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Milano | Bilancio Partecipativo: progettare la città assieme ai cittadini

Sono 51 le proposte esaminate dai tecnici del Comune di Milano. A marzo la fase finale con la votazione dei progetti 

Dettagli sui progetti

Una giornata di lavoro, discussione, osservazioni: a Palazzo Reale proponenti e tecnici dell’Amministrazione comunale si sono dati appuntamento per discutere delle 51 idee del Bilancio Partecipativo ammesse alla fase di progettazione. Classifica

Le proposte, già vagliate dagli uffici tecnici, sono state oggetto dell’incontro svoltosi nella Sala Conferenze di Palazzo Reale in tavoli di lavoro dedicati, coordinati da un moderatore e con la presenza dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

Questo incontro conclude la settimana dell’Amministrazione aperta, promossa dal Dipartimento Funzione pubblica, inaugurata ufficialmente il 5 febbraio con il primo European Open Government Leaders’ Forum: un confronto strutturato sulla partecipazione pubblica, l’innovazione e il governo aperto, realizzato in collaborazione con Open Government Partnership (OGP) e il Comune di Milano, che ha visto riuniti 14 ministri, delegati di 19 paesi europei, rappresentanti di Ong e di organizzazioni della società civile che hanno discusso nello spazio BASE di via Bergognone 34  il ruolo della partecipazione civica per migliorare l’elaborazione delle politiche e migliorare i sistemi di governance pubblica.

L’incontro di oggi ha dato modo ai cittadini di confrontarsi sulle valutazioni tecniche, fare osservazioni e suggerire soluzioni per gli aspetti critici segnalati dai funzionari del Comune di Milano.

Al termine di questa fase di progettazione si entrerà nella fase finale del Bilancio Partecipativo, prevista nel mese di marzo. I cittadini residenti e i city user saranno poi chiamati a votare i loro progetti preferiti sul sito www.bilanciopartecipativomilano.ite avranno a disposizione fino a 3 voti e potranno scegliere tra tutti i progetti dei 9 municipi.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


13 thoughts on “Milano | Bilancio Partecipativo: progettare la città assieme ai cittadini

  1. Anonimo

    Ok che gli “assenti” non contano niente in democrazia…ma quando vedo che il progetto più votato ha circa 300 voti e che sommando tutte le proposte (per cui valevano pure i voti multipli…) non si arriva oltre il paio di migliaia di voti (quindi probabilmente non più di 800/1000 votanti), a me sembra un po’ troppo di nicchia per essere un “bilancio partecipato”.

    Insomma, a occhio e croce non ha coinvolto molto i cittadini di Milano…al di la delle proposte che mi sembrano ovviamente di buon senso (anche se “mettere i giochi per i bambini” al Parco Argelati – la più votata – forse non avrebbe bisogno di un “percorso partecipato” per esser messa in pratica?).

    Probabilmente se vogliamo che sia veramente partecipato, servirebbe qualche modifica al sistema (o più pubblicità).

    1. Wf

      Hai ragione ma il comune non propone in questo caso è il singolo cittadino che propone.

      È tu ti trovi quella proposta lì.
      Se non ti piace ne proponi una te.

      È se te la bocciano sono sempre i cittadini che la hanno bocciata.

      Io la vedo più come un modo per accrescere la consapevolezza dei cittadini alla cura dalla città e poter formare un nucleo di cittadini attivi sul territorio.
      Una sorta di urbanfile partecipato.
      È anche per vedere quali sono i temi principali che i cittadini sentono come prioritari.

      Ma poi é solo il primo anno che lo fanno?
      È forse anche poco conosciuto per ora…

      1. Anonimo

        E’ molto poco conosciuto ed è per questo che dico che va migliorato perchè così com’è serve a poco. Cioè servirebbe se fosse un sondaggio per vedere gli umori e far “sporcare le mani” ai cittadini.
        Ma poi qui si fa una classifica e si esaminano solo i progetti più votati e qui secondo me perde senso (anche perchè i votanti son 4 gatti)

        Ti faccio un esempio: Il progetto di UF per la messa in sicurezza delle fermate del 2 ha preso 47 voti e non va nemmeno alla seconda fase, mentre “Mobì la mobilità dolce passa di qui” (pista ciclabile a NO.LO. secondo classificato) ne ha presi 358 ed è arrivata seconda.

        Sono entrambe cose utili, ma francamente il senso di investire risorse per verificare la fattibilità di uno e non dell’altro basato su un campione inesistente mi sfugge.
        Quindi spero che al di la della forma, il Comune prenda l’esercizio come un nobile tentativo di far lavorare e coinvolgere i cittadini ma poi decida le sue priorità (anche) su parametri diversi dei pochi voti espressi.

        1. wf

          Sono d’accordo con te ma se i cittadini avessero votato in massa per le fermate del 2 i valori sarebbero rovesciati.

          In ultima analisi queste distorsioni sono il frutto della poca conoscenza dello strumento (e quindi basso numero di voti) e non tanto dello strumento in sè.

          Se facessimo conoscere lo strumento al numero maggiore di cittadini le distorsioni come è logico scomparerebbero nella legge dei grandi numeri..

