Milano | Centro Storico – La gigantesca torre di Azzone Visconti che dominava la città medievale

Milano, Storia.

Milano, come abbiamo imparato a conoscerla, è una città che da sempre si trasforma: costruita, distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli. Forse anche la sua posizione, al centro di una vasta pianura e lungo importanti direttrici di comunicazione, l’ha resa particolarmente esposta a invasioni, guerre e continui cambiamenti. Sta di fatto che questa vocazione alla trasformazione sembra appartenere da sempre alla sua storia e, in qualche modo, alla sua stessa identità.

Così, nel corso dei secoli, anche monumenti che potevano sembrare destinati a durare per sempre sono scomparsi, sostituiti da nuove costruzioni: talvolta per scelta, altre volte per eventi traumatici o semplicemente per sfortuna.

Uno dei più grandiosi — e oggi quasi completamente dimenticato — fu la torre-campanile voluta da Azzone Visconti nel cuore della Milano medievale.

Il monumento non era infatti una semplice torre civica, bensì il nuovo gigantesco campanile della cattedrale di Santa Maria Maggiore, al quale Azzone volle attribuire anche una fortissima funzione civile, simbolica e celebrativa. Sorgeva praticamente nell’area dell’attuale Duomo, sul lato settentrionale dell’antica cattedrale, affacciandosi sullo spazio compreso tra Santa Maria Maggiore e Santa Tecla.

Per una ventina d’anni, dunque, lo skyline della Milano medievale potrebbe essere stato dominato da un’enorme torre proprio nei pressi del punto dove oggi svetta la guglia maggiore del Duomo. Se davvero arrivò ad avvicinarsi all’altezza prevista dal progetto, doveva trattarsi di un oggetto architettonico impressionante, visibile da chilometri di distanza e paragonabile, per imponenza, al Torrazzo di Cremona.

Le torri precedenti

Dove oggi sorgono il Duomo e la sua grande piazza si trovava, sin dall’antichità, il principale complesso religioso della città, costituito da due grandi basiliche — la basilica maior, divenuta poi Santa Tecla, e la basilica minor, detta anche Hiemalis e divenuta Santa Maria Maggiore — insieme ai rispettivi battisteri.

Santa Tecla, che occupava buona parte dell’odierna piazza del Duomo, era antichissima. Costruita intorno alla metà del IV secolo, possedeva un campanile che venne distrutto nel 1162, durante la devastazione di Milano voluta dall’imperatore Federico Barbarossa.

Anche Santa Maria Maggiore possedeva in epoca medievale un proprio campanile, anch’esso distrutto nel 1162. Le fonti ricordano come le due cattedrali rimasero quindi prive dei loro campanili per circa 170 anni.

Fu Azzone Visconti, signore di Milano dal 1329 al 1339, a decidere di dotare nuovamente Santa Maria Maggiore di una torre, inserendola nel grandioso programma edilizio e monumentale con cui stava trasformando Milano nella capitale della signoria viscontea.

(Di seguito gli scorci di fantasia che mostrano le due basiliche e i loro presunti campanili. Per le immagini di ricostruzione ci siamo basati su varie ipotesi, ma la mancanza di dati certi sono un prodotto di fantasia)

Una torre gigantesca

L’inizio dei lavori viene generalmente fatto risalire al 1333, anche se la testimonianza contemporanea di Galvano Fiamma lascia intendere che il progetto fosse ancora in piena evoluzione negli anni successivi. Il cronista domenicano, vicino alla corte viscontea, costituisce la nostra fonte più importante per conoscere questo straordinario edificio scomparso.

Il dato più impressionante riguarda l’altezza prevista: 245-250 braccia milanesi. Le conversioni moderne non sono univoche, ma si tratterebbe comunque di oltre 140 metri, forse addirittura attorno ai 150 metri (il Torrazzo di Cremona, la più alta torre medievale italiana, raggiunge m 112,54 d’altezza).

