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Milano | Cordusio – Presentata la prima bozza per la piazza Ellittica

Da anni ormai si parla di una riqualificazione per Piazza Cordusio, finalmente i nuovi proprietari dei palazzi, appena riqualificati e in procinto di esserlo, si sono accordati per la sua riqualificazione.

Ieri è stato depositato in Comune il progetto preliminare ipotizzato da Hines, Generali RE e Fosun, che da oggi inizierà ad essere discusso. I progetti sono degli studi Freyrie Flores architettura e Mic (Mobility in chain). Tempi di realizzazione: potrebbero partire i lavori tra un anno e durare un paio d’anni.

Progetto Freyrie Flores architettura e Mic

Come si è ipotizzato da lungo tempo, il progetto prevede più area pedonale, più ordine e pulizia visiva. Oggi sono presenti troppi oggetti inutili e superflui, fioriere, pali, cartelli, panettoni. Sarà rifatta la pavimentazione e saranno eliminati gli attuali dislivelli carreggiata-marciapiede. Saranno, sempre secondo questo progetto, spostate al centro di via Orefici i binari del tram così da permettere l’allargamento dei marciapiedi della via. Mentre in via Grossi, la strada che dal Cordusio porta alla Galleria, dovrebbe adottare un binario unico (come alle Colonne di San Lorenzo, con percorrenza alternata e regolata da un semaforo) per allargare, anche in questo caso, i marciapiedi. Anche il tratto finale di via Dante verrebbe chiuso alle auto private (da via Meravigli al Cordusio il transito sarebbe consentito solo ai tram o ai taxi). Niente alberi, come immaginabile, perché la metropolitana costruita alla fine degli anni Cinquanta, è a soli due metri sotto il livello stradale, non consentirebbe alle radici degli alberi di svilupparsi.

Un idea, discutibile, sarebbe quella di far “parlare” le due statue della zona, quella al centro della piazza dedicata a Giuseppe Parini, e quella in Largo Santa Margherita dedicata a Carlo Cattaneo, che entrambe “racconterebbero” tramite degli altoparlanti nascosti qualcosa: la prima poesie e la seconda storie su Milano storica.

Si è parlato anche del semaforo più antico d’Italia, quello collocato nel 1925 all’incrocio tra le vie Orefici, Torino e Mazzini, sarebbe bello che uno sponsor lo realizzasse simile a scopo commemorativo, come ne avevamo parlato noi tempo fa.

Un appunto guardando il progetto presentato, anche se si tratta di una bozza, troviamo un po’ povero l’arredo urbano della piazza, specie il disegno della pavimentazione. Noi avremmo sottolineato l’ellisse con un disegno a terra, come avevamo fatto noi in un nostro vecchio rendering. Qualche aiuola verde, forse, la si poteva mettere, secondo noi.

La nostra idea di Piazza Cordusio

Ricordiamo poi che in centro sono in attesa di una riqualificazione piazza Castello e Largo Cairoli, piazza della Scala (a proposito, non se ne parla più da anni ormai, era il 2015 quando venne presentato), piazza Edison, in attesa di un progetto, stessa cosa per piazza Santo Sepolcro e vie limitrofe.

Una nostra idea per piazza Edison

Largo Santa Margherita… che potrebbe diventare più “pedonale”

Le aree pedonali del centro

Progetti zona Castello, Cordusio, Scala e Cinque Vie




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


35 thoughts on “Milano | Cordusio – Presentata la prima bozza per la piazza Ellittica

  1. Anonimo

    Noto che il testo ed il rendering di Freyrie Flores architettura e Mic sono discordanti sui binari in via Grossi.

    Suggerisco anche al Comune (o chi per esso) di rivedere il regolamento di viabilità per i tram che con tutti quei binari la piazza rischia di essere tappezzata e divisa da infinite catenelle di protezione binari (che nel rendering anche quelle non ci sono)

    Per il resto, era ora!

  2. Renato S.

    Un progetto di triste povertà, sviluppato dagli immobiliaristi con il solo scopo di far allargare i marciapiedi così da affittare i negozi come caffé e ristoranti con dehor.

    Risultato: un cimitero di catenelle e new jersey. Tra l’altro noto che non si piglia minimamente in considerazione l’aspetto della sicurezza antiterrorismo, strategica in una piazza così centrale.

    IMHO Pollice verso.

      1. Renato S.

        Non è il mio mestiere e non ho intenzione di fare l’ennesimo allenatore della nazionale. Sta di fatto che ciò che il progetto prevede è una distesa lastricata, di fatto uno spazio di manovra (ampio) per i tram, non certo una piazza.
        Sembra il pendant novecentista della surreale piazza Gino Valle al Portello.

