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Milano | Centrale – Progetti: un Museo del Design per Milano

 

La volontà pare esserci da diverso tempo e si è palesata nuovamente negli ultimi giorni, dopo l’annuncio di una possibile sede per un MUSEO del DESIGN nel Pirellone da parte del governo regionale.

Ora, la capitale mondiale del design industriale, quale è Milano, pare assurdo non abbia già da anni un museo dedicato alla creatività italiana che ospiti gli oggetti che da anni si trovano in tutte le case del mondo.

La Triennale dal 2015 ci ha pensato offrendo una sezione del palazzo di viale Alemagna allestendo a rotazione alcuni capolavori del nostro design. Mentre a Porta Volta la fondazione del Compasso d’Oro sta per far partire (finalmente) il cantiere per trasformare la centrale elettrica dell’Enel (via Bramante angolo Piazzale Monumentale, realizzata all’inizio del XX secolo come stazione per i cavalli e successivamente trasformata in centrale elettrica), nella sede mussale del premio del design tanto ambito.

Per carità, sono tutte idee e risorse positive, ma possibile che a Milano realizzare qualcosa di culturalmente importante pare un’impresa impossibile e titanica? Per fortuna siamo riusciti ad avere un Museo del Novecento, nella capitale italiana di questo periodo storico, ma non siamo riusciti ad avere un Museo d’arte Contemporanea, che sarebbe indispensabile per competere con le altre capitali mondiali del turismo e degli affari, come vuole essere Milano.

La sede all’interno del Grattacielo Pirelli è senza alcun dubbio prestigiosa, ma sarebbe meglio dedicare al Design un edificio concepito appositamente come ha fatto Londra col Museo del Design, spostando la sede rimasta per anni in un magazzino vicino al Tamigi in un edificio dall’architettura accattivante, ad Holland Park, utilizzato sino al 2003 dal Commonwealth Institute e oggi riconvertito e trasformato in uno spazio moderno e dedicato prettamente all’esposizione del design.

Stessa cosa è successa a New York, dove, dopo esser stato creato nel 1956 come Museum of Contemporary Crafts, ingrandendosi a dismisura il museo ha avuto la necessità di una nuova sede e si è spostato al 2 di Columbus Circle, nel cuore della metropoli, convertendo il vecchio edificio nel nuovo MAD.

 

 

Museum of Arts and Design New York

 

A questo punto speriamo che il nuovo Museo del Design di Milano, una volta allestito al Pirelli, sia solo temporaneo e che venga pensata una nuova sede, disegnata appositamente, che magare aspiri a diventare un’icona come il Guggenheim Bilbao, che è riuscito a portare alla ribalta una cittadina altrimenti ignorata e anonima dei Paesi Baschi.

Magari inserire, grazie anche agli oneri di urbanizzazione, la costruzione di un edificio per ospitare il Museo del Design all’interno del grande e vasto progetto dello Scalo Farini, progetto che cambierà l’aspetto del capoluogo lombardo assieme agli altri scali ferroviari, pronti per essere trasformati e convertiti e che proietteranno la città nell’olimpo delle grandi metropoli mondiali (almeno lo speriamo).

Milano dovrebbe un po’ pensare in grande ed essere meno “provinciale”, perché oramai la battaglia competitiva del turismo è internazionale e noi, cittadini italiani, ammiriamo sempre con invidia le realizzazioni di città come Abu Dhabi, Dubai, Singapore, Londra, Parigi o Los Angeles, per citarne solo alcune.

Noi avevamo già fatto notare come a Milano mancano dei Musei importanti per la storia della città, come un Museo dei Trasporti, un Museo Archeologico decente e un Museo d’Arte Contemporanea, indispensabili per sopravvivere e competere con le altre città mondiali nell’Era delle Metropoli, come è stata definita questa nuova epoca.

 

Panoramica dello Scalo Farini come potrebbe apparire nel futuro

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


26 thoughts on “Milano | Centrale – Progetti: un Museo del Design per Milano

  1. Lorenzo

    C’è un bel progetto per spostare la sede dell’ADI nell’area dietro via ceresio. Tutto il progetto ri riqualificazione di quell’area (cd. “ex-enel”) però , non si capisce perché, va avanti a una velocità estenuante. ADI è l’associazione che da 50 assegna il prestigioso “compasso d’oro”, l’oscar del design. Questo avrebbe un autorevolezza e un richiamo mille volte maggiore di un qualunque museo creato da zero da qualche funzionario comunale. Sarebbe anche un bel progretto di riconversione di palazzine ex industriali.
    Avete qualche aggiornamento sul progetto? Le notizie che si trovano in rete davano come data di completamento prevista il 2013 (!!!)…

