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Milano | Rogoredo – Finalmente si demolisce l’ecomostro di via Boncompagni

In via Boncompagni, all’angolo con Via Lacaita, dove la via termina contro lo scalo ferroviario di Rogoredo, da anni versa in condizioni di abbandono un edificio rimasto a scheletro. Un tempo il palazzo era adibito a uffici, poi la proprietà l’ha spogliato di copertura, pareti e finiture lasciando a vista la struttura, per riqualificarlo nel 2007-8. Purtroppo la società è fallita e la costruzione si arenò subito, lasciando l’edificio in questo stato per dieci anni.

Finalmente possiamo dire che le ruspe sono state posizionate e sono pronte per entrare in azione…
Domani inizieranno le operazioni di abbattimento dell’ecomostro di via Boncompagni 101.
Al suo posto sorgerà un albergo di 10 piani e circa 6000 mq di s.l.p. La struttura sarà dotata di un parcheggio (127 posti auto in parte ad uso pubblico).
Il marciapiede antistante la costruzione sarà riqualificato e verrà realizzata una pista ciclabile di collegamento verso la stazione di Rogoredo. Fonte Stefano Bianco, Consigliere presso il Municipio 4.

Di seguito un’immagine dell’edificio in ristrutturazione nel 2008.

 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


2 thoughts on “Milano | Rogoredo – Finalmente si demolisce l’ecomostro di via Boncompagni

  1. Renero77

    E’ semplicemente un mostro, non un ecomostro. Per ecomostro si intende una costruzione che per fattezze e dimensioni va a distruggere un ambiente naturale pressocchè intatto; lì di naturale ormai non c’è più nulla.

  2. esse

    Finalmente, ricordo quell’obbrobrio fin dagli anni 90.
    Anche se una riqualificazione più importante (e impegnativa) servirebbe dall’altro lato della ferrovia, lungo via dei Pestagalli: ruderi urbani, palazzine di 7 piani abbandonate, uffici di ex ministeri allo sfascio, campi rom, a salire fino all’Amsa di via Zama/Bonfadini. Sopravvivono solo 2 piccole aziende, una cosmetica e una farmaceutica. Per il resto, solo ettari di cemento da abbattere.

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