Milano | Vetra – Completata la riqualificazione di piazza Quasimodo e via Wittgens

Milano, Vetra.

Dicembre 2025. Questa mattina è stata riaperta alla cittadinanza Piazza Quasimodo, nel cuore del Quartiere Vetra, dopo i lavori di riqualificazione che hanno interessato anche le aree adiacenti, come Via Fernanda Wittgens.

All’inaugurazione erano presenti la vicesindaco con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo e le assessore Arianna Censi (Mobilità) ed Elena Grandi (Verde), insieme al presidente del Municipio 1, Mattia Abdu. Tra gli altri partecipanti, Francesco Rovere, senior Development Manager di AXA IM Alts, e Andreas Kipar dello studio LAND, che ha curato il progetto. L’intervento è stato finanziato dagli oneri di urbanizzazione derivanti dal progetto privato di AXA IM Alts in Via Della Chiusa 2, per un valore di circa 1,4 milioni di euro.

“Oggi restituiamo alla città un’area riqualificata, con nuovi alberi e nuova pavimentazione – hanno commentato la vicesindaco Scavuzzo e le assessore Censi e Grandi –. Piazza Quasimodo si trasforma da semplice parcheggio in uno spazio accogliente e vivibile, che valorizza il verde, l’arredo urbano e l’illuminazione, creando un’isola pedonale piacevole per tutti”.

La piazza è stata completamente riordinata, con continuità visiva verso le alberature del Parco delle Basiliche e la cupola della Basilica. L’area pedonale centrale è stata ampliata e ripavimentata alla stessa quota del marciapiede, dotata di nuovi arredi, rastrelliere e dispositivi di illuminazione. Sono stati inoltre introdotti nuovi spazi verdi, con la messa a dimora di 15 alberi e aiuole che arricchiscono il patrimonio floreale esistente.

La riqualificazione ha comportato la chiusura al traffico del tratto tra Via San Vito e Via Cardinal Caprara, con l’allargamento dello spazio pedonale fino al marciapiede davanti all’Istituto Cattaneo. Sono state sistemate anche le aree cani e giochi del Parco delle Basiliche, con interventi su pavimentazione, arredo urbano e verde.

“L’intervento restituisce dignità a uno spazio pubblico collocato lungo le mura romane, a pochi passi dall’antica Porta Ticinensis – spiega Mattia Abdu –. Piazza Quasimodo, insieme a Via Cardinal Caprara e Via Wittgens, non sarà più un parcheggio disordinato, ma una nuova centralità urbana per il quartiere e per gli studenti delle vicine scuole secondarie”.

Secondo Francesco Rovere, senior Development Manager di AXA IM Alts, “la riqualificazione trasforma un’area marginale in uno spazio di incontro e socialità. Il progetto completa la rigenerazione del Vetra Building e si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del centro storico, in dialogo con il Parco delle Basiliche”.

Andreas Kipar, CEO e co-fondatore di LAND, aggiunge: “Ripensando strade, piazze e corridoi verdi, liberiamo spazi pubblici e ricuciamo il tessuto urbano. Piazza Quasimodo acquista così una nuova identità vivace e sostenibile, arricchendo il percorso pedonale che collega il Duomo alla Darsena e rendendo il centro storico sempre più a misura d’uomo”.

In generale, la riqualificazione ha avuto esiti positivi: la piazza e le vie circostanti sono ora spazi pubblici degni del quartiere centrale della Vetra. Sebbene le architetture del quartiere, ricostruito dopo le devastazioni belliche, non siano di particolare pregio, la trasformazione di Piazza Quasimodo da parcheggio disordinato a luogo fruibile dai cittadini rappresenta un passo importante. Anche Via Cardinal Caprara e Via Fernanda Wittgens risultano notevolmente migliorate, con la sistemazione di aree precedentemente destinate al parcheggio.

Restano però alcuni punti critici: in Piazza Quasimodo si sarebbe potuto prevedere qualche aiuola verde in più, riducendo la predominanza del cemento. Come spesso accade e come abbiamo constatato, gli uffici tecnici del Comune prediligono l’uso esclusivo di alberature per contenere i costi di gestione delle aiuole a verde. Nonostante ciò, l’intervento rappresenta un significativo miglioramento dello spazio urbano, più accogliente e vivibile.

