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Milano | Portello – Presentato ufficialmente il progetto Aurora

 

Questa mattina negli uffici di Sigest si è svolta la presentazione ufficiale del progetto Aurora che, come abbiamo anticipato qualche giorno fa, sorgerà fra via Silva, Viale Enginardo e via Flavio Gioia.

Il progetto trasformerà un’area di oltre 11.700 metri quadri, già parte del tessuto urbano del piano Beruto del 1889, al confine nord-ovest dell’ex quadrilatero della Fiera di Milano e del contemporaneo CityLife district.

I lavori avranno inizio ad aprile 2018 e termineranno nel 2020; la proprietà è di Värde Partners in partnership con Borio Mangiarotti mentre la commercializzazione è curata da Sigest.

Il grande isolato alla “Beruto” è stato una sfida e al contempo un’opportunità per gli architetti che hanno curato il progetto, Pierluigi Nicolin e Sonia Calzoni, che attraverso elementi distintivi aprono il quartiere alla realtà metropolitana, completando altresì la morfologia ottocentesca. Le ampie dimensioni hanno reso necessario uno studio ad hoc per trovare un equilibrio tra le diverse presenze: tre costruzioni abitative, di cui una torre di 19 piani, passo carraio e il grande giardino interno.

Nel progetto la chiusura dell’isolato su strada è ottenuta in modo dinamico attraverso alcuni leggeri discostamenti dalla cornice perimetrale così da ottenere degli scorci visivi sulla vicina e futuristica CityLife, oltre a una certa permeabilità tra lo spazio della strada e quello del giardino interno, disegnato su tracciati derivati dalle giaciture degli edifici.

Una geometria di linee diagonali struttura tutto il piano terra fin sotto gli edifici e sino alla breccia nel muro di cinta del Compendio Demaniale di via Gioia. Con una spiccata differenziazione tra fronte e retro, i prospetti sul giardino interno sono fortemente caratterizzati da un grigliato in aggetto di 280 centimetri a delimitare logge e balconi: una frantumazione del discorso narrativo dell’architettura al fine di riprodurre la realtà caleidoscopica della metropoli. Infine il parterre interno, di circa 8000 metri quadri, è costituito da superfici a prato alternate da aree destinate a giardino, bordate da zone piantate a boschetto.

I numeri:

  • 1889 – anno del piano urbanistico Beruto dove compare la prima volta il tracciatodell’isolato, che si trova attualmente tra via Silva, viale Eginardo e via Flavio Gioia.
  • 11.205 – i metri quadri della superfice interessata dal progetto
  • 8.000 – i metri quadri che ospiteranno il verde giardino
  • 2016 – anno di inizio del progetto
  • 2018 – anno di inizio dei lavori
  • 2020 – anno in cui verranno consegnate le unità abitative
  • 2 – le portinerie, una per l’intero complesso e una esclusiva per la Torre
  • 3 – i blocchi che compongono il progetto: 2 lineari e una torre abitativa
  • 6 – i piani dell’edificio A di Via Silva
  • 5/6 – i piani dell’edificio B di via Gioia
  • 19 – i piani dell’edificio C Torre
  • 70 – i metri di altezza dell’edificio C Torre
  • 140 – il numero delle unità abitative di Aurora
  • 172 – i box nel parcheggio sotterraneo e 11 posti auto
  • 280 – i centimetri di aggetto a delimitare logge e balconi

Cenni storici sull’area

La ricognizione sulle vicende edilizie del grande isolato tracciato nel piano Beruto del 1889 – tra via Silva, viale Eginardo e via Flavio Gioia – ci riporta a una storia recente che prende inizio con l’urbanizzazione ai primi del ‘900 dell’area agricola tra le due zone di ‘Nuova piazza d’Armi’ e del borgo di San Siro separate dall’alveo del fiume Olona. Per tutto il periodo tra le due guerre l’area registra un processo di urbanizzazione nella quale sono ancora racchiusi larghi tratti di campagna e le notevoli aree a verde degli impianti sportivi dell’Ippodromo e del Lido. Viceversa nella zona a nord della fiera, l’area del Portello, sorgono le prime officine Alfa. Nel 1933, viene edificato l’attuale Istituto Nazionale Sordomuti e il Liceo Artistico Boccioni che occupa lo spigolo meridionale dell’isolato affacciato su piazzale Arduino. Si tratta di un vasto edificio classicheggiante di forma pentagonale a corte chiusa, che si sviluppa su tre piani fuori terra e un livello seminterrato e che traduce in volumi architettonici le giaciture urbanistiche del piano Beruto in un linguaggio classicista fortemente stilizzato. Nella parte settentrionale della via Flavio Gioia, prospiciente il lato settentrionale dell’isolato, negli anni ’30 viene costruito l’edificio attualmente occupato dalla Egidio Galbani Spa e dalla Banca Akros. Nelle altre parti l’isolato è rimasto relativamente sgombro registrando la costruzione recente del capannone del Centro Revisioni Auto e Moto di via Silva e la presenza dei labili reperti di alcune strutture del terreno di proprietà demaniale (già occupato da un’azienda florovivaistica) attualmente dismesse: reperti tra i quali spicca per interesse il muro di cinta lungo la via Flavio Gioia.