Una dimensione eccezionale per il Trecento: la torre sarebbe stata molto più alta dell’attuale campanile di San Gottardo in Corte e fosse rimasta, avrebbe superato persino l’altezza dell’a’attuale Madonnina del Duomo, posta a circa 108,5 metri dal suolo.

È necessaria, però, una precisazione: non possiamo essere certi che la torre abbia effettivamente raggiunto quell’altezza. Galvano Fiamma, scrivendo mentre l’opera era ancora in costruzione, parla infatti dell’altezza che la torre avrebbe dovuto raggiungere. Uno studio di Graziano Alfredo Vergani sottolinea proprio questo aspetto: ancora intorno al 1342-43 l’edificio non risulterebbe terminato.

Torre religiosa, civica e monumento al potere visconteo

Ancora più affascinante doveva essere la decorazione.

Galvano Fiamma racconta che Azzone fece collocare sulle pareti della torre grandi scudi marmorei con le insegne delle sei porte di Milano, accompagnati dagli stemmi della Chiesa, dell’Impero e dei Visconti.

Non si trattava quindi soltanto di un campanile, ma di una sorta di manifesto verticale della città e della nuova signoria, un monumento capace di rappresentare contemporaneamente il potere religioso, quello imperiale, l’identità civica milanese e naturalmente la dinastia viscontea.

Sul lato rivolto verso Santa Tecla avrebbe dovuto trovarsi addirittura una statua equestre dorata di Azzone Visconti. Anche in questo caso, però, rimane qualche dubbio. Tradizionalmente si è scritto che il monumento fosse stato effettivamente realizzato, ma Vergani osserva come Galvano Fiamma utilizzi una formulazione al futuro — «si deve porre» — e dunque non vi è la certezza che la statua equestre sia mai stata realmente installata.

Sulla sommità della torre era invece previsto un enorme bastone pastorale, simbolo della cattedrale e dell’autorità episcopale.

La torre e la nascita dello spazio di piazza del Duomo

Questo è forse uno degli aspetti urbanistici più interessanti dell’intera vicenda.

Attorno al vecchio campanile e a Santa Maria Maggiore erano cresciute nel tempo taverne, botteghe e numerose costruzioni addossate agli edifici religiosi. Azzone ordinò di demolirle e fece spianare lo spazio circostante, creando una nuova piazza destinata anche alle attività commerciali.

Galvano Fiamma la descrive come una piazza «molto utile alle attività mercantili».

In altre parole, la costruzione della torre di Azzone rappresentò uno degli episodi che contribuirono alla formazione dello spazio urbano dal quale, nei secoli successivi, sarebbe nata piazza del Duomo.

Naturalmente non si trattava ancora della piazza che conosciamo oggi: Santa Tecla occupava buona parte dell’attuale invaso, mentre Santa Maria Maggiore sorgeva nell’area sulla quale, pochi decenni più tardi, sarebbe iniziata la costruzione del nuovo Duomo.

Il crollo del 1353

Azzone Visconti morì nel 1339, quando il suo grandioso progetto sembra non fosse ancora completamente concluso.

La torre, in ogni caso, ebbe una vita brevissima. L’11 aprile 1353 crollò rovinosamente. Le fonti successive parlano di un cedimento improvviso, probabilmente legato a problemi strutturali o costruttivi, ma in assenza di documentazione certa non è possibile stabilirne con sicurezza la causa.

Il disastro fu enorme. La massa della torre precipitò sugli edifici circostanti e danneggiò gravemente Santa Maria Maggiore, tanto che la facciata della cattedrale dovette essere successivamente ricostruita. Anche la Treccani ricorda come una nuova facciata trecentesca venne realizzata proprio in seguito ai danni provocati dal crollo della torre nel 1353.

Alcune fonti parlano addirittura di circa 200 vittime, soprattutto tra coloro che si trovavano nelle abitazioni e negli edifici dei canonici sorti nelle immediate vicinanze.

