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Milano | Santa Sofia – Una grande firma per Corso Italia 23

In Corso Italia, al civico 23 si trova l’edificio di prestigio costruito tra il 1956 e il 1962 sorto sulle macerie dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, dove vi era il  convento di San Paolo e la via Gozzadini, oggi scomparsa. Il palazzo imponente, occupa un lotto molto ampio e fu progettato nientemeno che da un gruppo di architetti che oggi chiameremmo Archistar come, Gio Ponti, Piero Portaluppi e Antonio Fornaroli. In Italia la nuova sede RAS fu il primo nuovo edificio creato nel secondo dopoguerra come sede direzionale di una Banca e Compagnia di Assicurazioni e a Milano rimane tra i migliori esempi di opera di architettura destinata ad ufficio.

Disegno di Piero Portaluppi per l’Edificio RAS di Corso Italia 23 del 1955/57

L’edificio affianca la bellissima ex-chiesa manierista di San Paolo Converso e forma un angolo tra corso Italia e via Santa Sofia. Si caratterizza per il telaio strutturale a vista e per le superfici rivestite in granito rosso tranne che sul lato che affianca la chiesa che per rispetto è rivestito in ceppo lombardo ed è più ridimensionato.

Nel 1962

Passato di proprietà ad Allianz e divenutone la sede fino alla realizzazione della nuova Torre Allianz a CityLife, è giunto il momento per una completa riqualificazione.

A quanto pare il Gruppo Allianz ha incaricato i progettisti statunitensi Skidmore, Owings and Merrill di SOM, uno dei maggiori studi di architettura, ingegneria e pianificazione urbanistica al mondo (celebre studio newyorkese fondato nel 1936 che ha realizzato importanti edifici e non solo, nel mondo come il Burj Khalifa) , di riqualificare la storica sede di corso Italia 23, che rimarrà di loro proprietà.

Per la riprogettazione dello storico palazzo di Corso Italia 23 è stato indetto un concorso internazionale che ha coinvolto otto progettisti di fama mondiale e che si è concluso appunto con la scelta del progetto presentato da SOM. L’intervento sarà realizzato secondo i più avanzati criteri di design, innovazione, sostenibilità, richiesti dai nuovi standard edilizi e una nuova flessibilità degli spazi lavorativi, pur mantenendo vivo il design originale dell’edificio. L’intervento sicuramente valorizzerà anche l’area attorno al Corso Italia, anche in vista, tra cinque anni, dell’apertura della stazione della M4 Santa Sofia.

Di seguito alcune immagini che abbiamo scattato.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


27 thoughts on “Milano | Santa Sofia – Una grande firma per Corso Italia 23

    1. Roberto Arsuffi Posta autore

      Purtroppo abbiamo un problema da qualche settimana. Tra poco avremo un nuovo sito che dovrebbe risolvere alcuni problemi.

  1. Renato S.

    Qualche info in più sul progetto? Sul sito dello studio SOM non ce n’è traccia, almeno a quel che se ne può vedere di primo acchito.

  2. Anonimo

    Posso chiedere come mai il blog è molto meno attivo rispetto all’anno scorso?
    I posto sono molto meno numerosi.

    E’ un davvero peccato, spero ritorniate presto a scrivere come prima 🙂

  3. Luca Algeri

    Comunque ottima notizia. Se porta ad un miglioramento dell’edificio (per la verità molto impattante) e dell’intera zona, non può che essere una notizia ottima. In attesa che riaprano anche il naviglio …

  4. Andy

    Purtroppo Milano è stata deturpata da troppi edifici costruiti negli anni ’50. Questo ne è il tipico esempio. Andrebbe demolito e al suo posto costruiti dei box sotterranei e un giardinetto. Mi rendo conto che la soluzione sia irrealizzabile, visto che la proprietà è di un privato.
    Però credo che Milano diventerebbe più bella demolendo certi palazzi orrendi tutti ammassati uno acanto all’altro e destinando l’area a verde. Oggi mi va di essere utopico, va lò.
    Complimenti al blog, comunque

    1. Anonimo

      Alberare Corso Italia sarebbe già un bel passo avanti.
      L’ideale poi sarebbe un parcheggio sotterraneo sotto piazza san’Eufemia (o lo slargo subito dopo) e togliere le auto dal bordo strada, ma non credo ci sia la voglia o il coraggio o la visione per progetti del genere in questo periodo in cui si naviga a vista affidandosi solo al buon cuore di qualche fondo o azienda che investe in immobili.
      Quindi ben venga il restyling edificio e se possibile la trasformazione in viale alberato.