Piazza Quasimodo – via Fernanda Wittgens: F4/G3

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano
  • Andreas Kipar Architettura, Arredo Urbano, Cantiere, Land Italia, Piazza della Vetra, Piazza Quasimodo, Progetti e cantieri, Vetra, via della Chiusa, via Wittgens, Axa, il Prisma
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

43 commenti su “Milano | Vetra – Completata la riqualificazione di piazza Quasimodo e via Wittgens”

  1. Sicuramente molto meglio di prima, ma è l’ennesima occasione persa per depavimentare e aumentare il verde… Nello stesso spiazzo poteva essere creato un piccolo giardinetto. Evidentemente questa giunta è verde solo a parole. Peccato!

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  2. Niente, non ce la fanno proprio gli architetti/urbanisti della domenica dei nostri tempi. Se non mettono una distesa di pietra o cemento non si sentono realizzati. Risparmiateci altre piazze Gino Valle, vi supplichiamo, cambiate mestiere!

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  3. Non si può parlare di cementificazione, perché prima era 100% asfalto, però qualche mezza aiuola in più non era difficile prevederla nel progetto, o quanto meno dei “buchi” più ampi in corrispondenza degli alberi.

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  4. In questa landa di lamenti e urla strazianti che gridano al gomblotto, mi inserisco dicendo che la riqualificazione è molto ben riuscita e che le foto invernali non rendono forse giustizia ai circa 20 nuovi alberi piantati in uno spazio urbano già molto denso. L’intervento aveva come obiettivo non la creazione di un giardinetto (esiste un parco a pochi metri) ma di una piazzetta pedonale che, tra qualche anno, sarà ben ombreggiata dai nuovi alberi. Si poteva mettere più verde? Certo, come sempre si può sempre fare meglio, ma riguardatevi le foto di com’era. Quella che chiamate “distesa di cemento” (è pietra chiara) prima era una distesa di lamiere roventi su asfalto nero: ci sarà SICURAMENTE un miglioramento anche a livello microclimatico, a beneficio di chi attraverserà la piazza ma anche di chi lì vicino ci abita o ci lavora. Bene così.

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    • Condivisibile.

      Però il Comune ha passato gli ultimi 5 anni a spiegarci le virtù della depavimentazione. Noi gli abbiamo creduto, ci siamo convinti.

      Adesso che vediamo che era solo uno scherzo e la piazza è tutta foderata di preziosa pietra impermeabile, ci rimaniamo male.

      Però se ci spiegano perchè sbagliamo, ci adeguiamo subito: Sempre allegri bisogna stare !

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    • Sostenere la teoria che “vicino c’è un parco” ha scarso significato in una città come Milano, che ha uno dei peggiori rapporti zone verdi/abitante e dove le cosiddette aree verdi sono soprattutto monopolizzate dai cani abbaiatori e riempite dei loro escrementi, nell’ indifferenza delle autorità competenti.
      E’ molto deludente constatare che l’ amministrazione non capisca che Milano ha molta necessità di essere rigenerata come città vivibile e non serve, pertanto, in occasione di una riqualificazione, aumentare la sensazione di essere in uno spazio morto, cimiteriale…ma chi vorerrebbe mai affacciarsi alla finestra e vedere ogni santo giorno uno “spazio” urbano del genere?

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  5. Il rapporto distorto tra pubblico e privato a Milano emerge anche dalla presenza di operatori immobiliari alle inaugurazioni di opere pubbliche finanziate tramite oneri di urbanizzazione. Si crea così l’impressione che tali interventi siano il frutto della “generosità” dei privati. Si tratta di oneri, imposte dovute alla collettività da qualsiasi attività economica; nel caso dell’edilizia milanese, peraltro, apparentemente sottostimate per una malintesa e fuori luogo “generosità” del Comune che dovrebbe invece tutelare l’interesse pubblico, e quindi massimizzarle.

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    • Brutta cosa commentare quando evidentemente non si sanno molte cose sul tema. A Milano i privati per le opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione (diversamente da molte altre parti) ci mettono tutti i costi di progettazione, direzione lavori, coordinamento sicurezza, collaudo e spesso anche imprevisti vari (non certo rari)! Attività che internamente molto probabilmente costerebbero di più e durerebbero di più. Ma è così bello fare propaganda a caso sulla base di due articoletti letti sul blog giusto o sul giornale schierato…🤦🏻

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      • Può essere. Ma non fanno gare per l’ affidamento lavori e questo vuol dire che figurativamente costano di più (il che ripaga sui costi di progettazione, sicurezza, collaudo e altre noccioline). Informarsi meglio prima di parlare, please!

