"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

2015 – La rinascita di Milano

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WOW, decisamente il 2015 è stato l’anno di Milano!

Mai come quest’anno la nostra città è finita sui maggiori quotidiani internazionali con elogi e ovazioni. Più bella, più turistica e non solo un posto dove si lavora bene, comune opinione da decenni. Non solo moda e business, ma anche luoghi da visitare e arte da ammirare.

Quest’anno grazie all’Expo siamo stati sulla bocca di molti, ma la città si è riscoperta oramai da qualche anno a dire il vero.

I nuovi grattacieli fanno da richiamo internazionale, piazza Gae Aulenti è riuscita in pochi anni a trasformarsi in un nuovo centro città. Non solo siamo stati la prima città da visitare nel 2015 per il New York Times ma ora, secondo il Sole 24 Ore, siamo balzati al secondo posto come qualità della vita. Qualcuno starà pensando che siamo in molti ad esagerare, ma forse ad essere obiettivi molto è cambiato per davvero.

Quanto al secondo posto di Milano nella classifica de il Sole 24 Ore, questo deriva soprattutto dagli indicatori del benessere (pensioni, Pil), dei servizi e delle opportunità di svago, mentre meno bene va sul fronte della sicurezza (difficile da migliorare per un centro di grandi dimensioni). La classifica vede Bolzano al primo posto, seguita a sorpresa dalla città meneghina e poi da Trento al terzo posto; seguono Firenze, Sondrio, Olbia-Tempio (rispettivamente quarto, quinto e sesto posto), e poi ancora Cuneo, Aosta, Siena e Ravenna, che chiude la top-ten (purtroppo, giusto per ribadire ancora la colossale differenza tra nord e sud Italia). Bologna è al 12esimo posto, Roma al 16esimo, Torino al 55esimo.

Area_Metropolitana_Milano

Area urbana milanese

Milano è motore di innovazione, trascina anche l’Italia, un po’ come pare abbia sempre fatto. Il Pil della macroarea (oltre 6milioni di abitanti) che la include e comprende anche le provincie di Monza e Brianza, Bergamo, Varese, Novara e Lodi, è al quarto posto in Europa, dietro Parigi, Londra e Madrid.

Rimasta per lungo tempo impantanata nell’immagine degradante di Tangentopoli negli anni Novanta, lentamente si è rimboccata le maniche e si è industriata per scrollarsi di dosso questa patina non certo esaltante.

Milano in questi ultimi anni non è mai stata così viva dal punto di vista di nuove edificazioni di fama internazionale, forse unico esempio in Italia di rinnovo estetico e urbanistico. Così abbiamo Porta Nuova con le sue torri e nuovi spazi urbani, il Bosco Verticale, Fondazione Prada, il Portello, CityLife, Cascina Merlata, le nuove metropolitane e un infinità di altri micro interventi che hanno cambiato il volto della città.

In questi ultimi anni Milano ha visto un triplicarsi di luoghi dove pranzare e cenare, bere o divertirsi. Resta la prima città in Italia per locali e vita notturna Lgbt. Eventi culturali importanti con apertura di nuovi musei e riscoperte di piccoli spazi fino a pochi anni fa chiusi alla vista del pubblico. Spazi pubblici prima ignorati rispolverati e diventati di gran moda come il Mercato di Porta Genova o l’East-Market di Lambrate. Tutto questo in una città sempre più multietnica, dove quasi un quinto dei residenti non è italiano. Anche il mondo dell’imprenditoria si è evoluto e rinnovato, nascono nuove forme di business sociale, in cui associazioni e no profit rifiutano la dipendenza dal finanziamento pubblico. Molte società straniere vedono Milano sempre più in un luogo dove investire o scambiare affari.

Purtroppo ci sono ancora un’infinità di problemi da risolvere, come abbiamo visto dal punto di vista della sicurezza e dell’aria, che in questi giorni più che mai si fa sentire. Il verde che manca sempre, nonostante le molte promesse fatte da ogni bandiera politica e la marea di auto da dover parcheggiare in qualche modo (questione che pare sia un grandissimo problema irrisolvibile). Noi ci aggiungiamo anche un arredo urbano inesistente e disordinato.

