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Milano | Porta Genova – Corso Genova e la sciatteria di questa città

Quante volte dobbiamo sottolineare la sciatteria di questa città? Corso Genova, via dello shopping della zona di Porta Genova, dovrebbe essere meglio curata, specie nell’arredo urbano, ma come al solito la cosa pare non esistere a Milano se non in rari casi. Adesso è un po’ messa sottosopra dal cantiere della M4 di De Amicis, ma c’è una cosa che proprio non capiamo: perché il Comune non ha tolto completamente quelle monticciole di catrame tra cordolo e strada?

Spieghiamo, perché la cosa è alquanto strana: anni fa, la giunta del Sindaco Albertini (due mandati, dal 1997 al 2006) pensò di risolvere il problema dei parcheggi e dello scorrimento più veloce di alcune vie, mettendo le auto in parte sui marciapiedi, a spina di pesce (ancora oggi ci sono, purtroppo, molte vie con questo sistema) o a cavallo del marciapiede, come in questa via. Per consentire il parcheggio a “cavallo” si era riempito il salto del cordolo con del catrame, peraltro posato senza dare tanta importanza alla resa estetica e alla uniformità. La Giunta Pisapia ha ripristinato, in questa via, nel 2015, il vecchio sistema di parcheggio, riportando i marciapiedi larghi com’erano. Peccato che il catrame sia stato rimosso a spizzichi, regalandoci un corso com’è ora, buttato lì così; per giunta, per rimuovere i vecchi segni che delimitavano parcheggio precedente, si è usata una vernice nera coprente, creando un disordine visivo abbastanza brutto. Speriamo che, il giorno in cui finiranno la nuova linea della metropolitana, anche Corso Genova venga sistemato; più che altro venga riordinato.

 

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


7 thoughts on “Milano | Porta Genova – Corso Genova e la sciatteria di questa città

  1. Claudio K.

    Il comune di Torino ha appena stanziato 15 mln di euro per micro interventi… il comune di Milano dovrebbe fare lo stesso.

    Rinunciare a uno-due progetti singoli a scelta e investire i soldi risparmiati sulla qualità urbana in generale… a Milano bisogna lavorare sui fondamentali:
    – marciapiedi (BASTA ASFALTO, non è più adatto al clima più caldo di oggi, si deforma e cola…)
    – lampioni
    – semafori
    – segnaletica
    – dissuasori
    Ecc.

    È inutile avere dei singoli quartieri bellissimi tipo Porta Nuova o Citylife se poi sono solo delle oasi in un deserto di sciatteria

  2. Anonimo

    concordo con l’autore ma la cosa piu’ sciatta in assoluto è la pisciate del cane che è chiaramente visibile nella foto nr 3. Quanto odore di urina dobbiamo ancora sniffare per non parlare delle feci dei cani che alcuni gentiluomini e donne ancor oggi non raccolgono per strada…

    1. Dado

      Concordo sulla sciatteria e l’antiquariato del catrame sui marciapiedi. Ormai è decisamente superato e vecchio in tutti i sensi. Ma come facciamo a essere noi la capitale del design nel mondo, dio-sol-sa! Forse per reazione alla bruttezza, non ho altre spiegazioni. Se il tema del piscio dei cani non fa molto Urbanlife è vero che i nostri marciapiedi sono un vero e proprio terreno di battaglia.

    2. Camillo

      Qualche aiuola in più per i cani non sarebbe male.
      E’ ovvio che in zone sopraffatte dal cemento e asfalto i cani non hanno molta scelta…

  3. GetFuzzy

    Aggiungo che c’è ancora chi parcheggia a cavallo del marciapiede, o per distrazione o per “disordine visivo” creato dalle strisce multicolori…
    Comunque tutte cose dette e ridette…quella via è semplicemente sciatta, non c’è altro da dire.

  4. CM

    la cosa più inaccettabile è la schizofrenia amministrativa: una giunta fa e spende, e quella dopo disfa e spende di nuovo.
    Questo vale in qualsiasi ambito e con qualsiasi dimensione; tanto per rimanere in zona, il corriere ad esempio, scrive del ripristino del doppio senso di via tolstoj per i disagi di M4: ma che senso ha commissionare un lavoro (nella fattispecie ricostruzione di marciapiedi, rotatoria, semaforo, sosta e pista ciclabile) se dopo un anno bisogna commissionarne un altro per tornare alla situazione di partenza?!
    La nuova spesa andrebbe accollata a chi ha proposto/autorizzato il primo intervento, e che non ha previsto che a breve avrebbe potuto creare altri problemi.

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