Milano, Centro Storico.
Agosto 2026. Nuovo aggiornamento fotografico dai cantieri partiti lo scorso 9 marzo per il nuovo armamento tranviario in via Torino e via Cesare Correnti. I lavori nelle vie Torino e Cesare Correnti dovrebbero terminare come da programma il prossimo ottobre.
L’intervento riguarda complessivamente 2mila metri di binari e 9mila metri quadri di superficie, che per il 65% sarà ricoperta da asfalto rosso e per il 35% dalla pietra attualmente presente.
Piazza della Resistenza Partigiana
Dal 22 agosto al 2 ottobre sono in programma lavori di riqualificazione all’incrocio tra via De Amicis e corso Genova in Piazza della Resistenza Partigiana. Sul sito ATM sono segnati i cambiamenti dei mezzi di superficie.
Questa è la situazione a fine agosto.





Via Cesare Correnti
L’intervento in via Cesare Correnti è ormai quasi completato: manca soltanto il tratto iniziale sul lato dei civici pari. Come si può vedere dalle immagini, la carreggiata è stata privata dei tradizionali masselli in pietra, sostituiti da una nuova pavimentazione in asfalto rosso (o presunto tale).
Nella quinta e nella sesta foto si nota invece un dettaglio interessante: davanti al civico 7, dove sorge il bel palazzo ottocentesco di Casa Rovida, il marciapiede è stato ripavimentato con lastre di pietra. Una scelta sicuramente apprezzabile, che però fa sorgere spontanea una domanda: visto che si è intervenuti in questo modo, non sarebbe stato possibile utilizzare la pietra per tutti i marciapiedi della via, magari recuperando anche parte dei masselli rimossi dalla carreggiata?
Le ultime due immagini del carosello mostrano infine una conseguenza piuttosto curiosa della nuova sistemazione. La rimozione dei masselli e la successiva asfaltatura hanno infatti abbassato il livello della carreggiata, creando in corrispondenza di alcuni vecchi passi carrabili un dislivello evidente: in certi punti gli accessi risultano ora sollevati rispetto alla strada anche di una decina di centimetri. Un dettaglio che, immaginiamo, dovrà essere sistemato prima della conclusione definitiva dell’intervento.











IL CARROBBIO
Lo slargo del Carrobbio è rimasto, come da programma, rivestito in masselli (tranne i marciapiedi). All’appello manca la parte terminale e di connessione con via Torino.




VIA TORINO
In accordo con la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, i masselli in granito sono stati ricollocati in via Torino soltanto nel tratto compreso tra piazza Duomo e il Civico Tempio di San Sebastiano, comprendendo anche l’area di largo Carrobbio, come abbiamo visto. Nel resto della via, invece, il tradizionale pavé ha lasciato spazio al nuovo asfalto di colore “rossiccio”.
Cominciamo il percorso dal fondo di via Torino, proprio dall’incrocio col Carrobbio. Il cantiere per la sostituzione dei binari del tram finalmente interessa questa parte della lunga via cittadina. Risalendo verso il Duomo il tratto in cantiere giunge sino all’incrocio con via Nerino.
Il secondo tratto di via Torino ancora in cantiere è quello che va da via Piatti a via Santa Maria Valle e poi la parte iniziale, che va dall’incrocio con via Spadari sino all’incrocio con via Orefici e Mazzini.
















- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Centro Storico, Cordusio, Via Orefici, Via Dante, Arredo Urbano, Area Pedonale, Riqualificazione, ATM, Tram, Metropolitana, Via Torino, via Cesare Correnti, Binari, Riqualificazione
Scusate, ma il paragone mi viene spontaneo… “Giulio Cesare fece costruire un ponte sul fiume Reno in tre giorni”
Sarà che non sono affatto del mestiere (architetto, ingegnere, geometra, manovale, idraulico, ecc.) e che i lavori degli altri sembrino sempre più semplici, più facili e più veloci perché si ignorano tanti aspetti secondari o complicazioni
Ma non è un tempo spopositato? Complessimamente stanno lavorando da mi pare fine febbraio o inizio marzo (era prima dell’inizio dei Giochi paralimpici, nonostante era stato detto che in questi periodi di eventi “caldi” si sarebbe evitato di paralizzare la città)
E una parte dei lavori eta già stata fatta l’estate scorsa, anche quello a lungo.
Tra l’altro una volta che ero passato in p.za Cordusio poco dopo metà pomeriggio erano in 3: uno con un piccolo escavatore o qualcosa del genere e uno che collaborava con lui con una pala. Più un altro separato con una scopa)
Certo si tratta di lavori ben più complessi e ampi
Ma la dotazione di personale che può lavorare contemporaneamente (vista anche l’ampiezza) e anche con petsonale altamente specializzato (Cesare aveva qualche legione, con solo un po’ di soldati un po’ specializzati vagamente l’attuale Genio militare) e con mezzi tecnologici (mezzi meccanici, escavatori, marelli pneumatici, ecc.)
E non si pretende che siano finti in 3 giorni (però neppure tre quarti di anno, complessivamente)
Cosa sbaglio?
Secondo me hai ragione.
Poi c’è sempre la scusa dei 2sottoservizi” da sistemare.
la quantità di addetti/giorno dovrebbe essere un parametro del bando, ovviamente da tenere sotto controllo con penalità
Secondo me questo tipo asfalto è ottimo per tutte le sue proprietà positive, però… ci sono strade molto peggiori di via Torino e che rendono il passaggio (indipendentemente se ciclisti, pedoni, o motorini) pericoloso.
Un esempio banale ma che rende impossibile l’attraversamento a persone con difficoltà motorie è la fermata di Lanza. È sempre pieno di buche e in più d’estate diventa un’isola di calore devastante.
Per farla breve penso ci fossero luoghi di maggiore priorità e senza una pavimentazione già gradevole esteticamente.