Si sono conclusi i lavori per la realizzazione del parcheggio di Largo Rio de Janeiro in zona Città Studi. Dopo l’apertura del primo lato di via Andrea del Sarto avvenuta lo scorso dicembre, entra ora in esercizio anche quello di via Plinio, per un totale di 238 posti auto residenziali suddivisi in tre piani interrati.
Si chiude l’annosa vicenda del parcheggio progettato nel lontano 1989, approvato e avviato dalla giunta Albertini nel 2007 e poi bloccato per anni a causa di irregolarità emerse nel 2008. Nel dicembre 2013 l’Amministrazione Pisapia ha riavviato i lavori affidandoli ad un nuovo concessionario che ha consegnato il primo lato di parcheggio (del Sarto) a dicembre 2015. Con il secondo lato portato a compimento pochi giorni fa partiranno le consegne anche dei box venduti in via Plinio.
“Chiudiamo un’altra ferita aperta dalla giunta Albertini – dichiara l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfranceco Maran –. Questo parcheggio, come quelli di Piazza XXV Aprile, Sant’Ambrogio, piazza Novelli, via Ampere o Bazzini, non sarà più il simbolo di un’opera avviata e mai compiuta. Finalmente possiamo riconsegnare un pezzo di città ai milanesi”.
La realizzazione del parcheggio da parte della Società GIUPPI S.r.l. ha consentito anche la realizzazione delle sistemazioni superficiali, comprendenti aree verdi e aree pedonali. Il restyling del parterre, che si concluderà questa settimana con le ultime rifiniture sulle aree verdi, è coinciso con la posa di nuove aiuole nell’adiacente via Juvara, realizzata dal Settore Verde e Agricoltura del Comune di Milano e che ha permesso di liberare il marciapiede dalle auto che vi parcheggiavano impropriamente a ridosso delle radici degli alberi. L’area riqualificata risulta quindi ben più estesa e fruibile del solo largo Rio de Janeiro.
La vendita dei box, equamente suddivisi sui due lati del parcheggio (119 in via del Sarto e 119 in via Plinio) ha già raggiunto il 70%.
Comunque si tratta di una sistemazione che a noi ci lascia un po’ perplessi, come i doppi lampioni affiancati posti agli angoli o l’eccessiva palificazione, a volte inutile. Così come i dissuasori a panettone, che sanno di temporaneo, oppure quelli in pietra di recupero che renderanno impossibile il parcheggio sotto gli alberi e che sembrano un po’ strani.

















ma perché si fanno le cose al contrario?
asfalto sul marciapiede e sanpietrini in carreggiata…
c’è una motivazione tecnica? se si comunque mi sembrerà stupida…
cerco un garage qui in largo rio de janeiro 16 mq circa