  2. Precotto doc

    C era un bellissimo progetto del museo d arte contemporanea a city Live ma è stato bocciato dalla giunta Pisapia , adesso se ne cerca uno per il desainer ,non poteva essere quello , non capisco

  3. tommolo

    Ne stavamo parlando proprio in questi giorni nel forum, sul thread di Citylife…un grande museo del design, ma anche dell’arte moderna e contemporanea e forse anche della moda -perchè no?- potrebbe diventare uno spettacolare museo del contemporaneo, del saper fare milanese e non.
    Un museo eclettico, aperto ad ogni forma d’arte potrebbe effettivamente trovare sede presso Scalo Farini. Sarebbe bellissimo che la nuova sede dell’Accademia di Brera in Scalo Farini avesse uno splendido museo al lato…

  4. CM

    solo una domanda: è proprio necessario sotterrare la stazione che così diventerebbe quasi sicuramente un luogo buio e poco invitante per chi vorrebbe utilizzare i trasporti pubblici…?

  5. antonio

    Non è stato fatto il museo per motivi economici, ma è stato fatto il museo a cielo aperto, con l’esposizione nel parco di citylife di opere di giovani artisti.
    Poi credo che a Milano manchi una grande biblioteca Nazionale… con tutte le università che ci sono la Sormani rimane l’unica e inadeguata biblioteca.

    .

    1. Precotto doc

      Ciao Antonio , senza fare polemica , il 12museo d arte contemporanea era negl oneri di urbanizzazione , tutta finanziata da 50 milioni dai costruttori , la giunta pisapia ha preferito farsi dare i 50 milioni e non costruire , un progetto bellissimo sarebbe diventato un simbolo per la città é citylive

      1. European Globetrotter

        Ma tu non sei lo stesso che qualche giorno fa sul thread della riapertura dei navigli si lamentava che questa giunta spreca i soldi per i mega progetti invece di usarli per le periferie, ecc. ecc.??

        Deciditi… fai pace con te stesso.. dovresti essere contento, in questo caso ti hanno ascoltato e i 50 milioni li hanno usati per altri scopi utili alla collettività invece che per un mega progetto.

        Comunque io il museo propongo di farlo fare a Precotto a cura di Precotto Doc… così potremo offrire a tutti i DESAINER del mondo un museo DEL DESAIN unico al mondo… perché sono abbastanza sicuro che altri musei del DESAIN al mondo non ne esistono…

        Spreca meno tempi a commentare di argomenti di cui con tutta evidenza non sai una mazza.. (la parola design l’hai vista talmente tante volte che manco la sai scrivere…) e usane un po’ di più per leggere, informarti e studiare.

        Come diceva il Maestro Manzi… non è mai troppo tardi… e come aggiungeva il grande Ludovico W. … “su ciò di cui non si sa cosa dire, è meglio tacere”

        1. Anonimo

          Precotto scrive un po’ come un analfabeta di ritorno ma non ha torto: non è stata un’ideona del Comune monetizzare quello che doveva essere il Museo d’Arte Contemporanea costruito “chiavi in mano” (con un bel progetto tra l’altro)

          Anche perchè il Vigorelli non so se l’abbiano poi risistemato sul serio ma è comunque inutilizzato ed il Palazzo delle Scintille è probabilmente bellissimo (non ci son mai entrato perchè è chiuso a parte qualche evento privato della Moda…) ma nessuno ha ancora capito cosa ci si farà sul serio – probabilmente era meglio fare un bando e lasciare i costi della ristrutturazione a chi lo avrebbe gestito (almeno serviva a tutti).

          La cancellazione fu una iniziativa del Pisapia dei primi anni di mandato, quando voleva dare segnali di discontinuità col passato a tutti i costi. Visto con gli occhi di oggi (e col successo di Milano e di Citylife) probabilmente si sarebbe presa decisione diversa.

  6. _

    E dopo la sezione Design della Triennale, la sede del Compasso d’Oro, il Museo dei mobili e il Museo delle Arti Decorative al Castello ecco che arriva pure il Museo del Design in una ennesima sede (forse pure provvisoria).

    L’idea è giusta ma non stiamo sparpagliando soldi, idee, competenze e finanziamenti in mille rivoli?

    Anche perchè non basta mettere due sedie di Giò Ponti, una libreria di Sotsass o due bollitori di Alessi e tre altre robe che han vinto un premio in una teca per fare il “Museo del Design”… servono idee. Anche per far meglio della “concorrenza”: http://designmuseum.org (e francamente l’edificio è il meno dei problemi)

  7. Wf

    Notare che il museo del design di cui si perla sarebbe finanziato da tutte le aziende lombarde è non che si dedicano al design.