Veduta aerea della Fiera Campionaria nell’aprile del 1934. In alto a sinistra l’area dell’intervento

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


41 thoughts on “Milano | Portello – Presentato ufficialmente il progetto Aurora

  1. Islington

    Sono curioso di sapere a quanto al mq avranno il coraggio di vendere gli appartamenti in ‘sto parallelepipedo sghembo

  2. Giovanni

    Quando le parole sono troppe e indefinite vuol dire che la sostanza manca, ed i progetti validi si narrano da soli…
    Ora ci manca solo che la RAI al Portello compia l’atto finale e avremo finalmente rovinato un rilancio urbanistico che iniziava finalmente a decollare!

  3. Luca

    Come rovinare un quartiere che stava tutto sommato crescendo bene ,visivamente per lo meno. Non riesco ancora a crederci .

    1. PADANO.DOC

      Esatto, un mostro che rovina tutta la zona, speriamo che fallisca al primo scavo, meglio un buco a cielo aperto di questo orrido progetto.

  4. Tyreal

    Voglio andare in controtendenza, visto che tutti stanno commentando con toni disgustati.
    Guardandolo meglio…

    No, niente, non ce la faccio, è vero: fa schifo.

  5. alessandro

    ma possibile che sia veramente passato questo progetto? è in totale contrasto con tutto, una volta finito sarà un bel pugno in un’occhio! davvero senza parole … è terribile

      1. Anonimo

        Per froza ti piace, caro wf: ricorda quegli orrendi condomini dell’est Europa ate crollo muro di Berlino che deturparono tante belle città come Budapest, Praga, San Pietroburgo, Varsavia e via dicendo.
        Il punto è che questo palazzo fa veramente schifo ed è sicuramente il parto di un architetto di sinistra, cresciuto a pane e protesta ma col portafoglio pieno di “vil denaro”.
        Vori sinistri siete proprio la rovina d’Italia

  6. Alex

    Non può essere… Non ci credo.. Uno scempio inaudito… Fa schifo… Ma come si fa ad erigere un monolite insensato ed orrendo come quello

  7. Anonimo

    Bisognerebbe fare un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ed in subordine un esposto all’Ordine degli Architetti per chiedere la radiazione dall’Albo dei responsabili 🙂 🙂

  8. Kubi

    Bellissimo! Un gioiello incastonato nella nuova Milano. Quelli che commentano in modo isterico sono sempre gli stessi. Quelli che non volevano i grattacieli a Porta Nuova e Citylife, quelli che per 50 anni hanno detto no a tutto. Basta! Basta! Basta!

  9. Enrico

    Purtroppo credo che fra i motivi ci sia anche che chi progetta è chi approva:

    Competenze della Commissione per il Paesaggio:
    La Commissione per il Paesaggio è l’organo tecnico-consultivo del Comune incaricata di valutare la qualità dei progetti con particolare riguardo al loro corretto inserimento nel contesto urbano. La Commissione esprime pareri in merito alla compatibilità paesaggistica, alla valutazione dell’impatto paesistico dei progetti, e in tutti gli altri casi previsti dalle norme vigenti.
    La Commissione è composta da 11 professionisti nominati dal Sindaco: il Presidente è l’architetto Marco Stanislao Prusicki, gli altri membri sono Sonia Beatrice Maria Mercedes Calzoni, Ivo Roberto Cassetta, Chiara Adele Balsari, Giacomo Mario Tasca, Giovanna Longhi, Luca Mangoni, Laura Montedoro, Fabrizio Guccione, Vito Mauro Redaelli, Giovanni Scudo.

