Milano | Barona – Via Ettore Ponti: l’incendio riaccende i riflettori sul progetto da 120 appartamenti e sulla riqualificazione della strada

Milano, Barona.

Agosto 2026. L’incendio che nei giorni scorsi ha interessato lo stabile abbandonato di via Ettore Ponti 8-10 non è soltanto un episodio di cronaca. Il rogo, fortunatamente senza conseguenze per le persone, riporta infatti l’attenzione su una delle aree dismesse più problematiche della Barona, in stato di abbandono da oltre un decennio e al centro di un progetto di riqualificazione che, nonostante autorizzazioni e convenzioni urbanistiche già approvate, non è ancora riuscito a trasformarsi in cantiere.

Quella di via Ettore Ponti è una vicenda che si trascina ormai da anni. Lo stabile, chiuso dal 2015, è stato più volte occupato abusivamente e utilizzato come rifugio di fortuna, diventando simbolo di una situazione di degrado più volte denunciata dai residenti. Allo stesso tempo rappresenta uno degli interventi di rigenerazione urbana più attesi del quartiere, destinato non solo a sostituire l’ex concessionaria con un nuovo complesso residenziale, ma anche a finanziare la riqualificazione di un importante tratto di via Ettore Ponti.

Il comparto, situato tra via Ettore Ponti e via Tosi, dove un tempo sorgeva un concessionario d’auto, è destinato a lasciare spazio a un nuovo complesso residenziale.

L’intervento prevede la costruzione di sei edifici: due palazzine di otto piani affacciate su via Ettore Ponti, due edifici di quattro piani all’interno del lotto e due edifici di sei piani lungo via Tosi, per un totale di circa 120 appartamenti. La consegna delle abitazioni era inizialmente prevista per il 2025, ma i ritardi accumulati negli ultimi anni hanno inevitabilmente fatto slittare il cronoprogramma.

Un iter amministrativo tutt’altro che semplice

Il percorso autorizzativo è stato particolarmente articolato. Dopo una prima bocciatura da parte della Commissione comunale per il Paesaggio, il progetto è stato modificato e successivamente ha ottenuto i necessari via libera.

Tra questi figura anche il parere favorevole espresso dal Municipio 6 sulle opere di urbanizzazione da realizzare a scomputo degli oneri del nuovo intervento edilizio.

La proposta della proprietà prevedeva un’importante riqualificazione di via Ettore Ponti, con nuovi spazi verdi e alberature di prima grandezza, piste ciclabili protette, parcheggi riorganizzati, un nuovo attraversamento pedonale in corrispondenza del civico 17, un nuovo impianto di illuminazione pubblica e la riduzione della sezione stradale a una corsia per senso di marcia. L’intervento si sarebbe inserito nel più ampio progetto di riqualificazione dell’asse viario che collega via Enna, via Chiodi, via Walter Tobagi e la circonvallazione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e incentivare la mobilità dolce.

Negli ultimi anni, tuttavia, la questione è rimasta in sospeso a causa di differenti valutazioni tra gli uffici tecnici comunali e gli organi politici.

La riqualificazione di via Ettore Ponti

Vale la pena ricordare che via Ettore Ponti – da non confondere con la vicina via Andrea Ponti – costituisce uno dei principali assi della Barona. Collega piazza Bilbao con via Santa Rita da Cascia per poi proseguire come via Walter Tobagi.

Il primo tratto, fino a via Ambrogio Binda, presenta ancora oggi un’impostazione fortemente automobilistica: carreggiate molto ampie, parcheggi laterali a lisca e una quasi totale assenza di alberature, fatta eccezione per il tratto prospiciente il Villaggio Barona. Oltre via Binda, invece, compare un parterre centrale asfaltato e alberato, seppur con alberature discontinue, utilizzato anche per il mercato settimanale.

Proprio la riqualificazione di questo asse viario rappresenta uno degli elementi più attesi dell’intervento.

Come ricorda da tempo Marco Rinaldi, consigliere del Municipio 6, le opere pubbliche a scomputo degli oneri dovrebbero essere realizzate contestualmente agli interventi privati. Una prospettiva che, almeno allo stato attuale, appare tutt’altro che scontata.

Il cambio di rotta del Comune

Quando la Conferenza dei Servizi concluse positivamente il proprio iter, nel dicembre 2023, era stato approvato anche il progetto di riqualificazione di via Ettore Ponti, nel tratto compreso tra piazza Bilbao e via Ambrogio Binda.

