldasole)

Ora una “spada di Damocle” pende sopra questo bel giardino; infatti l’area, del Comune di Milano, pare sia stata venduta.

La storia: il pasticcio che c’è ora dietro quest’operazione va fatto risalire alla giunta Moratti che, nel 2010, cercò di liberarsi di tutti quei beni che non si riusciva a vendere direttamente e che non potevano essere riqualificati, facendo partire il Fondo Immobiliare anche con l’obbiettivo di fare cassa.

Ecco perché, ad esempio, ci sono state, tra le altre, l’edificazione del palazzo di via Palla/Lupetta di via Torino e l’edificazione di Palazzo Gorani. Dello stesso pacchetto facevano parte anche i lotti delle Cinque Vie e naturalmente questo di via Scaldasole e di via Zecca Vecchia 3 (il garage Sanremo).

Dopo tanto tempo pare che il Comune sia riuscito a vendere le tre proprietà.

(Fonte La Repubblica) Il fondo, gestito da Bnp Paribas, ha appena ceduto a un operatore immobiliare le proprietà di via Zecca Vecchia 3, via Valpetrosa 6 e appunto, via Scaldasole 10- 12: in totale dall’asta sono stati ricavati 15,1 milioni di euro. Lo stabile di via Zecca Vecchia è quello del garage Sanremo che dovrebbe essere abbattuto e, al suo posto, potrebbe sorgere un palazzo residenziale. Dello stesso isolato fa parte il palazzo di via Valpetrosa, mentre quella di via Scaldasole è una proprietà di 1.700 metri quadri di terreno che, dopo anni di abbandono, è diventato un giardino condiviso grazie a un accordo tra Comune e Bnp Paribas, che ha trasferito i diritti volumetrici su via Scaldasole sull’area di via Zecca Vecchia 6.

Al momento, quindi, il destino dell’area è congelato: perché bisognerà fare un piano integrato di intervento per definire il passaggio delle volumetrie, salvando così il giardino condiviso e ” caricando” i diritti dell’operatore privato di costruire integralmente sul vecchio garage Sanremo.

Quindi dovremo stare a vedere come si svilupperà quest’operazione così complessa e delicata, salvare uno spazio verde collettivo e edificare nel centro storico, ma che consentirebbe a rendere pedonale e bella piazza Santo Sepolcro ad esempio.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Porta Ticinese – E adesso che succede in via Scaldasole?

  1. Angelo-MI

    In via Scaldasole, piuttosto che un altro edificio sarebbe meglio un parcheggio sotterraneo, vista la cronica mancanza di posti auto, lasciando a verde l’area soprastante. Se poi si sotterrasse anche il garage di Via Zecca Vecchia, si potrebbe recuperare un bello spazio da destinare a piazza pedonale.

    1. Daniele

      Non concordo Angelo, i parcheggi diventano/diventeranno sempre di più un concetto obsoleto, le macchine vanno contrastate anche con politiche lungimiranti fatti di piccoli passi, altrimenti e’ il cane che si morde la coda.

      1. _

        Se volessimo essere seri e soprattutto veloci nel togliere il milione e mezzo di auto (e motorini e scooter) parcheggiati ai bordi delle strade di Milano, una serie di parcheggi mirati (anche solo per residenti e comunque sulla base di studi di zona sulle dinamiche del parcheggio) ci starebbe pure.

        Però credo che farlo in questo punto sarebbe una stupidaggine.

        1. Angelo-MI

          Con i parcheggi sotterranei, soprattutto per i residenti, si può liberare spazio in superficie per allargare i marciapiedi e le aree pedonali, creare piste ciclabili e incrementare le corsie sia riservate che libere. Bisogna migliorare la mobilità sia pubblica che privata, poi ciascuno deciderà la migliore opzione per sé.

          1. wf

            Poniamo l’ipotesi irreale chenoi costruiamo MOLTI PARCHEGGI VUOTI a Milano.

            Solo per ipotesi irreale.E diciamo che una volta costruiti rimangono desolatamente vuoti. E le auto continuassero NONOSTANTE i silos interrati vuoti.

            ECCO allora cosa suggeriresti di fare?

            PS.
            Ovviamente la mia è un ipotesi futura nella quale ci siano aprcheggi interrati vuoti a Milano nel futuro eh.

          2. Anonimo

            wf, facciamo ipotesi più utili…
            Ipotizza di disseminare gli amati dissuasori, paracarri o bollards che dir si voglia dappertutto in DUE quartieri residenziali pieni di parcheggio selvaggio.

            Nel primo quartiere sistemi l’arredo urbano e lasci il resto invariato. Nel secondo invece costruisci un autosilo (e sopra sistemi l’arredo urbano anche li).

            Poi vediamo in quale quartiere aumenta di più la qualità della vita, a prescindere dal coefficiente di riempimento medio del parcheggio (chiaramente parliamo di zone residenziali, nelle zone della movida, come quella di cui stiam parlando, il discorso è diverso)

          3. Wf

            Anonimo,
            Perfetto.

            Ma sei sicuro che i parcheggi interrati non ci siano già?
            E se si quando iniziamo con i dissuasori?

  2. Anonimo

    Ci passo spesso ma non ci ho mai messo piede perchè pensavo fosse il giardino privato di qualche associazione o cooperativa, ma la prima volta che lo trovo aperto ci andrò di sicuro a dare un’occhiata.

  3. GArBa

    data l’obiettività che normalmente contraddistingue questo blog, dispiace vedere proprio qui banalizzare il PRG chiamandolo “speculazione edilizia”.

    1. UMS

      L’ho notato anch’io, ma credo che il problema stia non in UF ma nell’articolo originale di Repubblica, che come spesso accade per quel giornale, ama talvolta lanciare segnali trasversali ed ammiccamenti subliminali per addetti ai lavori e sottobosco della politica.

  4. Matteo

    ma che centra piazza san sepolcro con via scaldasole non capsico. Il garage san remo è li attacccato, ma il problema di piazza san sepolcro che cosi è veramente indecente e potrebbe diventare la piazza piu bella e carattersitica di milano è che le macchine parcheggiate sono in primis del commissariato. Non penso che la futura palazzina residenziale possa realizzare un parcheggio interrato per il commissariato. Mi sembrerebbe un po assurdo. Facendo delle ipotesi concrete dove potrebbe parcheggiare la Polizia se non nellla piazza?

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