        Ribadito che manca ogni cenno alla sicurezza antiterrorismo, di esempi di spazi urbani gradevoli senza ricorrere alle aiuole coi gerani della sciura Maria ce n’è a tonnellate: basta prendere come riferimento Roma, Londra o Parigi. O la stessa piazza Gae Aulenti per parlare di Milano.

        Ma qui l’unico obiettivo è quello di recuperare metri di lastricato per impiantare dehor dei bar. Come è già avvenuto in via Dante. Obiettivo legittimo, ma non all’altezza delle ambizioni della città.

        1. Wf

          Roma e parigi mi sembrano ottimi esempi a cui ispirarsi ma a parte il disegno del sole sul lastricato e un paio di vasi mi sembra identico al progetto di urbanfile…

          Non ho capito se quello che ti disturba sono essenzialmente la possibilita di mettere due tavolini fuori…

          Comunque se fai un esempio concreto parigino si puo anche fare cosi.
          Basta che la piazza sia off limits alle auto.

          1. Anonimo

            Che la piazza sia completamente off limits alle auto non si dice da nessuna parte.
            Dice solo che da Meravigli a Cordusio passan solo i taxi (che sempre auto sono). Che Via Grossi e l’ultimo tratto di via Broletto siano pedonalizzati non si parla e quindi temo che i taxi di li possano pure passare…

    1. CK

      Si poteva fare sicuramente di più per sottolineare il disegno della piazza. In questo senso la proposta di UF era, nella sua semplicità, decisamente migliore. Ma questo è un di cui sul quale si può facilmente intervenire in fase di progetto esecutivo.

      Concordo che lo spostamento dei binari del tram sembra fatto più per rispondere ai desiderata degli immobiliaristi che a una reale esigenza progettuale, ma sono abbastanza certo che non si farà: troppo oneroso sia economicamente che come disagi a fronte di benefici ridotti.

      Per l’antiterrorismo anch’io non ho capito bene cosa ti immaginavi… strutture fisse di qualche tipo?

      1. Renato S.

        Antiterrorismo. Citato il caso, positivo, di quanto fatto davanti alla Rinascente. Uno studio un filo più accurato potrebbe associare – sulla falsariga di quanto ipotizzato da UF – la presenza di elementi fissi (vedi il caso largo Santa Margherita) e piani altimetrici differenziati (basta un marciapiede/muretto) per proteggere la piazza e gli spazi pedonali, magari associandovi “gate” di sicurezza per i veicoli.

        Sia chiaro. Non voglio allenare la nazionale. Ma mi stupisce che nessuno abbia preso in considerazione la questione. Che non mi pare su altri fronti prossima a soluzione, per quanto si possa essere ottimisti…

  3. Anonimo

    I binari del tram, e la bassa profondità della metro restano il vero limite. Con l’attuale normativa saremo costretti a mettere infiniti paletti, pali, cartelli…

    Ma sono fiducioso, il governo del cambiamento tutto può… e risolverà anche questo in men che non si dica!

    1. CK

      Il verde non deve essere un totem. Va messo dove ha senso.

      In una piazza non particolarmente enorme, la cui caratteristica più interessante è la forma, ha molto più senso un intervento pulito e vuoto che sottolinei il disegno architettonico.

      Inoltre, a differenza di tante altre piazze e viali di Milano dove il verde originariamente c’era ed è stato tolto, qui non c’è mai stato. Il Cordusio è stato concepito già nell’800 come una rievocazione della Cohors Ducis: è un Foro (nel senso romano del termine), non un giardinetto.

      Le aiuole coi gerani lasciamole alla villetta della sciura Maria, che magari ci mette anche il nanetto di gesso, eh?

      1. enrico

        Invece sì che c’è stato.Forse non nell’Ottocento, ma certamente nel Novecento fino a prima della costruzione del metrò, c’erano aiuole e una palma nana. Anche il progetto di Renzo Piano (non esattamente il geometra brianzolo della villetta della sicura Maria) prevedeva di mettere aiuole e alberi. E gli alberi comparivano anche nei render dei progetti di PiuArch per Palazzo Broggi (Fonsun) e di Park Associati per Cordusio 2 (Hines), dunque non mi sembra un’idea così strampalata pesare a del verde in piazza Cordusio, No?

  4. alberto tadini

    Il rendering di Freyrie Flores architettura e Mic mi piace molto a patto che la piazza sia proprio com’è illustrata e cioè nessun tavolino, fioriera, barriera.
    una piazza nuda, assolutamente “minimalista”.
    pochi pali del tram, bella illuminazione (tipo quella “vecchio stile” di piazza del duomo.
    secondo me anche il vuoto ha il suo fascino e la sua bellezza!

