Milano, Comasina.
Dicembre 2025. Dopo quasi dieci anni dalla sua prima presentazione, il progetto sembra finalmente avviarsi verso la realizzazione. Era infatti il 2016 quando venne illustrato per la prima volta il piano per la nascita di un nuovo quartiere di housing sociale tra il quartiere Comasina e via Novate, l’ultimo tratto di territorio prima del confine con il Comune di Novate Milanese.
Ai margini della città, lungo la linea di confine tra Milano e Novate, si estende oggi un grande prato poco curato, spesso coperto da erba alta. L’area, separata dalla città da una recinzione, è attraversata solo da un percorso informale utilizzato dai pedoni che la tagliano in diagonale unendo di fatto via Calizzano con via Novate, consentendo agli abitanti della zona più a nord di raggiungere la M3 Comasina.




Il Piano Attuativo “PA8”, adottato dalla Giunta comunale, prevede la realizzazione di nuovi edifici residenziali interamente destinati all’housing sociale e di un grande parco pubblico di oltre 30mila metri quadrati. L’intervento riguarda un’area complessiva di circa 47.500 metri quadrati nel Municipio 9.
«Si tratta di un intervento che porta molteplici benefici alla città», commenta la vicesindaca con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo. «Da un lato risponde al bisogno di abitazioni a prezzi calmierati, attraverso la realizzazione di edilizia convenzionata; dall’altro riqualifica un’area oggi inutilizzabile, restituendo alla comunità un ampio parco pubblico. È inoltre un’occasione importante per rafforzare il dialogo con un Comune di prima cintura come Novate, in un’ottica metropolitana di collaborazione tra amministrazioni».




L’area di intervento è suddivisa in due ambiti contigui di dimensioni simili: uno di proprietà della società REDO SGR SpA – Società Benefit, l’altro già comunale. Il Piano prevede la cessione al Comune di Milano di oltre il 53% dell’area privata, che sarà destinata a verde pubblico, a un nuovo parcheggio e alla realizzazione di nuove connessioni pedonali e ciclabili.
Tra gli obiettivi principali del Piano vi sono la trasformazione di un’area oggi inedificata e interclusa, il miglioramento dei collegamenti con i quartieri limitrofi e la riqualificazione ambientale dell’area comunale, da anni in stato di abbandono. Il progetto prevede inoltre percorsi di attraversamento che consentiranno di restituire questo spazio alla cittadinanza come parco pubblico attrezzato e accessibile.





Nel dettaglio, nella porzione sud-occidentale dell’area sorgeranno cinque edifici residenziali: tre torri di 15 piani, un edificio di sei piani e uno di quattro. La superficie lorda complessiva sarà di circa 22mila metri quadrati, interamente destinata all’edilizia residenziale sociale, con almeno il 50% degli alloggi in locazione. Al piano terra, affacciati sul parco, fino a mille metri quadrati saranno riservati ad altre funzioni urbane.
Tra le opere di urbanizzazione sono previste anche una nuova strada carrabile, che collegherà via Novate al parcheggio e agli edifici residenziali, e una pista ciclabile che consentirà un collegamento diretto tra via Novate e via Calizzano, in direzione del capolinea della metropolitana M3 Comasina. Sarà inoltre salvato il “boschetto” di via Calizzano, una meraviglia naturalistica, picocla ma efficace per il quartiere.
Milano – COMASINA – Via Novate > Orizzonti di Cielo (nella mappa Urbanfile codice: COM4) (residenziale) (nuova costruzione)
- inizio cantiere:
- conclusione cantiere:
- committente: Comune di Milano
- progetto architettonico: ITI Team: Tobia Marcotti, Filippo Resteghini, Angelo Pomes, Dmitry Krivorogov, Constanza Fernandez Abad, Francesco Lostaffa

