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Milano | Lorenteggio – La nuova biblioteca di via Odazio

Questa mattina, presso la scuola primaria di via Narcisi 2, si è tenuta la seduta pubblica che ha proclamato il progetto vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione per la nuova Biblioteca di Lorenteggio, situata in via Odazio e che andrà a sostituire la piccola struttura esistente.

Alla presenza degli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica, Verde e Agricoltura), Gabriele Rabaiotti (Lavori Pubblici e Casa) e Lorenzo Lipparini (Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data) e con la partecipazione di Paolo Mazzoleni (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano), Stefano Parise (Presidente della Commissione di Concorso) e Gianni Biondillo (Membro della Commissione di Concorso) è stato scelto il progetto di Urtzi Grau Magaña dello studio Fake Industries Architectural Agonism.

La nuova biblioteca consiste in un edificio a stecca con un corpo vetrato sorretto da pilotis e sorgerà nei giardini esistenti in via Odazio

Un edificio innovativo e sostenibile, caratterizzato da un’elegante struttura a campata che sfida il contesto circostante, polifunzionale e accessibile, pensato per le esigenze di grandi e bambini.

È questa la carta d’identità del progetto della nuova biblioteca di via Odazio nel quartiere Lorenteggio, per la cui progettazione l’Amministrazione ha indetto un concorso internazionale. La proposta, presentata da un team internazionale guidato dall’architetto Urtzi Grau, è stata selezionata tra le 201 arrivate in forma anonima attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it. La commissione ha riconosciuto nel progetto “una forte riconoscibilità che interpreta in chiave contemporanea l’identità storica del quartiere”.

“L’intento di questo concorso era realizzare una biblioteca di alta qualità progettuale in un quartiere di periferia, perché il tema del bello deve riguardare tutta la città e non solo una parte – dicono gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica, Verde e Agricoltura), Gabriele Rabaiotti (Casa, Lavori pubblici), Filippo Del Corno (Cultura), Lorenzo Lipparini (Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data) –. Il rilancio del Lorenteggio passa anche dall’investimento sulla cultura e, attraverso questa, dall’aumento delle opportunità che sapremo offrire ai suoi abitanti, a partire dai più giovani e dai più piccoli. Vogliamo che Lorenteggio sia il luogo a Milano in cui si inaugura una nuova concezione di biblioteca, multiservizio, capace di rispondere ai molti e diversi bisogni dei cittadini, attenta a dare spazio alle domande individuali e dei gruppi, disponibile ad ospitare le comunità che qui abitano e a farle partecipare attivamente. L’obiettivo più generale è il rafforzamento del sistema dei servizi per il quartiere e per la città, che comprende il mercato, il centro per la comunità e le realtà locali, il verde e appunto la nuova biblioteca: un’infrastruttura cui appoggiare il percorso di rigenerazione dell’intero quartiere popolare e in grado di qualificare il suo sviluppo futuro”.

La struttura, che verrà finanziata con risorse comunali (importo massimo previsto in 6 milioni di euro), completa la sequenza di infrastrutture su via Odazio che include la parrocchia Santo Curato d’Ars, l’anfiteatro, la vecchia biblioteca comunale e il mercato rionale ed è disposta su due livelli: la prima pianta è sviluppata ad archi, con l’obiettivo di estendere idealmente lo spazio pubblico all’interno della biblioteca, la seconda si sviluppa verso l’alto ed è ricoperta da ampie cupole che rendono gli spazi naturalmente luminosi. Al piano terra è prevista l’area Forum, con spazi gioco e lettura per bambini e famiglie, una sezione dedicata alla musica e ai nuovi media e un’ala per i giovani con postazioni internet. Al primo piano, invece, raggiungibile attraverso due scale e un ascensore, l’area Lab è dedicata agli spazi per la creatività e formazione, mentre l’area Lib comprende la sala studio e gli scaffali di narrativa e saggistica. Questa organizzazione assicura che i programmi possano funzionare in maniera indipendente, permettendo che ogni area possa restare aperta al pubblico anche quando le altre sono chiuse per mezzo di pannelli mobili.

Gli ampi archi del piano terra funzionano come un’infrastruttura urbana di uso pubblico e si aprono sulla grande area pubblica frontestante la biblioteca, dividendola idealmente in tre settori paralleli: una piazza che connette la vecchia biblioteca con il mercato comunale, un’area verde adatta ad ospitare attività come pic nic e cinema all’aperto , una zona di pertinenza della nuova struttura con aree gioco. L’integrazione tra i tre settori è garantita dalla presenza di nuovi alberi, dalla ricollocazione di alcuni di quelli esistenti, dalla pavimentazione omogenea, dall’illuminazione e dall’arredo urbano.