    Quindi avrebbe un botto di soldi.
    Credo che si voglia però la collaborazione del comune nella disponibilità è ricerca di un immobile di prestigio nel centro di Milano.

    Allora si sarebbe un museo che organizza mostre temporanee è dinamico che possa competere con i corrispondenti musei esteri.

    Appunti quellomche si vuole evitare è mettere due brionvega in una teca e poi dimenticsrsene (CIOÈ quello che fa attualmente la triennale ndr .)

  8. Saavedra

    Si’ ma ci vuole una regia che in questo momento non so chi potrebbe svolgere. Il comune non e’ in grado di farlo, basti vedere com’è ridotto il MUDEC. Han speso 50 mln di euro per un edificio con un pavimento indecente senza avere la benché minima idea di cosa metterci dentro.
    Il risultato sono una sezione permanente a dir poco imbarazzante e delle mostre carissime (sempre) e spesso indegne. Con Klimt Experience e’ stato toccato il fondo.
    Basta rivoli e rivoletti: Grande Brera, un nuovo Museo della Scienza con infrastrutture come Dio comanda, e un Design spettacolare che pero’ deve raccogliere il meglio di tutte le cose sparse in 35 (spesso inutili) sedi in città . Il resto son cazzate, a partire dalle 4 cagate che ci sono nell’Archeologico e stanno benissimo dove sono.

    1. Wf

      Hai proprio credo centrato il punto.
      Esattamente come dici .
      Credo infatti che chi stia proponendo il nuovo museo abbia proprio in mente questa impostazione.
      È questo mi fa ben sperare. Perché è l’unica impostazione giusta, come anche ribadisce urbanfile.

      Però i proponenti è anche come scrive urbanfile in questo eccellente articolo ammettono che deve essere un palazzo iconico al centro di Milano ( e quindi del mondo, ossia al centro dei flussi di turisti e visitatori stranieri).

      I proponenti hanno suggerito che ad esempio debba essere un palazzo al centro della città ma di architettura di richiamo e iconico come le piramidi feltrinelli in porta nuova.

      Insomma io museo non deve essere solo quello che cè dentro ma soprattutto anche la struttura, un pezzo di architettura di richiamo e rappresentativa.
      Un faro per richiamare interessati da Tutto il mondo.

  9. UMS

    Non sono d’accordo con UF quando ipotizza di mettere l’ipotetico nuovo edificio per il Museo allo Scalo Farini.

    A mio parere DEVE essere a Città Studi, non lontano dal Poli.
    E questo sia per rispetto verso il luogo dove molti dei designer sono stati formati, ma anche per fare in modo che sia un posto VIVO, dove si possa organizzare qualcosa di nuovo, con gli studenti. Ad esempio ci starebbe bene annessa al Museo una grandissima biblioteca specializzata in tematiche di Architettura e Design, che sarebbe utilissima per chiunque studia in zona.
    Tra l’altro lo spazio in quella zona non credo che manchi, visto che stan scappando via tutti… 😉

    L’idea dell’ennesimo Museo autocelebrativo con tante belle teche dove semplicemente ammucchiamo gli oggetti per dire quanto siamo stati bravi (specie nei decenni passati), mi fa tristezza.

  10. Wf

    Reinventing cities”: Milano mette all’asta cinque aree da “reinventare”Bando internazionale “Reinventing Cities Milan”, il Comune di Milano ha individuato cinque aree da “reinventare”: ecco quali (e a che prezzo)

    Lo scalo ferroviario di Greco

    La prima area a bando sono le scuderie De Montel di via Fetonte, 16mila metri quadri non lontani dallo stadio, base d’asta 1.883.500 euro per valorizzare il luogo con attività legate a sport e tempo libero.

    Seconda area da 4.900 metri quadri in via Serio, con asta a partire da 2.059.600 euro. In zona Porta Romana, è un ex contesto industriale.

    Area numero tre: il mercato coperto di Gorla, da 970 metri quadri e valutato 981.600 euro. Qui l’intento è di far sorgere un luogo dedicato all’alimentazione e a progetti di inclusione sociale. Quarta area, 610 metri quadri in via Doria, dove ora c’è un parcheggio pubblico a pagamento.