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano
- Comasina, Via Novate, Via Calizzano, Riqualificazione, Parco Pubblico, edilizia sociale, ERS,
Cioè mi state dicendo che il design dei palazzi da +10k è lo stesso stile delle case Popolari? Che la famosissima spinta di nuovi investimenti che interessano milano è solo fuffa mediocre? È Che con queste nuove palazzine senza regole e criterio stanno distrugendo l’estetica Della città solo con lo scopo di far soldi con il concetto “minima spesa massima resa?
Possibile qualcuno del comune non capisce che bisogna stabilire delle regole estetiche ?
Come hanno fatto a parigi già nel ‘800..
Questo stile di costruire è da CASA POPOLARE!!!!!!!!!! Centro storico incluso.
State distrugento milano, questi palazzacci noi non li meritiamo
Concordo appieno, ormai tutte le costruzioni dagli anni 90 in poi sono “copia e incolla”, senza estetica
Carlo, che regole estetiche vuoi?
Che gli edifici scimmiottino lo stile liberty? Quello dorico? Ionico? Corinzio?
L’architettura è questa, ci sono progettisti, architetti, ingegneri, costruttori, amministratori coinvolti. Sono tutti deficienti e solo tu, Carlo del web, sai come si dovrebbe costruire nel 2026, nella periferia di una grande città che ha sete di case a prezzo contenuto?
Sarei veramente curioso di sapere come le vorresti queste case, sapresti descrivernele?
Allora gli edifici nuovi devono “scimmiottare” lo stile cinese/comunista/alveare umano ?Così andrebbero bene?
Poi, come dici tu, “Sono tutti deficienti “, mah, non saprei, però a constatare come costruiscono gli edifici, i vari ecc. ecc. che hai elencato, qualche sospetto viene…absit iniuria verbis, naturalmente.
Personalmente trovo deprimente e triste la definizione che viene data nell’ articolo all’ attuale area verde come una “un’ area oggi inedificata e interclusa”, è così che si chiamano adesso le poche zone di terreno naturale non cementificate ancora?
E’ proprio impossibile fare parchi pubblici e basta,, in una città assediata dal traffico, e dall’ inquinamento, dal caldo insopportabile, senza insieme cementificaare ampiamente?
Infatti non le ha sapute descrivere queste case come le vuole lui.
Ha solo criticato.
Criticato e spostato l’argomento da qualche altra parte…
Rispondo io: non le schifezze tutto pieni e pochi vuoti
LA NOIA!
Trovati un hobby, iscriviti a pilates, oppure puoi sempre andare giù al bar a giocare a boccette.
grande parco pubblico AHAHAH
Potrebbe essere l’inizio di una barzelletta.
Si capisce bene cosa vuol dire 22.000 metri quadri di Residenze….poi, se qualcuno ha voglia di fare paragoni, moltiplica per 6 e vede cosa saranno i 120. 000 mq futuri del progetto di Piazza d’Armi a Baggio…
Basta con sti parchi, ma è possibile che ogni zona da riqualificare diventi una landa desolata con tre palazzi isolati senza alcun servizio e una distesa di prati per far brucare le pecore?
Poi esci di casa, non c’è nulla e devi prendere l’auto anche per comprare due michette.
Gli stessi errori da 70 anni a questa parte, grazie alla mania “green”. Il verde va bene, ma le città sono fatte di edifici, servizi e spazi pubblici.
Bene.
Case popolari edilizia sociale pubblica è quello che si chiede da più di 20 anni.
CASE per chi non se le può permettere.
Tutto il resto è noia.
Prima i poveri e chi ha difficoltà.
È una emergenza sociale
Edilizia Convenzionata: vuol dire che si paga un po’ meno del prezzo del libero mercato.
Le Case Popolari sono un’altra cosa …
Questo è vero.
Ti do ragione.
Quindi che facciamo per i poveri senza casa?
Rispondo io come dovrebbero essere le case. Le persone visitano le varie città del mondo per immedesimarsi nello stile della città che si sta visitando. Milano è una accozzaglia di stili che stanno facendo perdere l’identità di una città. A parte il primo cerchio oltre quello è un calderone di condomini a blocchi dormitorio. Terribili. Si possono fare tante altre cose, guarda l’Olanda, uk, ny ect. Questa roba è schifo, considerando anche quanto è piccola la città e che prima o poi queste zone saranno centrali.
Rispondi pure su come fai a trovare casa a 50.000 abitanti poveri che una casa non possono permettersela?
Con 50.000 villette a schiera da 1 piano?
Oppure un bel chissenefrega ai poveri e alle esigenze di casa?
C’è un errore di fondo nel ragionamento; perchè deve sempre essere Milano a dover risolvere il problema delle masse? Non siamo forse una res publica? perchè non fanno tutti la loro parte? Il problema delle case per chi non ha i soldi sufficienti, è sempre stato risolto a Milano, anche storicamente parlando; ma non si può andare all’ infinito; i problemi vengono quando si trova normale che certe regioni, prima le nostre ora di tutto il mondo, possano risolvere i loro problemi scaricandoli sugli altri, sul loro territorio.
Non l’ avete mai visto il territorio della Lombardia occidentale cosa è diventato? Dai, poi si risolve tutto il problema ecologico con una bel “depav” e calcestre in piazza castello. Alè!
L’errore di fondo è tutto tuo che dici chissenefrega dei poveri ci pensino gli altri e non io.
Ognuno deve fare la sua parte.
E milano deve fare la sua parte caro mr Oliver Twist chissefrega dei poveri.
Sono 50 anni che abbiamo ragionato così, chissefrega dei poveri e siamo diventati come il Venezuela. Gestione Aler chissenefrega dei poveri.
Bravo.
“Siamo diventati come il Venezuela”.
Pil pro capite Milano: 71.000 €
Pil pro capite Venezuela: 3.700 Usd
Bravo. Questo sì che è ragionare con cognizione di causa
I comunisti amano così tanto i poveri da crearli.
Sempre valido il proverbio.
E i cretini quando non sanno come rispondere alle esigenze sociali parlano per slogan
Eccolo lì, quando la coda di paglia brucia, colto in castagna, il solito comunista ricorre agli insulti..è già un miglioramento, negli anni settanta uccidevate le persone per strada, solo perchè avevano idee diverse dalle vostre. In genere, quando un pirla non sa come replicare, diventa aggressivo o volgare o semplicemente inutile.
Il fatto poi che i comunisti sappiano rispondere alle “esigenze sociali” è la più grande barzelletta nella storia dell’ umanità. Dai paesi comunisti la gente scappa, nele democrazie liberali la gente ci vuole andare.