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Roma | Flaminio – Il Tevere e i ponti di Roma nord

Roma deve molto del suo fascino anche al fiume che la attraversa da nord a sud.

Il Tevere, infatti, riesce a rendere magici alcuni scorci della capitale, dal centro alla periferia.

Sfortunatamente per la città, il fiume, insieme alla sua fruibilità e ai suoi ponti, non rientra nella lista delle priorità per gli enti locali che se ne dovrebbero occupare.

Effettuando un rapido giro tra il quartiere Flaminio e l’Olimpico, ci si accorge di come le banchine, le arcate e i ponti stessi versino in condizioni pietose.

Partendo dal recente Ponte della Musica, inaugurato appena qualche anno fa e già ridotto a banco di prova per devastatori scribacchini. Addirittura le scale che conducono alla banchina e il parchetto sottostante sono ridotti in uno stato riprovevole. Appare evidente l’assoluta mancanza di controllo, rilevata anche dall’ingresso di giovani con moto e motorini sul ponte stesso, che di fatto dovrebbe essere pedonale.

 

Non va meglio al Ponte Duca d’Aosta, opera del 1942 realizzata per collegare il nuovo Foro Italico alla città. Qui troviamo vegetazione infestante, graffiti, sporcizia, pali arrugginiti, transenne messe come capita, furgoni in perenne divieto.. e chi più ne ha più ne metta. Terribile vedere la monumentalità dell’Olimpico sullo sfondo e in primo piano le condizioni indecenti del ponte.

Per Ponte Milvio la situazione è leggermente migliore; stiamo parlando di uno dei ponti storici più importanti di Roma, noto, purtroppo, soprattutto per la questione dei lucchetti. Anche qui si riscontano fenomeni di vandalismo, con tag presenti sul marmo dei parapetti e sui muri laterali, mentre sotto le arcate si sviluppa il consueto mix letale di vegetazione spontanea e mini discariche abusive.

Per concludere in bellezza – si fa per dire – approdiamo al vicino Ponte Flaminio, in assoluto il più monumentale nella sua follia e grandezza razionalista, ma anche quello nelle peggiori condizioni. Partendo dalle scalinate laterali, dove la puzza è nauseabonda, tra escrementi, rifiuti, erbaccia e scritte vandaliche, fino ad arrivare al piano stradale, con il marmo ricoperto da ignobili graffiti che ne deturpano l’intera superficie. Uno spettacolo sconcertante, così come è sconcertante il livello di considerazione e decoro che si ripone in queste strutture.

 

 




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