    1. enrico

      Bellissimo. Ma non sarà mai così. Ci saranno fioriere, cartelli pubblicitari, una selva di pali e paletti mai in bolla, archetti e panettoni, banner e striscioni, bancarelle, carretti, l’immancabile nastro del N.U.I.R. penzolante da qualche parte, un rattoppo in asfalto al posto di un massello saltato, cestini del pattume di diversa risma e naturalmente i cavi di alimentazione del tram con relative cavi di sostegno segnaletica a sospensione, il chiosco dei fiori coi suoi bidoni marroni dell’umido e quello dei giornali con tutto il set di ammennicoli espositori del caso, con tutta probabilità anche il lenzuolo dell’ambulate con le louis vuitton patacca.

      1. Anonimo

        Hai scordato il gabbiotto nero che vende i gadget di Milano e i new jersey coi graffiti sopra contro il terrorismo…

  5. Anonimo

    Il vero problema sono i binari del tram, con la nostra normativa attuale ci troveremo una selva di pali, paletti e cartelli.
    Ma sono fiducioso, il governo del cambiamento che tutto può, risolverà anche questo…

    A parte tutto, sarà un successo visto l’indecenza attuale.

  6. Andrea

    Ma un percorso ciclabile (delle indicazioni per dividere il traffico pedonale da quello ciclistico) sengo che a Milano non esistono solo i mezzi pubblici e i parcheggi sui marciapiedi? Non lo vedo nel progetto oppure ho sbalgiato a guardare il calendario e in realtà siamo ancora negli anni ’90 e non nel 2018?

    Se l’intervento nella piazza è quello nell’immagine preferirei che il comune dedicasse le sue risorse a cose più utili.

  7. Fabio

    Lo trovo bello. Mi ricorda la zona di Dam Square di Amsterdam. Rivedibili i passaggi tram, ma l’idea di una superpiazza ariosa mi piace.
    Fabio

  8. Ivan

    Perche non pensate prima a sistemare le strade eliminando il pavè senza manutenzione e riasfaltare le strade con i crateri

    1. Luca Algeri

      E perchè una cosa deve escludere l’altra? Invece è un bellissimo progetto, che però può essere ancora migliorato (ad esempio: v. proposte di UF). Basta però con questa storia che nulla si può fare perchè occorre pensare all’ordinaria manutenzione. A questa stregua il Duomo di Milano non lo avrebbero mai costruito.

      1. Anonimo

        Luca non hai torto, ma un po’ più di equilibrio e voglia di investire nell’umile manutenzione fatta bene non guasterebbe.

        Mentre costruivamo il Duomo, i visitatori che arrivavano dicevano “Milano è la città d’Europa con le strade più comode e i cortili più belli all’interno delle case.” (Stendhal)

    2. Alberto

      Il pavé lo stanno già togliendo in piazza v gg per sostituire con asfalto rosso. Un crimine, nonostante ci debba passare più volte al giorno in bici

  9. Precotto doc

    abbiamo il problema della falda che si alza sempre più , sfruttiamo L acqua , si potrebbe spostare il binari e metterci in centro una bellissima Fontana ,( visto che a Milano non sono molte ) oppure invece delle catenelle per il tram , una Fontana hai lati dei binari , per proteggere i pedoni , una cascata per tutta la piazza

    1. Tommaso

      senza remdere improduttivo il percorso tranviario si potrebbe far passare il tram in uno specchio d’acqua a raso. Effetto bordeaux

      1. wf

        Questa dell’acqua è molto molto bella e suggestiva.
        Sia la fontana di precotto sia quest ultima soluzione scenografica..

  10. Precotto doc

    Tanto chissà quando si farà e se si farà , come piazza castello ,il portello della Rai notizie di questi giorni non sarebbe in discussione, ma addirittura la Rai di Milano ,gli scali ferroviari ormai sono 7anni che se ne parla ,passerella di Brera , martesana ,sarebbe la città delle meraviglie , ancora il comune deve finire il palazzetto dello sport di piazzale lotto ( per L ennesima volta sono fermi i lavori ) i progetti credibili sono solo quelli dei privati

  11. enrico

    Per quel poco che si può capire dall’unica immagine messa a disposizione, personalmente trovo il progetto davvero poco significativo, triste e piuttosto desolante. Intanto nessun luogo urbano avrà mai quell’aspetto spettrale così caro a tanti architetti se non a ferragosto o in piena notte. Esiste un’enorme varietà di elementi che il render non considera che elimina in un istante l’apparenza di pulizia e algida perfezione dell’immagine di progetto. Al di là di questo:

    1) Tanto nei suoi trascorsi Novecenteschi precedenti alla costruzione del metrò, quanto nei rendere di PiùArch per la ristrutturazione di Palazzo Broggi (Fonsun per Waldorf Astoria) di Park Associati per quella di Cordusio 2 (Hines per Uniqlo) e soprattutto nell’idea progettuale di Renzo Piano che, insieme a Claudio Abbado, regalò alla città ai tempi del Sindaco Moratti, oltre che nelle ipotesi di Urbanfile per la meritoria campagna a favore del verde urbano, comparivano aiuole e alberi. La spianata di pietra tipo piastra orlare che d’estate ci cuoci le uova a me pare piuttosto tristanzuola. Almeno nelle due mezzelune definite da Palazzo Broggi (o ex Poste) e dall’edificio di Cordusio 2 sul lato sud e dai palazzi ex Credito italiano e palazzo Biandrà a Nord, potrebbero stare alberi, senza alcuna interferenza né col mezzanino del metrò, né con i cannocchiali prospettici da via Mercanti e da via Orefici verso il Castello.

    2) Trovo sia buona l’idea di allargare i marciapiedi di via Tommaso Grossi. Mi chiedo -al netto ovviamente dei costi- perché non si possa pensare di eliminare del tutto i binari da quella strada, pedonalizzandola, deviando i binari su via Mengoni e piazza Duomo fino a riconnettersi all’incrocio Mazzini-Torino-Orefici… che se poi passassero anche le Ventotto in servizio sull’1 davanti al Duomo, nonostante le palme e i banani lo troverei splendido 🙂

    1. Renato S.

      Condivido il punto 1. Improponibile invece la chiusura di Tommaso Grossi.

      La rete tramviaria milanese è già così strangolata da scelte discutibili come l’accatastamento di linee sull’asse di via Mazzini. Ulteriore traffico sull’incrocio Orefici-Torino garantirebbe il collasso.

      Piuttosto, invece, il riassetto della piazza è l’occasione giusta per ripensare il rapporto tram/pedoni nelle aree chiuse al traffico auto. In Europa non mancano esempi – penso a Monaco, Ginevra o Amsterdam – dove si garantisce la vivibilità ciclopedonale senza ricorrere alle ridicole soluzioni “a catenelle” milanesi.

      1. enrico

        Sono d’accordo, caricare un’ulteriore linea su via Orefici congestionerebbe quella tratta e via Mazzini è effettivamente l’esempio di come non fare (e anche via Broletto non è esattamente il massimo ella scorrevolezza). Ciononostante è forse ipotizzabile una diversa organizzazione delle linee che attraversano il centro o che vi si attestano. Non ho dati di carico e posso dedurre la domanda solo dal materiale utilizzato sulle diverse linee, ma la “U” nord-ovest/nord-est dell’uno potrebbe forse risolversi – con la chiusura di T. Grossi e la realizzazione di meno di 300 metri di nuovi binari da Santa Margherita angolo Protaso all’incrocio Duomo/Mazzini/Torino/Orefci lungo via Mengoni/piazza Duomo lato ovest – attraverso la generazione due nuove linee o la fusione dei due diversi rami dell’1 con linee provenienti dall’asse Meravigli (da/verso Broletto-piazza Castelli) e Torino (da verso via Manzoni-Greco). Non so, non sono così esperto, ma la pedonalizzazione di Tommaso Grossi a me pare operazione urbanisticamente sensata (molto bello l’asse pedonale Santa Radegonda, tunnel pedonale, via Berchet, Galleria, Tommaso Grossi – Cordusio) anche se trasportisticamente problematica così come mi piace (so che non è un criterio granché valido, ma lo dico lo stesso) il ritorno del tram in piazza del Duomo, soprattutto se si tratta di vetture Ventotto… l’accostamento Duomo/Ventotto mi apre simbolicamente interessante e peccato che abbiano tolto i neon da palazzo Carminati!

  12. Luca Algeri

    Le catenelle per la verità le ho viste anche in Spagna. Un minimo di sicurezza in presenza di grandi masse di persone (previste e probabilmente auspicate in ulteriore sensibile aumento dai progettisti grazie ai nuovi centri commerciali / Starbuck ecc.) probabilmente non guasta. Anzi … il passaggio dei tram costituirà sempre un elemento di pericolo, che le catenelle – bloccando gli sbadati . possono solo in parte mitigare. Sulle aree verdi non mi pronuncio. Costituirebbero certamente un abbellimento e immagino che alcuni grandi vasconi possano essere fatti. Però oggi non ci sono (come d’altra parte non ci sono a Piazza del Campo a Siena, per esempio) e, rispetto alla soluzione attuale, quella del rendering in pietra rappresenta un notevole miglioramento. Anche la soluzione proposta da UF mi sembra preveda in pratica solo tre grandi vasi e una vasca in prossimità della statua. Elementi, almeno i vasi, che potranno sempre essere aggiunti.

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