La logica strutturale della nuova biblioteca è concepita in relazione all’efficienza energetica e al minimo impatto e prevede una base di cemento, solida e in grado di minimizzare gli effetti sismici, e una struttura superiore leggera e slanciata che supporta l’involucro superiore e la copertura. L’illuminazione artificiale, completamente a led, si alterna a quella naturale , che al piano terra penetra tra gli archi, formando giochi di contrasto e colore che accompagnano l’architettura dell’edificio, e al primo piano è riflessa sulle cupole. Le tecnologie utilizzate permettono la regolazione della luce artificiale rispetto all’intensità di quella naturale. La realizzazione della facciata con pannelli di policarbonato multistrato garantisce l’isolamento acustico necessario per le peculiarità della struttura. Per quanto riguarda gli arredi, si propone di diversificare i colori tra il piano terra, dove si immagina una maggior poliedricità, e il primo piano, dove si ritiene preferibile un ambiente più uniforme.

Le procedure di Concorso si sono svolte attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it, sviluppata dall’Ordine degli Architetti di Milano insieme al Comune di Milano e all’Ordine degli Ingegneri di Milano.

“La nuova struttura – afferma Paolo Mazzoleni, Presidente dell’Ordine Architetti Milano – sarà non solo un luogo di lettura, ma avrà funzioni civiche più ampie. Nel segno dell’aggregazione e della coesione comunitaria. Lo strumento concorsuale – e Concorrimi in particolare – si è rivelato, ancora, adatto a coniugare e tradurre in concretezza le esigenze di buona progettazione e larga partecipazione. In quest’ottica, confidiamo in nuove occasioni di collaborazione con questa Amministrazione”.

Il progetto vincitore è stato selezionato da una Commissione composta da quattro membri rappresentanti del Comune di Milano (Dott. Stefano Parise – Presidente di Commissione, Arch. Gianni Biondillo, Ing. Daniele Caprini, Arch. Pietro Montrasi), due dell’Ordine degli Architetti (Arch. Caterina Anna Bassoli, Prof.ssa Donatella Fioretti) e uno dell’Ordine degli Ingegneri (Ing. Riccardo Pellegatta).

Il vincitore del concorso riceverà un premio di 35 mila euro. Al secondo classificato è riconosciuto un rimborso spese di 8 mila euro, al terzo di 6 mila euro, e a ciascuno dei successivi sette partecipanti di 3 mila euro.

Dal 12 al 23 giugno i dieci progetti finalisti saranno esposti al pubblico presso la biblioteca Lorenteggio di via Emanuele Odazio.

La vecchia biblioteca




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


9 thoughts on “Milano | Lorenteggio – La nuova biblioteca di via Odazio

  1. Anonimo

    Mi piace che abbian fatto una biblioteca.
    I piloni in cemento “lavagna per tag” sono invece scoraggianti: tempo due mesi e sara’ lurida e lercia come il resto del quartiere, temo.

  2. Claudio K.

    Sarà sicuramente sostenibile, innovativa non direi proprio, almeno non dal punto di vista del linguaggio architettonico: Niemeyer queste cose le disegnava già più di 40 anni fa (e per verificarlo non serve volare a Brasilia, basta andare a Segrate).

    Se poi vogliono fare un tributo a Niemeyer va bene, ci sta, però lo dicano

    1. Anonimo

      Veramente lo dicono pure nel loro sito ( https://issuu.com/fakeindustries/docs )

      “Don’t ask us for new stuff, we copy.”

      Copiare per copiare, in quella zona avrei copiato qualcuno di diverso…però ci è andata bene che non han copiato il Gregotti di Scampia o il De Carlo di Urbino 🙂 Adesso speriamo che così o diversa la Biblioteca la facciano sul serio e non si fermi tutto come per la BEIC.

      1. Claudio K.

        Beh almeno sono onesti…

        Tanto copiano tutti, da sempre… l’importante è ammetterlo.

        Certo, l’idea che ai loro tempi le Vele di Scampia o il Corviale a Roma fossero considerati dei capolavori da copertina di rivista, oggi fa venire i brividi.

        Meno male che non si sono ispirati a quello. O, stando in ambito di edifici “culturali”, a quella specie di carcere di massima sicurezza che è il Barbican, per esempio.

  3. UMS

    Avrei preferito che per la biblioteca della mia zona vincesse un progetto più “caldo”.
    Questo mi ricorda troppo i quartieri sperimentali gli anni ’70 (tutti falliti peraltro) e in zona abbiamo già dato.

    In ogni caso, spero che tutti quei vetri non la facciano diventare un forno d’estate e (soprattutto) che riescano a tenerli puliti.

  4. Anonimo

    A me piace.
    Ma prima di giudicare la scelta, è possibile vedere quali erano le altre opzioni? Qualcuno sa dove trovare i rendering degli altri progetti partecipanti?

  5. Anonimo

    Ma esattamente “sostenibile” cosa significa in questo progetto?

    Per tenere a una temperatura accettabile quella mega serra sopraelevata servirà una quantità di energia elettrica stratosferica e il tetto sembra fatto apposta per non consentire il montaggio di nessun pannello solare. I pannelli sono obbligatori se costruisci una casa nuova, forse per un edificio pubblico no, ma visto che il sole è gratis non capisco perchè sprecare risorse.

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