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Milano | Città Studi – Il degrado al palazzo dei Tumori

Il vecchio edificio dell’istituto dei Tumori

Ogni volta che ci capita di passare da piazzale Gorini non possiamo rimanere che esterrefatti nel vedere come sia ridotto il palazzo di inizio Novecento che è la storica sede dell’Istituto Nazionale dei Tumori.

Lo abbiamo più volte segnalato, invocando un certo decoro che a quanto pare non importa nulla, apparentemente. Qualche giorno fa sul Corriere della Sera si era parlato dello stato di degrado dell’edificio in questione argomentando sullo stato dei muri della città nella rubrica tenuta da Giangiacomo Schiavi: la lettera di…

In quella lettera veniva menzionato l’edificio e il fatto che non fosse mai stato pulito.

 

Ebbene ecco la risposta da parte del presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Enzo Lucchini.

L’antica facciata da tutelare sfida fra tecnica e burocrazia.

Caro chiavi, rispondiamo alla lettera pubblicata da Noi cittadini (in data 7 febbraio) a firma di Maurizio Carmignani, ringraziando i lettori che hanno scritto alla rubrica, per averci dato l’occasione di ritornare a parlare di un argomento a noi molto caro: il restauro della facciata storica dell’Istituto nazionale dei tumori, uno dei beni scientifici e monumentali di Milano.

Si tratta di un compito complesso in quanto l’edificio è storico ed è sottoposto al vincolo dalla sovrintendenza delle belle arti. Non è purtroppo percorribile una semplice eliminazione delle scritte, perché i sistemi comunemente utilizzati (pulizia con getti d’acqua ad alta pressione) potrebbero provocare l’ulteriore danneggiamento e distacco degli intonaci. Anche una tinteggiatura non risulterebbe facilmente praticabile se non precedentemente autorizzata dagli organi competenti (che hanno facoltà di imporre colori e materiali da utilizzare, in generale, le opere da realizzare).

È allo studio un progetto di ristrutturazione delle facciate i cui tempi sono legati all’autorizzazione degli enti preposti e al reperimento delle risorse. Queste problematiche sono da sempre all’attenzione del nostro Istituto; infatti, proprio in questa direzione, recentemente è stata effettuata la pulizia della facciata del blocco 5 (che si estende su via Ponzio), non soggetta a vincoli. Duole constatare che, per lo scarso senso civico di alcuni, in pochi giorni è stata nuovamente coperta di graffiti.

 

Come ha risposto Schiavi, ci vuole coraggio e determinazione per contrastare questo fenomeno vandalico che sta letteralmente devastando qualsiasi città, Milano in particolare. Ci vuole anche che le istituzioni, in primis la Sovrintendenza, siano più snelle e più coerenti, oltre che lungimiranti. Meglio tenere un edificio in quello stato o è meglio mantenerlo il più dignitoso possibile?

Purtroppo qualcosa si era fatto durante i governi dei sindaci Albertini e Moratti, ma che il Tar nel 2009 fermò, vanificando il lavoro sino ad allora realizzato.

Battaglia infinita che andrebbe combattuta su più fronti da parte di tutti. Lotta ai vandali e tolleranza zero, incentivare invece le opere, realizzate su appositi muri. Insomma un compromesso ma bisogna far capire ai ragazzini (e non) che ci vuole più RISPETTO, da parte di ognuno, per avere anche un luogo dove vivere bello.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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