Milano non vuole e non crediamo abbia mai voluto competere con le altre città italiane, ma – come un buon leader dovrebbe fare – cerca di prendere le altre sorelle per mano e cerca di portarle avanti, perché è brutto pensare ad esempio che la nostra capitale, nonostante le sue meraviglie, fatichi a uscire dal suo stato di lassismo e abbandono. Milano non può sempre correre da sola, ma deve essere un capitano per una squadra vincente.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “2015 – La rinascita di Milano

  1. Claudio K.

    Concordo in pieno con la conclusione del post. Siamo nell’era degli stati-continente, come India, Cina, Brasile (anche se quest’ultimo un po’ in crisi ultimamente) che si aggiungono agli storici USA e Russia, e a cui presto se ne aggiungeranno altri come Indonesia, Nigeria, Sudafrica.

    Su questa scala, già l’Italia è microscopica se presa tutta intera, figuriamoci una sola regione, per quanto ricca e dinamica. Purtroppo la scarsa capacità di “fare sistema” è notoriamente uno dei più grandi limiti di noi italiani. “Ognuno per sé e Dio per tutti”.

    Milano ha ottenuto dei risultati incredibili in questi anni, ma se il Paese non segue, saremo comunque condannati ad essere la città più vivace di un Paese di serie B e non potremo giocare in A con le nostre rivali-benchmark Londra, Parigi, Barcellona.

    Comunque per intanto godiamoci questa primavera milanese… e speriamo che la prossima giunta, qualunque essa sia, dedichi maggiore attenzione alla qualità urbana (userei questo termine piuttosto che il più limitativo “arredo urbano”). La qualità urbana percepita da “city users” e turisti è una delle chiavi del posizionamento di una metropoli in prima o seconda fila. Non è un dettaglio, ma un volàno che deve andare di pari passi con i servizi, le attività economiche e l’offerta culturale.

    Finché anche chi amministra Milano non capisce che tutto è sistema e tutto contribuisce, e la città continuerà a essere preda dell’attuale disordine (al di fuori delle poche oasi risistemate), forse giocherà in serie A, ma sempre in son retrocessione.

  2. marco

    Mi spiace che crediate che l’Italia possa fare sistema. L’Italia è solo una denominazione geografica (come la scandinavia) purtroppo il nord è diverso dal centro e dal sud. Se fare sistema significa staccarci il 30% di quello che produciamo e regalarlo allegramente senza contropartita ad altre città e regioni allora chiudiamo baracca e burattini!
    L’unico modo per far esplodere Milano è fare della lombardia o del nord italia una nazione a sè stante.

    Se pensate che nazioni piccole non possano affrontare il mondo allora cosa dovrebbe dire la Svizzera, l’Austria, Irlanda, Belgio , Olanda, Danimarca, repubblica ceca etc etc etc e non vi cito le microcittà stato di Montecarlo, Singapore & Co.

  3. wf

    mi spiece contraddire, però forse è anceh una presa di posizione più ottimistica:

    In realtà questo è proprio il periodo storico dove al centro viene messa la città, LE città.
    Potrei scrivere per 4 fogli protocollo ma essenzialmente visto che siamo nel rinascimento digitale le innovazioni fioriscono dove c’è CONCENTRAZIONE di sviluppo delle tecnologie, che per essere sempre più SOCIALI hanno bisogno di avere il minimo spazio di divisione.

    Le città permettono di essere ecologiche, concentrate, integrate, connesse meglio, sperimentate socialmente. Aumentano il numero degli scambi per metro quadrato. Poichè è tutto concentrato permettono una gestione migliore. E’ successo nel rinascimento con i COMUNI.

    Oggi si parla di Smart cities.
    L’augurio è che DAL centro (le città) le innovazioni passino alla PERIFERIA (le regioni e le nazioni).
    oggi le innovazioni si pserimetano a livello metropolitano in tuto il mondo.
    Quindi siate ottimisti!

  4. Omar

    La nascita della città metropolitana cosi com’è è l’esempio sbagliato.
    Per poter raggiungere i livelli di Barcellona, Monaco di Baviera; senza scomodare Londra, Parigi, Madrid ect….la cosa da fare è l’autonomia costituendo una città regione distante sia da Roma Capitale che dalla regione Lombardia.
    E’ un sogno un’area che comprende Milano, Monza, Busto Arsizio, 2.250 Kmq popolati da 4,5 mln di persone autonome dalla regione e da Roma.
    Un utopia purtroppo.
    Un saluto cordiale a tutti.

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