Scompariva così, dopo appena una ventina d’anni, uno dei monumenti più ambiziosi della Milano medievale: una torre concepita per dominare la città e celebrare il potere dei Visconti, ma destinata a lasciare pochissime tracce nella memoria collettiva.

Eppure, per un breve periodo nel cuore del Trecento, Milano potrebbe aver avuto uno skyline completamente diverso da quello che siamo abituati a immaginare, dominato da un gigantesco campanile che svettava sopra le due antiche cattedrali, proprio nel luogo dove pochi decenni più tardi avrebbe cominciato a sorgere il Duomo.

Nuova Facciata e poi l’avvio della nuova cattedrale

Dopo il crollo della torre e i gravi danni provocati alla facciata della cattedrale, si intervenne rapidamente per riparare quanto era stato distrutto. Santa Maria Maggiore venne così dotata di una nuova facciata gotica, destinata a sopravvivere per quasi tre secoli, sino al 1638, quando cominciò a prendere forma il nuovo fronte del Duomo, che finì progressivamente per sostituirla del tutto.

Di questa facciata medievale rimase però a lungo una forte memoria iconografica: la sua caratteristica sagoma compare infatti in stemmi, sigilli e bassorilievi legati alla Veneranda Fabbrica del Duomo, diventando quasi un simbolo dell’antica cattedrale milanese.

Se dell’originaria facciata di Santa Maria Maggiore, precedente al crollo della torre, sappiamo poco o nulla, della facciata “intermedia”, ricostruita nella seconda metà del Trecento, possediamo invece diverse testimonianze e raffigurazioni che consentono di ricostruirne almeno in parte l’aspetto.

Si trattava di un prospetto gotico dal curioso gusto quasi veneziano, molto diverso dall’immagine del Duomo che conosciamo oggi. La parte inferiore era rivestita con marmi chiari e scuri disposti a scacchiera, mentre una sequenza di loggette ornate da sculture segnava nettamente il passaggio alla sezione superiore. Quest’ultima presentava un profilo tricuspidato, movimentato da merlature e da un andamento curvilineo delle cornici. Probabilmente i tre portali e il protiro si salvarono dal crollo e vennero inglobati nella nuova facciata.

A dominare la composizione, al centro della facciata, si innalzava infine una guglia ottagonale, conclusa da una piccola cella campanaria. Un’immagine singolare e certamente molto suggestiva, che per quasi trecento anni caratterizzò il fronte occidentale dell’antica cattedrale, prima di scomparire definitivamente con l’avanzare della nuova fabbrica del Duomo.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Andrea Rui
  • Fonte:
    –L’architettura del Quattrocento a Milano – Luciano Patetta 1987
    –Piazza Duomo prima del Duomo – Silvia Lusuardi Siena
    YesMilano di Andrea Rui
    –StoriadiMilano.it
    –La città e la sua memoria. Milano e la tradizione di S. Ambrogio – Electa 1997
  • Le immagini contenute nell’articolo sono state realizzate con il programam 3D Cinema4D e rielaborate con ChatGpt.
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8 commenti su “Milano | Centro Storico – La gigantesca torre di Azzone Visconti che dominava la città medievale”

  1. Piccola nota da non esperto: guardando dipinti antichi del duomo di Milano si vede un campanile in mattoni sbucare dal tetto che qui non vedo nelle ultime foto. È una dimenticanza?

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  2. Bellissimo articolo e riproduzioni. Forse quella del crollo andrebbe rifatta, perché raffigura la torre che cade dalla parte opposta alla facciata di S.Maria Maggiore, che invece ha travolto, stando al racconto.

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  3. La torre superava certamente in altezza il Torrazzo di Cremona. Il campanile di Milano non poteva essere inferiore a quello di una città soggetta, qual era Cremona.
    Poi, in famiglia, ragionavano così: o siamo i primi, o niente.
    Una seconda osservazione sull’immagine iniziale, che sembra poco verosimile: potevate ispirarvi al crollo del campanile di San Marco a Venezia, nel 1902, in mattoni anche quello. La dinamica sarà stato simile.

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