    L’intenzione è individuare soluzioni architettoniche nuove per ottenere risparmio energetico e riduzione dell’emissione di Co2, ridisegnando lo spazio pubblico. La quinta area appartiene in realtà ad Fs ed è lo scalo ferroviario di Greco-Breda, da 62.189 metri quadri. Per questa area è previsto un progetto di housing sociale, con base d’asta a 7 milioni di euro. Offerte entro il 20 aprile, prima selezione entro giugno, scelta definitiva dei vincitori nel gennaio 2019.

    http://www.affaritaliani.it/milano/reinventing-cities-milano-mette-asta-cinque-aree-da-reinventare-521340.html

  11. antonio

    Caro Andy ti rispondo con un po’ di ritardo. Da quello che leggo sui giornali, i soldi degli oneri di urbanizzazione destinati al Museo sono andati alla ristrutturazione del Vigorelli e del Palazzo scintille. A Voi capire se il Comune ha fatto bene o male.
    Per me ha fatto bene.
    L’iniziativa del Museo a cielo aperto mi trova concorde. Le opere d’arte rinchiuse in un posto a pagamento , seppure bellissimo, mi sembra una idea superata, almeno per arte moderna…
    Secondo me devono essere esposte alla visione di tutti in modo da migliore urbanisticamente la città che le ospita, e riporta l’arte alla sua idea originaria rinascimentale per cui è fatta per essere goduta da tutti.
    Per il resto credo che il Museo compasso d’oro in costruzione sia proprio il Museo del designer di cui sentiamo la mancanza. Dovrebbero ripartire i lavori a Febbraio dopo un periodo di fermo.

  12. Wf

    ATTENZIONE che il museo del compasso doro non centra nulla con il museo del design che si vorrebbe costruire…

    Leggi sotto per chi è interessato.
    È anche una buina notizia che i lavori partono ad aprile…


    Milano, prima pietra ad aprile per la galleria-archivio dei «Compassi d’Oro»I lavori negli spazi dell’ex centrale elettrica dell’ Enel. Galimberti, Adi: «La gara d’appalto si è conclusa e possiamo partire»

    Gli ultimi, ulteriori ritardi ai lavori negli spazi dell’ex centrale elettrica dell’Enel al Monumentale, sono stati accolti con calma olimpica. «È dagli anni Sessanta che aspettiamo una sede — spiega Luciano Galimberti, presidente di Adi (l’associazione per il disegno industriale) —. Il primo a chiederla fu l’architetto Marco Zanuso in una lettera all’amministrazione». Dopo i ricorsi dei residenti e i lavori di bonifica (al solito più pesanti del preventivato), è finalmente arrivata l’ora di posare la prima pietra. «La gara d’appalto si è conclusa e possiamo partire». Taglio del nastro ad aprile, in pompa magna con ministri e istituzioni, fine lavori nel 2020. Oltre mezzo secolo più tardi rispetto all’appello di Zanuso. Con il progetto decollato sotto la giunta Moratti, l’Adi non si doterà soltanto di una sede moderna all’interno dello spazio liberty che prima dell’Enel era l’ex «tram a cavalli».

    Ma anche di cinquemila metri quadrati dove esporre la galleria dei Compassi d’Oro. «Si tratta dei 330 oggetti premiati nel tempo, a cui si sommano le circa duemila segnalazioni delle giurie. Siamo l’unica collezione con il vincolo della Soprintendenza» continua Galimberti. Che per sottolineare valore e unicità del patrimonio in soffitta punta proprio sull’elemento documentale. «Gli oggetti raccontano uno spaccato di società: a guardarle oggi, le opere premiate sono un ritratto della storia e dell’innovazione del made in Italy». Pensare a un museo del design con un tale collezione nel cassetto, può sembrare quindi paradossale. «No, perché Milano dev’essere una fabbrica del design. Vanno evitate le contrapposizioni. È necessario che l’Adi, la Triennale, le imprese si muovano in maniera complementare. Già oggi spediamo i nostri oggetti in 500 musei del mondo, figuriamoci se è un problema muoverli in città». Ora che sembra arrivato il momento giusto per dotarsi di un museo del design che a Milano manca, allora, il consiglio è solo sul «come» farlo. «Serve una narrazione forte, capace di offrire lettura didattica, storica e comparata».

    http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_gennaio_26/adi-noi-ci-siamo-gia-d34e03f4-01f5-11e8-9ff2-341a2fe0297c.shtml

  13. Alessandro Magno

    Secondo me un museo del design a Milano attrarrebbe tantissimo. Durante la design week verrebbe proprio preso d’assalto…pero non lo farei in centro…replicherei quello che sta facendo fondazione prada per il vigentino. Un polo che porta alla riqualificazione di un intero quartiere,
    .

    1. Wf

      Se lo vuoi fare di serie B come appunto i tanti museetti che già ci sono allora sacrificalo per “rigenerare” un quartiere.

      Però attenzione che è una visione piccola e miope è a corto raggio.

      Invece come giustamente Hanno capito i proponenti ( che poi sono quelli che ci mettono i soldi) dovrebbe essere un faro che emette luce fino in nord Europa e oltre.

      E la postina centrale è centrale per il mondo e non per il quartiere.
      Occhio a non comprendere la portata.

      Se Milano cresce crescono anche le periferie e i progetti satellite nelle periferie…

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