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Milano | Scalo Farini e San Cristoforo – I finalisti: Grimshaw

Dopo aver visto lo scorso anno il vincitore per il masterplan dello sviluppo dell’ex Scalo Farini e di quello di San CristoforoAgenti Climatici del team OMA e Laboratorio Permanente, vi mostriamo gli altri finalisti del concorso internazionale. Qui di seguito riportiamo il terzo dei quattro finalisti scartati con alcuni rendering e didascalie del progetto:

Grimshaw (UK), Future City (UK), Elioth (UK), DAP Studio (Italy), Urban Silence (UK), SEC (Italy), Studio Antonio Perazzi (Italy).
Qui trovate il PDF per ulteriori approfondimenti.

Ricordiamo che essendo un Masterplan (un disegno complessivo che sviluppa le linee guida per lo sviluppo di un’area territoriale), le architetture che si vedono nei rendering sono indicative e di sola suggestione.

Tra i molti nomi attribuibili a un progetto di così ampio respiro, il team capitanato dallo studio Grimshaw ne ha scelto uno: Scalo 89.

Il motivo è semplice: Scalo riprende la denominazione attuale di Scalo Farini. E’ il termine con cui si identifica il luogo ed è già nell’abitudine verbale milanese.

Sarebbe quindi un peccato sostituirlo con un nome completamente nuovo, che suonerebbe come “artificiale” proprio per un progetto che fa della sua naturalità e del recupero dell’ambiente esistente (binari compresi) uno dei punti di forza.

89 è l’unione della Zona 8 e della Zona 9 del decentramento del Comune di Milano, le due Zone abbracciate dal progetto. Ci è sembrato giusto unirle, proprio come il progetto unisce e fonde le aree tra loro in modo armonico.

Lo SCALO 89 sarà quindi una zona completamente nuova, ma con tutte le caratteristiche della sua milanesità già nel nome.

Due sono gli elementi fondanti del Sistema strategico urbano: la natura e l’arte

Concetti solo apparentemente distanti, accumunati nella visione progettuale dall’apertura alla città e dalla rilassatezza della fruizione, un respiro a pieni polmoni che coinvolge corpo e mente e regala una proiezione del pensiero verso un futuro positivo ed ecosostenibile.

Concetti che connettono due luoghi fisicamente distanti, Scalo Farini e San Cristoforo, con la complicità di un tram, il 2.

Il verde ed il paesaggio, già importantissimi per il sito d Milano-Farini, diventano preponderanti per San Cristoforo. L’intervento proposto si inserisce in una logica di economia circolare : il vivaio e le serre per lo studio e la sperimentazione della flora locale forniranno le essenze per la creazione ed il rinnovo continuo della vegetazione di entrambi gli scali. 

Un altro aspetto interessante dell’intervento proposto é la riapertura del fiume Lambro, oggi coperto, che permetterà di riattivare un corridoio ecologico interrotto e di favorire lo sviluppo della biodiversità del sito. 

Un lavoro attento sulla permeabilità dei rivestimenti dei percorsi pedonali permetterà di gestire intelligentemente le acque meteoriche, mentre la scelta di materiali a basso contenuto di energia grigia per l’arredo urbano ci consentirà di raggiungere i nostri obiettivi in termini di impatto ambientale globale (Analisi ciclo di vita) per il sito di progetto. 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


6 thoughts on “Milano | Scalo Farini e San Cristoforo – I finalisti: Grimshaw

  1. Anonimo

    mmm…questo secondo me doveva vincere il Premio Fuffas.

    Quando ho letto che teneva in considerazione il tram 2 mi ero esaltato ma poi mi son letto anche i pfd e dopo parole su parole non ho purtroppo trovato niente. E non solo a proposito del tram….

  2. Anonimo

    Vedendo gli altri progetti, mi sembra chiaro che sia sia scelto il progetto a più alta cementificazione. La nuova Central Park e la mia ecosostenibile sono pura fantasia. I filtri ecologici di Oma altro non è che un lungo boulevard alberato.

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