          Se è il primo anno che si è lanciato questo strumento ci sta anche tutto ciò.
          L’importante qui è che ognuno (oppure un gruppo di cittadini) può proporre una cosa ex novo e non solo appoggiare le proposte del comune.

          E’ uno strumento PROPOSITIVO da rodare e far conoscere.
          Credo che possa funzionare in futuro molto bene.
          Coinvolgendo anceh i cittadini in modo pratico, attivo e fattivo..
          😉

  2. Anonimo

    Chi mi assicura che molti di questi cittadini non siano fake cittadini, fake citizen? Ossia come nelle fake news, nelle bufale, chi mi assicura che questi siano veramente cittadini Milanesi e non imbucati sul web, cittadini di altre città invidiosi di Milano che propongono boiate che danneggiano solo la città?

    1. Anonimo

      Per votare su partecipa.mi c’e’ una procedura per evitarlo.
      Il vero problema e’ che con questi numeri di votanti irrisori, la rilevanza statistica e pratica della votazione e’ bassissima.
      In ogni caso se guardi le proposte eran tutte pressappoco dello stesso tenore (verde, ricuciture, piste ciclabili) e comunque votassi non cambiava moltissimo.

      Poche le proposte fuori dal coro che han preso anche pochi voti (tra cui purtroppo quella che ho votato io che venne anche sposorizzata da UF)’, ma tant’e’.

  3. Adriano

    Mi puzza tanto di se la suonano e se la cantano da soli….sti PDIDIOTI DA STRAPAZZO.
    Quasi tutti progetti che non hanno bisogno di nessuna proposta partecipata, basta buon senso e buon governo della città.
    Se proprio vuoi che qualcosa si muova, perchè non fare un volantinaggio (anche onlien) del comune che propone delle modifiche per alcune aree della zona e poi il cittadino vota quale fare, e non il contrario.
    Così è una presa per il culo, la loro democrazia è di facciata.
    Noi vogliamo qualcuno che ci amministri che prenda decisioni e spenda in nostri soldi bene, così sono solo alcuni cittadini che non hanno un cazzo da fare che possono mettersi a fare proposte chi lavora non può stare li a seguire ste minchiate che andrebbero fatte senza nemmeno che qualcuno le proponga.
    Scali ferroviari???sistemare piazza castello…sistemare piazza della scala…sveglia Sala che fai ridere.
    Non hai ancora concluso un cazzo da quando sei arrivato fai ridere i polli.

    1. Anonimo

      Come si fa si sbaglia. Anche dando voce ai cittadini si sbaglia. Se non la si dà si sbaglia. Ma entra in politica e fatti votare, poi vedi quanto è facile come la scrivi. Ma hai presente cosa significa ascoltare tutti e fare? I grulli di Roma sono l’esempio più lampante di quanto sia diverso sparare stupidaggini su una tastiera e lavorare per il bene comune.

      1. Adriano

        L’iniziativa è lodevole, il problema è il distrarci su ste minchiate e nel frattempo non fare un cazzo di veramente a lungo termine che faccia risaltare la città per i prossimi 20 anni.
        Le progettazioni attuali sono da paesino di provincia, fino a quando questa giunta non troverà finanziamenti e veri architetti per progetti a livello di city life e porta nuova garibaldi per me hanno fallito.
        O creano qualcosa che possa attrarre turismo per i prossimi 10/20 anni o non serve fare sti progettini.
        Non sono capaci a trovare fondi da gente con i soldi perchè è gente che è abituata a lavorare nel bar del circoletto del pd…chi cazzo se li caga nel mondo globalizzato.
        Per ora nulla cosmico da questa giunta spero di ricredermi.

        1. Anonimo

          Beh dai, il progetto della MM6, il Museo d’Arte Contemporanea, il completamento della preferenziale sulla circonvallazione esterna, la Grande Biblioteca, l’asservimento semaforico dei percorsi tramviari, la pedonalizzazione e ripavimentazione Naviglio Pavese, l’estensione Area C, il restyling Piazza Scala, Via Manzoni e Piazzale Loreto ed il Grande Piano Parcheggi di Corrispondenza (sulla metro, che son sempre pieni) mica li puoi realizzare su proposte del Bilancio Partecipativo…

          L’importante è che facciano sia i grossi progetti pubblici che le piccole cose e uno non escluda l’altro.

  4. Wf

    I proponenti un progetto sono sempre molto pochi.
    In democrazia vale la maggioranza dei presenti.
    Chi non vota non vale.

    Eleggono il presidente degli Usa con una minoranza della popolazione…

    Comunque da quello che leggo una volta effettuata la valutazione tecnica di fattibilità. Ossia se sono cose campate in aria oppure realizzabili, si dovrebbe passare alle votazioni vere e proprie .

    È tutti potete partecipare al voto.

  5. CM

    l’unico modo per rendere questo sistema fortemente rappresentativo dell’intera cittadinanza, è quello di portarlo ad elevate quote di partecipazione, attraverso quindi l’avvio immediato dei lavori dei progetti vincitori.

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