    1. Mimmi

      Nemmeno in Kosovo!
      Complimenti poi per la scelta del nome “aurora” forse è meglio che il sole non sorga proprio per non vederlo.
      Ma come si fa ad approvare un progetto così? È un ecomostro!

  10. UMS

    L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su: l’Architettura è per commuovere.
    Le Corbusier

    Chissà come si rivolta nella tomba, poveretto.

  11. Giorgio C

    È la prima volta che commento su questo blog dopo anni che lo leggo ed è tutto merito di questo progetto. Non ho mai visto un tale consenso su un articolo di Urbanfile. Questo palazzo ci ha uniti tutti, soliti troll compresi. Mi sto commuovendo :,)

  12. Renato S.

    Un suggerimento alla proprietà: perché non usare le torri UpTown di Cascina Merlata? Basta guardare l’altro post per cogliere la differenza qualitativa.

    Giusto per essere propositivi.

  13. Fabio

    Ma il Comune non controlla e blocca progetti cosí mediocri? È brutto in foto …….dal vivo sarà tipo scampia. Casermone

  14. fra

    Pessimo, avrebbero dovuto aggiungere molto più vetro e verde!!e poi suvvia 19 piani?? come mai tutta questa timidezza? Speravo in una torre che spiccasse, almeno 30 piani… tristezza…

  15. Marco Montella

    Vedo che la discussione è animata. Alcuni commenti però scadono nella critica triviale.
    Senza nulla togliere alla libertà di ciascuno di criticare costruttivamente, dovremo cancellare i commenti di quel tipo, poiché vorremmo tenere le discussione sul blog dentro l’ambito di contributi costruttivi, come cerchiamo di fare noi di Urbanfile con il blog stesso, evitando di essere volgari o vuotamente critici.

    Grazie per la collaborazione 🙂

    1. Precotto doc

      Buongiorno Marco , non vedo commenti fuori dalle righe e volgari , magari sarcastici si , in altri articoli si andato oltre però nessuno della redazione è intervenuto , mi viene il dubbio che qualcuno abbia fatto qualche telefona , oppure che lei si preserva una collaborazione con gli autori del progetto , il contributo costruttivo poteva darlo lei , se 32 commenti sono ugulli un motivo ci sarà , oltretutto tra utenti che di solito si scannano , detto questo mi può tranquillamente censurare i mie commenti futurii ☹️

  16. glb

    La grande bruttezza. Quanta mediocrità a graffiare un importante rilancio urbanistico appena iniziato ma già segnato, purtroppo, da simil bruttezza. Il commento negativo è unanime, ma non ci voleva molto. Tre blocchi sghembi e bucati da periferia a fare da quinta a CityLife. Come una stazione di servizio davanti alla capanna del presepe. Peccato.

    1. UMS

      Concordo che sia meglio non andare troppo nei dettagli altrimenti la sensibilità di qualcuno si turba.

      E’ la prima volta in tanti anni (che io sappia) che UF deve applicare una certa censura ai messaggi. Personalmente non ne sono turbato per niente (anzi han fatto bene, magari qualche post un po’ esuberante o goliardico poteva essere male interpretato e non sarebbe giusto per chi su questo progetto ci sta lavorando e investendo).

      Però è anche la prima volta in tanti anni che il 100% dei fedeli lettori e commentatori di uno dei principali siti sull’architettura a Milano son concordi nello scrivere che un certo edificio è non particolarmente bello o adatto alla zona (e uso a fatica la versione più politically correct che mi viene…), magari qualcosa vuol dire. Sensibilità o meno. “Censura” o meno.

      E poi alla nostra di sensibilità che dovremo vedere quell’edificio per decenni…chi ci pensa? 🙂 🙂 Speriamo solo che il risultato finale sia più felice del rendering (a volte capita e citylife lo meriterebbe)

  17. CARLO

    Spero non censuriate
    Fa semplicemente e senza alcun dubbio lo stesso effetto di una supposta di glicerina cioè indurre un moto intestinale.
    Spero che in qualche modo questo formidabile blog arrivi nelle stanze che contano. Milano ha bisogno di rialzarsi e certo schifezze di tale fatta non sono tollerate

  18. Giovanni

    Il progetto, alla fine, potrebbe anche funzionare perché trainato dalla prossimitá a Citylife, ma non sapevo che Calzoni fosse in Commissione Paesaggio. Visto il facile generarsi di conflitti di interesse non sarebbe il caso che i membri di tale commissione vengano vincolati da norme pragmatiche per evitare situazioni come queste?
    Gli elettori ringrazierebbero

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