Il progetto prevedeva:

  • nuovi marciapiedi;
  • pista ciclabile bidirezionale;
  • nuovi attraversamenti pedonali;
  • parcheggi in linea;
  • riqualificazione delle fermate del trasporto pubblico;
  • nuove alberature e spazi verdi.

Tra il 2025 e il 2026, però, il Comitato Coordinamento Progetti del Comune ha riesaminato l’intervento, chiedendo una revisione sostanziale dell’assetto stradale.

Pur esprimendo un giudizio favorevole sull’intervento complessivo, il Comitato ha ritenuto preferibile una soluzione in continuità con l’assetto esistente, caratterizzata da un parterre verde centrale, alberature lungo lo spartitraffico e carreggiate laterali, senza fare riferimento alla pista ciclabile prevista nel progetto originario.

La stessa documentazione comunale definisce questa scelta una “importante modifica del progetto delle opere di urbanizzazione”, nonostante il progetto fosse già stato approvato dagli uffici competenti nel 2023.

Cosa prevede la convenzione urbanistica

La convenzione sottoscritta tra Comune e soggetto attuatore stabilisce che dovrà essere predisposto un nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE) recependo le richieste formulate dal Comitato.

La convenzione prevede però anche un’importante clausola: se il nuovo progetto non dovesse essere approvato entro i termini previsti, oppure se il costo delle opere dovesse superare il valore massimo scomputabile di 805 mila euro, il soggetto attuatore potrà limitarsi al versamento degli oneri e del contributo straordinario, senza essere obbligato a realizzare direttamente le opere pubbliche.

In altre parole, la convenzione garantisce al Comune il corrispondente valore economico, ma non assicura automaticamente la realizzazione della nuova via Ettore Ponti. Quest’ultima dipenderà dall’approvazione del nuovo progetto, dai tempi amministrativi e dalla sostenibilità economica dell’intervento.

I prossimi passaggi

Se verranno confermate le indiscrezioni secondo cui le risorse generate dall’operazione immobiliare saranno effettivamente destinate alla riqualificazione di via Ettore Ponti, il quartiere potrà finalmente beneficiare di un intervento atteso da anni su uno dei suoi principali assi viari.

Per conoscere l’effettiva configurazione della futura strada e le opere che saranno realmente realizzate sarà però necessario attendere i prossimi passaggi amministrativi.

In sintesi

  • demolizione dell’ex concessionaria abbandonata di via Ettore Ponti 8-10;
  • realizzazione di 6 edifici residenziali;
  • circa 120 nuovi appartamenti;
  • riqualificazione prevista di via Ettore Ponti tra piazza Bilbao e via Ambrogio Binda;
  • monetizzazione di circa 2,93 milioni di euro;
  • nuovo progetto stradale ancora da definire;
  • prossimi mesi decisivi per comprendere quali opere pubbliche verranno effettivamente realizzate.
  • Immagini: Roberto Arsuffi, Asti Architetti, FCMA, Googlemap
  • Barona, San Cristoforo, Via Ettore Ponti, FCMA Real Estate Investment, Via Tosi, Asti Architetti, Municipio 6
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

5 commenti su “Milano | Barona – Via Ettore Ponti: l’incendio riaccende i riflettori sul progetto da 120 appartamenti e sulla riqualificazione della strada”

  1. A me via Ettore Ponti piace esattamente com’è ora. Nessuna necessità di rendere più difficoltosa la viabilità restringendo le carreggiate, nessuna necessità di 120 nuovi appartamenti che costeranno una fortuna e non saranno accessibili se non ai Superfacoltosi (che non appartengono all’humus naturale umano della zona Barona); solo grandi speculazioni.
    Nettamente contrario. Un bella area verde al posto della concessionaria andata in fumo non si può fare?

    Rispondi
  2. Abito vicino e quel postaccio è vero che va demolito, oltre a mettere in sicurezza pedoni e ciclisti, dato che quel tratto di via è largo e alcuni autisti viaggiano come in autostrada

    Rispondi
  3. L’asse deve essere riqualificato con nuovi alberi, marciapiedi, nuovi attraversamenti pedonali.
    Inoltre, non deve essere permesso il parcheggio nei pressi delle strisce pedonali, che non permettono di vedere eventuali pedoni approcciando l’attraversamento.

    Rispondi

Lascia un commento