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        • … per la precisione, sotto una certa cifra si fa una gara ad inviti, ovvero una cosa fasulla (si invitano cinque amici). Il prezzo è mille, il costo vero è ottocento, con i duecento che restano se ne danno cinquanta al progettista, due per la sicurezza, due per i collaudi e il resto si intasca. Lo sanno anche i sassi.

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          • Eccone un altro…🤦🏻 Attenzione a sparare boiate del genere…potrebbe volare qualche querela!
            Il codice dei contratti si applica tale e quale (ad eccezione solo delle opere primarie funzionali, non certo quelle dell’articolo). Quindi le procedure negoziate (così si chiamano quelle che non siano “gare” per importi sopra soglia europea) le fanno anche le stazioni appaltanti pubbliche e i prezzi (soggetti a ribasso) sono definiti in base ai CME asseverati dagli uffici comunali che poi prenderanno in carico le opere post collaudo.
            I ribassi, se poi non utilizzati per migliorie o coprire maggiori costi (comunque asseverati nelle varianti), vengono poi conguagliati al comune post collaudo.
            Forse chi dovrebbe informarsi meglio è lei, prima di fare disinformazione e diffamazione.

          • Caro anonimoahimé, crede che non sappia come si facciano i cme e soprattutto quelle boiate di bollettini prezzi regionali? Mica dico che facciano tutti così, ma guardi che le cose non vanno come dice lei, si informi meglio e rifletta prima di parlare

          • Rispondo qui al suo commento del
            22 Dicembre 2025 ore 16:09, dato che evidentemente qualcuno ha deciso di disattivare la possibilità di rispondere direttamente.
            In primis non ho mai detto che lei non sappia fare qualcosa, non la conosco e non mi interessa. Mentre lei continua a dire di informarsi (e persino di riflettere) senza mai smentire nel merito ciò che ho riportato, il che non mi fa certo ben pensare circa la sua preparazione. Ad ogni modo (per chiudere questa inutile discussione) come già detto i CME predisposti dai progettisti vengono asseverati dagli uffici che sono tenuti a seguire le indicazioni stabilite con DGC 1117/2013. Vada la leggerla così troverà conferme di tutto quanto ho riportato e chi legge questi commenti potrà evitare di farsi ammaliare da complottismi vari.

      • Mi sembra che lei mi attribuisca opinioni che non ho. Non sto criticando il meccanismo dello scomputo degli oneri di urbanizzazione tramite la realizzazione di opere pubbliche, che anzi considero in molti casi virtuoso (per semplificazione e rapidità, auspicherei un ricorso sistematico a concorsi di architettura aperti, ma è un altro tema).
        Sto semplicemente ricordando che si tratta di oneri dovuti, cioè di imposte, non di mecenatismo. È per questo che trovo quantomeno impropria la presenza dei developer a eventi istituzionali di inaugurazione: parliamo, di soggetti che stanno adempiendo ad un banale obbligo fiscale, esattamente come me e come lei, anche se assume un’altra forma.

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        • Non voglio attribuirle nessuna opinione. Ho solo spiegato perché in taluni casi (come a Milano) non si tratta di un semplice adempimento di un “banale obbligo fiscale” (come lo definisce) per via delle responsabilità (come stazione appaltante) e dei costi che gli operatori privati si assumono, come ho cercato di spiegare. Personalmente dunque, almeno in quei casi, non ritengo impropria la presenza all’inaugurazione del privato che ha partecipato alla realizzazione dell’opera.

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  6. Ma non lo sapevo…sotto piazza Quasimodo c’è la metro, già, è per questo che non si possono mettere gli alberi!
    Segnalo un’ imprecisione nell’ articolo, dove si parla delle autorità presenti, erroneamente non è stato indicato l’ assessore alle piastrelle.

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  7. Dimenticavo…la classifica:

    5) Operazione sottoveste
    4) Ghostbusters
    3) Una poltrona per due
    2) Tre in fuga (La Grande Vadrouille)
    1) Assessorato al “verde”

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  8. Quando gli alberi saranno cresciuti sarà molto bello.
    Un po’ più di aiula invece dei cerchi poteva essere una soluzione, ma le piante faranno ombra.

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  9. Se volete correre nei prati giusto a 15 minuti di bici da lì è pieno di campi, ben venga che non abbiano messo aiuole o altro “verde” in un posto che diventerebbe un pantano in 0-3 con tutto il passare della gente. Torniamo a contatto con la realtà per favore, siamo in centro a Milano non nella periferia di Segrate.

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  10. Concordo con il chi dice che quando cresceranno gli alberi sarà tutt’altra cosa, non diventerà un’isola di calore (tra l’altro prima c’erano solo macchine quindi tutto di guadagnato). Sempre a lamentarsi. Bene così, piazza recuperata!

