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Milano | Brera – La scomparsa Pusterla Beatrice

Cosa sono le pusterle? Erano porte minori poste sul tracciato medievale delle Mura di Milano. Il nome deriva dal latino posterula, a sua volta derivato da posterus (dietro), cioè situato dietro, in luogo nascosto. La Pusterla Beatrice era una di queste piccole porte e si trovava al termine dell’attuale via Brera, all’altezza dell’odierno Bar Jamaica per intenderci.

Qui di seguito alcune immagini ritoccate con Photoshop che mostrano la nostra ricostruzione della Pusterla Beatrice se fosse rimasta al suo posto.

Si trattava di un antico varco che nel tempo cambiò nome. In principio venne aperta nel IX secolo da un certo Algisio o Adalgiso che, possedendo terreni sia all’interno delle mura che all’esterno, per necessità aprì il passaggio. Subito la pusterla prese il nome di Brera o Braida (dal latino medievale braida: terreno incolto, ortaglia) dai terreni incolti ancora presenti nella zona a ridosso delle mura.
Si hanno successive notizie di un’intitolazione come pusterla del Guercio, per un personaggio vissuto nell’XI secolo, Guercio da Baggio, probabilmente console tra il 1150 e il 1188, sicuramente per lo strabismo del personaggio. Suddetto personaggio donò i terreni all’interno delle mura in parte a un Vicimonte, il quale un po’ prima del 1178 la vendette ai frati umiliati che vi costruirono il loro monastero (ora l’Accademia di Brera).

Divenuta pubblica, la pusterla venne restaurata e rinforzata nel 1232 dal podestà di Milano, Pietro Vento. Fu in questo periodo che la porta assunse un aspetto più importante con un bell’arco a sesto acuto leggermente ribassato e un alzato per i guardiani posti a guardia dell’ingresso. Verso la “campagna” vi era un ponticello che scavalcava il “Naviglio Morto”, canale che rimase attivo fino all’inizio del 1900 così come il ponticello.

Dobbiamo aspettare l’arrivo al potere di Lodovico il Moro per riavere un po’ d’attenzione per la porta che nel tempo si era pesantemente degradata. Così venne nuovamente restaurata e venne intitolata alla moglie del duca, Beatrice d’Este, da cui poi il nome più comune, quello di Pusterla Beatrice. Tale nome sopravvisse sino e oltre, alla demolizione della porta, avvenuta nel 1860. Ancora nel Settecento veniva descritta come un grande edificio posto a cavallo della via stretta con l’arcone a sesto acuto e che quando si chiudevano i battenti poteva sembrare più un palazzo del quartiere che una porta d’accesso.

Grande confusione ha da sempre creato la presenza di una seconda pusterla a pochi metri da questa, la Pusterla di San Marco, che in molti fanno coincidere con questa di Beatrice e altri individuano (più probabile) in un varco posto alla fine di via Borgonuovo, dove fino agli anni Trenta sorgeva il ponticello chiamato Marcellino. Peccato sia andato tutto perduto.

Il punto dove si trovava il varco e il ponticello Beatrice negli anni Cinquanta quando il Bar Jamaica era uno dei luoghi più bohemienne di Milano in alcune foto d’epoca.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Appassionato di architettura, urbanistica, trasporti e politiche del territorio. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Lavora nell'amministrazione immobiliare in Ceigecond


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