Sappiamo che il vento su Milano spira più nella parte Nord-Ovest che nella parte Sud-Est della città. Come avevamo già più volte fatto notare. Infatti la maggior parte dei grandi cantieri si concentrano a settentrione del capoluogo lombardo, meno nella parte meridionale a parte Prada e la zona attorno ad esso. Ciò significa anche meno oneri di urbanizzazione che potrebbero sistemare porzioni importanti della città da queste parti.
Abbiamo fatto un piccolo giro nell’area centrale della piazza dedicata al noto scrittore Emilio Salgàri in zona Calvairate.
Aiuole spennacchiate, catrame dei percorsi pedonali scrostato e in alcuni punti sterrato da rendere difficoltoso l’attraversamento in caso di pioggia perché si trasforma in fango. Poi sarebbe il caso di capire da che parte si può accedere al giardino centrale, visto che di strisce pedonali ce n’è una sola, quella dal lato di Via Venosa. La gente attraversa molto spesso arrivando da via Tito Livio ma anche dal lato tra via Via Sebino e Via Carabelli. Non sarebbe buona cosa ridisegnare le strisce a terra, per una migliore chiarezza dei ruoli da seguire?
Insomma, non sarebbe il caso di dare anche una semplice sistemata a questo pezzo di Milano?
E non è solo il parterre centrale… l’intera piazza andrebbe ripensata. A partire dall’installazione di parigine per impedire il parcheggio sul marciapiedi, soprattutto dai lati di via Tito Livio e via Sebino. Via Tito Livio poi ha marciapiedi molto larghi e vuoti, e non si capisce perché non piantare alberi lì che cambierebbero l’aspetto dell’intera zona.
Tra l’altro, quegli alberi annegati nell’asfalto sono pericolosissimi, perché non potendo le radici respirare, si indeboliscono e potrebbero cadere giù alla prossima tempesta di vento. Roma docet.
Ormai lo sanno pure i polli che gli alberi hanno bisogno di un minimo di spazio intorno alle radici, per rimanere in salute.
e poi sporcizia dappertutto, rotaie del tram piene di rifiuti alla fermata. erbacce tra le rotaie, aiuole adibite a gabinetti per cani e rom. Spariti negozi di quartiere che ci tenevano all’estetica, ora un crescente numero di negozi di extracomunitari che dell’estetica non gliene importa un bel niente. Ristorante cinese in via Tito Livio tra puzze e quando spazzano al mattino presto mi hanno riferito esserci una bella quantità di scarafaggi. Non più un bar grazioso dove sedersi e fare due chiacchere e bere un buon caffè: tre bar tre tristezze. Non si permetta a questa una volta graziosa piazza di diventare una schifezza.
P.za Salgari sempre più squallida: manto stradale tutto rattoppato, chiusi i negozi, buia e con lampioni da cimitero.
Degrado a parte, la cosa che mi aveva più colpito a suo tempo fu l’errata data di nascita sulle targhe 1863. In realtà Emilio Salgàri è nato a Verona il 21 agosto del 1862. Ricordo che nel maggio del 1994 sensibilizzai il quotidiano diretto da Feltri “Indipendente” (?) che scrisse una nota in merito. Ma non servì a nulla. Da tempo non frequento quella piazza ma credo sia rimasto tutto immutato.