Milano | Brera – Approvata la convenzione per il nuovo edificio residenziale di largo Treves

Milano, Brera.

Agosto 2026. Prosegue l’iter per la trasformazione dell’area di largo Treves, nel cuore di Brera. La Giunta comunale ha infatti approvato lo schema di convenzione urbanistica relativo all’intervento di nuova costruzione dell’immobile che sorgeva all’angolo tra largo Treves e via Palermo, alienato dal Comune di Milano nel 2021 e successivamente demolito nel 2024.

L’intervento, già definito come Permesso di Costruire Convenzionato, prevede la ricostruzione dell’edificio con una Superficie lorda complessiva (SL) di 4.080 metri quadrati, destinata interamente a funzioni residenziali.

L’operazione comporterà il versamento al Comune di quasi 1,26 milioni di euro per oneri di urbanizzazione, ai quali si aggiungono circa 8,9 milioni di euro quale contributo di monetizzazione.

Accanto alla realizzazione del nuovo edificio saranno eseguite anche alcune opere di urbanizzazione che interesseranno il contesto urbano circostante. In particolare è prevista la riqualificazione di un tratto di via Palermo, di via Statuto e di una porzione di largo Treves, dove sarà ripristinata la pavimentazione in pavé, completando così la sistemazione della piazza recentemente trasformata da svincolo automobilistico a spazio prevalentemente pedonale, oggi destinato alla sosta e alla fruizione pubblica.

L’ex immobile comunale era stato acquistato nel 2021 dalla società Stella RE, che ne ha successivamente promosso la demolizione per consentire la realizzazione del nuovo complesso.

Secondo le indiscrezioni circolate finora, il nuovo edificio dovrebbe svilupparsi su nove piani fuori terra, anche se il progetto architettonico non è ancora stato presentato pubblicamente. L’incarico è stato affidato allo studio M2P Associati, guidato dall’architetto Matteo Paloschi, già autore di diversi interventi residenziali milanesi, tra cui la torre di via Butti 15 a Dergano, il palazzo di via Azario 1 a Porta Genova e il recente edificio di via Verona a Porta Romana.

Il progetto per la torre non è stato ancora diffuso (l’immagine poco sopra è solo una suggestione)

L’approvazione della convenzione rappresenta dunque un ulteriore passo verso l’avvio del cantiere, che porterà alla ricostruzione di uno degli ultimi tasselli ancora irrisolti del rinnovato largo Treves. Resta ora da attendere la diffusione dei rendering e dei dettagli progettuali per comprendere l’impatto architettonico del nuovo edificio in un contesto urbano particolarmente delicato e di grande valore storico come quello di Brera.

Milano – Brera – Largo Treves 1, demolizione e ricostruzione (nella mappa Urbanfile sigla: BR4) (residenziale) (nuova costruzione con demolizione e ricostruzione) 

  • inizio cantiere: 2024 (demolizione)
  • conclusione cantiere:
  • progetto originale: Arrigo Arrighetti, 1955/2024
  • progettista: arch. Matteo Giuseppe Paloschi per M2P Architetti Associati
  • Direttore dei Lavori: ing. Alessandro Bozzi (Mpartner)
  • Sicurezza (CSP/CSE/RL)- Arch. Salvatore Trani
  • Calcolatore statico per le demolizioni – Despe Enigineered
  • Calcolatore statico in fase di progetto – Studio Capè
  • demolizioni: DESPE S.p.A.
  • Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi
  • Brera, Largo Treves, Comune di Milano, Demanio, Arrigo Arrighetti, Via Palermo, Via Statuto

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3 commenti su “Milano | Brera – Approvata la convenzione per il nuovo edificio residenziale di largo Treves”

  1. Anche se Largo Treves e iil suo contorno edilizio, comptrese tutte le strade che vi affluiscono, non sono certo un campionario di architettute di qualità, ma pur sempre, per quel che resta, un lascito di onesta e discreta edilizia degli inizi drl secolo scorso, ho sempre i brividi e un sentimento di rigetto quando si presentano progetti di nuovi edifici, specie di volumi e altezze incongrue con il contesto nel centro di Milano. In questo caso tuttavia vi è la scusante di aver demolito l’orrendo edifico di nove piani precedente.

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  2. capisco il valore dell’area edificabile, ma farci un bel giardinetto sarebbe bellissimo e toglierebbe, per quanto possa essere bello, il dito nell’occhio di un edificio moderno in un contesto d’epoca così omogeneo

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