Milano, Porta Vercellina.
Gennaio 2026. Ancora piccoli interventi e possiamo dire completato il cantiere per il ripristino in superficie delle aree interessate dal cantiere della tratta M4 Sant’Ambrogio – M4 Coni Zugna, che hanno occupato l’area di piazza Gaetano Filangieri per realizzare il manufatto a supporto della linea della metropolitana blu.
Piazza Gaetano Filangieri – intitolata al giurista e filosofo del Regno di Napoli (1753–1788) – forse non è tra le piazze più conosciute di Milano, ma ospita un indirizzo di grande importanza: il Carcere di San Vittore. Dal 2016, la piazza è stata interessata dai lavori per la costruzione della linea metropolitana M4 e, ora che il cantiere è stato ultimato, sono in corso gli interventi di riqualificazione e ripristino di questa ampia piazza rettangolare, un tempo caratterizzata da un giardinetto centrale verdeggiante e alberato.
I lavori vedono il ripristino dell’area centrale con il nuovo disegno che sta caratterizzando molti interventi dopo il cantiere M4: aiuole a vasca a gradoni, con posa delle prime alberature. Gli abitanti della zona hanno cominciato a chiamare il nuovo disegno delle aiuole: “il campo di bocce”.
Come abbiamo più volte scritto, troviamo questa sistemazione, certamente moderna e bella a vedersi, ma sicuramente difficile da manutenere (e forse anche più costosa), piuttosto che le classiche aiuole a prato, staremo a vedere.

















Il 19 dicembre scorso, davanti al carcere di San Vittore, è stata inaugurata la Porta della Speranza, un’opera dell’architetto Michele De Lucchi che apre simbolicamente il carcere alla città nel periodo natalizio. L’installazione è la prima di un progetto più ampio, “Le Porte della Speranza”, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede insieme a istituzioni pubbliche e private, che porterà otto opere artistiche in diversi carceri italiani entro il 2026.
Il progetto coinvolge importanti figure della cultura contemporanea e nasce con l’obiettivo di ripensare il concetto di soglia come spazio di incontro, consapevolezza e rinascita, mettendo in dialogo arte, architettura e fragilità del mondo carcerario. La porta di De Lucchi, realizzata con materiali autentici come legno, metallo e pietra, non separa né conduce altrove, ma esiste come simbolo di possibilità e speranza.
Il cardinale José Tolentino de Mendonça sottolinea il valore educativo e umano dell’iniziativa, ribadendo che la speranza non è decorativa ma una necessità, soprattutto nei luoghi dove è più fragile. Il testo richiama anche la grave situazione delle carceri italiane, segnata da sovraffollamento, condizioni di detenzione difficili e un alto numero di suicidi.
In questo contesto, l’arte e la cultura vengono indicate come strumenti concreti di umanizzazione, responsabilità collettiva e reintegrazione, capaci di rendere visibile un problema spesso ignorato dalla società. Il messaggio finale è che giustizia, educazione e creatività possono aprire reali possibilità di riscatto, perché la vita – come l’arte – resta sempre un processo aperto.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi;
- Sant’Ambrogio, M4, M2, Metropolitana, Cerchia Navigli, Via De Amicis, Via Carducci, Scavo, Archeologia, via San Vittore, Porta Vercellina, Cooperativa Archeologia, San Gerolamo, via Foppa, via Dezza, viale Coni Zugna, M4 Coni Zugna, metropolitana, Trasporti, Parco Solari, Porta Genova, Porta Vercellina, piazza Filangieri
Bella è sicuramente bella ma inviterei i progettisti di spazi pubblici a visitare un paio di città francesi a caso.
Li le sistemazioni pedonali sono su un altro livello: pensate per essere fruibili, integrano perfettamente il verde e le superfici drenanti, usano materiali belli e economici come i conglomerati colorati che sono veloci da posare e versatili.
Noi progettiamo costose superfici in pietra che si spaccano dopo due anni (anche meno se ci passano le auto!), aiuole, aiuoline, delimitazioni inutili in pietra, posiamo parigine che si spezzano o si stortano anche solo a guardarle.
Addirittura piantumiamo verde decorativo a cui servirà una costante manutenzione che non riusciremo a sostenere, con l’inesorabile arrivo del degrado.
Insomma, i nostri progettisti non sanno, ahimè, progettare per il contesto e sono rimasti almeno a 20 anni fa.
Andate in Francia, ma anche in Spagna o Olanda per capire come si fanno gli spazi verdi pedonali. Non si può progettare così al giorno d’oggi.
Parole sante. Il livello di progettazione degli spazi pubblici in Francia é ad un altro livello.
Oo finalmente un commento moolto sensato che condivido.
Bravo Milanese!
Esattamente quello che bisogna fare sarebbe andare in Francia e aprire gli occhi e copiare.
A cominciare dal modello di paletti stuzzicadenti che usiamo a milano…
Quello che sconforta è pensare che le enormi quantità di acqua monsoniche debbano per forza convogliare dentro le fognature anziché applicare il sistema dei canali Verdi che contengono l’acqua e la rilasciano lentamente. in via Pacini questo sistema è stato applicato in modo perfetto.
Qualche dettaglio molto carino sicuramente c’è però siamo sempre ai lezionismi e mai alla praticità
Aiuole Impossibili da mantenere se fossi l’impresa incaricata alla manutenzione chiederei il doppio… ma probabilmente lo faranno e non lo sapremo di sicuro
Anche questo una ottima osservazione delle aiuole a canale che raccolgono le acque durante la pioggia e l’acqua viene convogliata in terrazzamenti…
Città blu.
Bravi vedo che state studiando.
Allora non siete solo lagna ma anche proposta.
la cosa grottesca di questa piazza è che i lavori sono fermi a questo punto da inizio Ottobre. Manca solo la parte centrale, che resta recintata e non hanno più mosso una pietra da inizio ottobre. Ci passo davanti tutti i giorni. Unica cosa che hanno fatto è posare la scultura. Voi immaginatevi se fossero lavori fatti in casa vostra. Sarebbe possibile abbandonare il cantiere senza chiudere i lavori?Chi sarà il resonsabile?
ma quindi rimarrà li di lato anzichè nel centro della piazza