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  11. Ma a chi commenta lamentandosi, sapete dov’è piazza Quasimodo? È letteralmente a 3 passi dal parco della Vetra.
    Trasformarla in un bosco non avrebbe avuto senso, la piazza è pensata appunto per essere una piazza, fruibile come luogo di ritrovo e socialità.
    Siamo in inverno, gli alberi non hanno foglie e sono appena stati piantati, tra qualche anno faranno ombra e già così il luogo è incredibilmente più piacevole di quando era un orribile parcheggio degradato.

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    • Gli alberi sono esseri viventi, respirano ed hanno bisogno di spazio per sopravvivere anche e sopratutto a livello dell’apparato radicale, nel caso in esame incarcerato in una colata di cemento. C’e’ poi la necessita’ di deoavimentare il suolo oer renderlo piu’ permeabile visti i nuovi alti indici di piovosita’, a parole nei programmi della giunta. Non importa quanto verde ci sia e quanto sia vicino il parco, ogni nuovo intervento deve tener conto delle mutate esigenze amviebtali. Paesaggisti, urbanisti e architetti veri lo sanno bene.

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  12. Secondo la logica proposta dai lettori favorevoli, allora davanti alla torre del Filarete hanno sbagliato tutto…con la depavimentazione attorno alla fontana, con il parco Sempione proprio lì…e invece hanno fatto sbucare la fontana dal calcestre, con un effetto grottesco. Se le isole di calore vanno combattute, lo facciano, invece abbiamo un luogo secondario tirato a lucido come una piazzetta di un hotel a Manhattan e un luogo storico conciato male.
    La logica, invece, del “pensiamo a com’ era prima”, in parte condivisibile, è piuttosto rischiosa e porta a giustificare gli errori della giunta.

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  13. Scherzi a parte bisogna considerare che le chiome degli alberi non possono toccarsi una volta cresciuti e viste ,e foto sono stati piantati anche troppo vicini l’uno con l’altro…

    E in effetti hanno quasi coperto tutto lo spazio disponibile con le alberature.
    Solo la parte calpestabile è in pietra chiara per assorbire meno calore solare.

    L’alternativa era mettere anche qui il calcestre come fanno in Francia, ma si usa in grandi piazzali per via della manutenzione credo.

    Prima di improvvisarsi sommelier dell’architettura paesaggista andate a vedere le foto del parco sempione appena piantati gli alberi… lo studio è ka preparazione fa sempre bene al dibattito

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  14. Grande miglioramento. Personalmente, nel centro storico, preferisco una piazza pavimentata (fatta anche bene come in questo caso) ad un piccolo prato che presto sarebbe spelacchiato.
    Il vero tema è che hanno tolto finalmente di mezzo un orribile distesa di lamiera

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    • Oltre al prato esistono arbustive e tappezzanti sa, inoltre la pietra non permette la permeabilita’ tanto decantata proprio da questa giunta

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  15. Ennesima piazza grigia e priva di personalità ma dai commenti positivi deduco che piace ad alcuni concittadini vedere spazi pubblici totalmente austeri mah. Il comune dei “verdi” e ne mettono sempre meno, il comune della cultura e nella nuove piazze non inseriscono mai un’installazione artistica o un nuovo monumento. Questa è la Milano di Sala e dei cittadini radicalchic, tante parole e poi solo grattacieli e lotta ai parcheggi ma nulla per rendere più culturale ed esteticamente più bella la città.

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      • Quando si spendono i soldi dei cittadini, non si deve passare da una bruttura a una bruttura minore, si deve rendere più bella la città, capisci? altrimenti si va avanti sempre con la solita solfa già vista in san Babila, largo augusto e in via Beltrami, aree che prima erano abbandonate e trafficate – sbagliato – ora sono deprimenti, sempre sbagliato è.

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  16. Quando il parco chiuderà la notte tutti i fattoni che frequentano la zona verranno qua.

    Movida is coming, poveri residenti.

    (E se vi lamentate, 15 minuti di bicicletta e siete nei campi)

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  17. Se quel che dice il lettore Anoniaihime è vero e certo non metto in discussione che il “sistema” funziona così, (non lo sapevo), sarebbe al di là dell’ immaginazione di qualunque (cosiddetto) complottista o, semplicemente sarebbe la conferma, ormai proverbiale, che ci vogliono sempre nuove teorie “complottiste”, perchè quelle che ci sono vengono confermate e superate dalla realtà dei fatti.

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