      1. Anonimo

        Basterebbe togliere le auto e basta, non servono così tanti parcheggi. In centro si può arrivare con i mezzi pubblici, in bici e a piedi e con poche auto per i portatori di handicap che proprio non possono muoversi in altro modo.

        1. Anonimo

          si ovvio queste cose le sappiamo tutti….
          Qui pero’ abbiamo un grosso complesso ad uffici progettato 70 anni fa (quindi praticamente senza parcheggi), un’altro complesso poco piu’ avanti (di Moretti) anche quello senza parcheggi e un bel po’ di auto in strada.
          Se vuoi togliere auto sul serio, un pensiero ad un parcheggio ci sta. Altrimenti teniamo tutto com’e’ e ….sognamo Copenaghen (dove pero’ i parcheggi 30 anni fa li han fatti, a differenza che da noi)

          1. Anonimo

            ok.
            Quindi ci teniamo le auto dei residenti a bordo strada e la valanga di motorini e scooter dappertutto che c’erano davanti a quell’ufficio quando era in piena attivita’…

          2. anonima

            Il problema, caro il mio globtrotter, è che a Milano non si investe ne’ in
            metro ne’ in parcheggi (sotterranei, prefiribilmente, per togliere un bel po’
            di auto dalle strade, fatti un giro a Madrid per esempio e lascia stare Nuova Delhi)

          3. Anonimo

            comunque qui si parla di parcheggi per residenti e funzionali agli uffici (per quel minimo di traffico privato che inevitabilmente generano, comprese le 2 ruote) e con l’obiettivo di trasformare a viale alberato il Corso e magari di metter piste ciclabili dove ora stanno le auto in sosta.
            Mica di fare un parcheggio orario a rotazione!

          4. Luca Algeri

            No scusate, come non si investe in metropolitane???? Esattamente sotto all’edificio Allianz è in costruzione la fermata Santa Sofia della metro Blu !
            Gli scavi sono proprio davanti. Potrebbero addirittura fare un accesso diretto tra palazzo e stazione. La fermata prima (100 mt) è Sforza Policlinico, che sarà collegata alla linea 3. Quella ancora prima è San Babila, interscambio con la rossa. Tre fermate dopo ci sarà Sant’Ambrogio, interscambio con la verde. Da Corso Italia con fermata davanti al palazzo passa il Tram 15, che Collega Piazza Duomo a Rozzano centro. Sicuri che un parcheggio sotterraneo sia una priorità?

          5. anonima

            No scusa tu, Algeri, secondo te con 4 misere linee metropolitane vuol dire che si è investito abbastanza?

        2. Andy

          E le auto come le togli, signor Anonimo delle 12.47? Con la bacchetta magica, recitnado le giaculatorie o costruendo parcheggi sotterranei?
          In questo caso, va da sé, i parcheggi servirebbero soprattutto i residenti e i negozianti, oltre a clienti e fornitori di uffici e negozi.
          Complimenti per la tua lungimiranza! Ti auguro un buon 2018

      1. Andy

        Ma l’italiano lo hai studiato per corrispondenza oppure ti sei affidato a un tutore romano o meridionale, che notoriamente ne sanno quanto mia nonna sapeva usare gli smartphone a occhi chiusi? E’ solo una curiosità

  5. anemomylos

    Si vede che anche Portaluppi qualche volta si assopiva… a parte che è completamente diverso dal suo disegno. Orrendo

  6. antonio

    Si, Vero. Portaluppi in segno di rispetto alla Chiesa, le aveva affiancato un edificio più basso e in ceppo lombardo, peccato che lo stesso rispetto non lo hanno dimostrato quelli che poi in cima ci hanno installato i motori dell’aria condizionata. Così quello che vediamo è un edificio basso con in cima un piano di ferro e alluminio… e tanti saluti alla Chiesa.
    Poi fatemi dire che l’edificio delle archistar è anche bello, ma niente confrontato a quello che c’era prima e che la guerra si è portato via per sempre…

  7. Anonimo

    Oltre a Cso Italia, andrebbero piantumazione tutti i corsi del centro città.

    Che schifo.. e pensare che basterebbe così poco..

    1. Precotto doc

      Sono d accordo , però piantarli costa poco !!mica tanto visto quello che abbiamo pagato per quelli di Expo , tre volte tanto

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