Milano, Sempione.
Ieri, 6 febbraio 2026, si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione dei XXV Giochi Olimpici Invernali, noti come Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio a Milano e Cortina d’Ampezzo.
Lo ammetto: sono sempre stato un po’ prevenuto sulla reale importanza di eventi di questo tipo che, puntualmente, finiscono però per catalizzare l’attenzione di tutto il pianeta. La consueta parata delle nazioni, con l’elenco interminabile dei concorrenti, resta la parte più noiosa e forse eccessivamente lunga della cerimonia, ma è un passaggio obbligato a cui nemmeno gli organizzatori possono sottrarsi. Detto questo, al netto di qualche momento meno riuscito, la cerimonia — ospitata nel mitico e mondialmente rinomato stadio Meazza di San Siro — ci è piaciuta davvero molto.


Ci siamo emozionati, ad esempio, nel vedere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arrivare all’evento a bordo di un vecchio tram a carrelli, il celebre “Ventotto”: una vettura amata da tutti i milanesi e ammirata dai “foresti”, per l’occasione “guidata” dal mitico Valentino Rossi (lo confesso, mi si sono un po’ inumiditi gli occhi). Profondamente toccante anche l’esecuzione dell’inno italiano, interpretato magistralmente da Laura Pausini. Marco Balich, ideatore e regista dell’evento, è riuscito con grande apparente semplicità a creare qualcosa di magico, degno di Milano e dell’Italia.
Il momento più emozionante in assoluto è stato però l’accensione del braciere olimpico, incastonato come un diamante sotto l’arco dell’Arco della Pace. Luci, musica, atmosfera: vedere Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, gli azzurri dello sci più medagliati di sempre, passare la fiamma al braciere è stato davvero speciale.
Tra gli elementi più suggestivi della cerimonia vanno certamente ricordati i due Bracieri Olimpici: per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici e Paralimpici, la Fiamma arde contemporaneamente in due luoghi diversi — a Milano, all’Arco della Pace, e a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Angelo Dibona. Ispirati all’eccellenza del design italiano e agli studi geometrici di Leonardo da Vinci, sono stati concepiti come “bracieri dinamici, in continuo movimento”, capaci, grazie alla musica, di offrire al pubblico un’esperienza fortemente emozionante.













Così, a sette anni dall’assegnazione dei Giochi (era il 24 giugno 2019), un po’ come avvenne per Expo, Milano — insieme a Cortina — è finalmente entrata nel vivo delle tanto sospirate Olimpiadi.
Come avevamo già sottolineato più volte, ci si aspettava che il Comune riuscisse a ottenere miglioramenti significativi sul fronte delle infrastrutture: ad esempio la nuova linea di tram promessa tra la stazione M4 Repetti e la M3 Rogoredo, che probabilmente vedremo, forse, solo nei prossimi anni. Molte piazze restano incompiute o irrisolte: dal centro (nemmeno via Orefici è stata completata), a Loreto — promessa per anni e ora sospesa — fino a corso Buenos Aires, ancora un cantiere. Senza contare piazza Duomo, con palazzi che cadono a pezzi, le promesse di depavimentazione mai realizzate, o l’eliminazione del parcheggio selvaggio sotto le alberature dei viali, obiettivo evidentemente troppo ambizioso. Tutti obiettivi che ci si aspettava che l’evento olimpico riuscisse a portare a compimento, ed invece…
Piccole e grandi cose, forse “stupidate”, che Milano meriterebbe di vedere finalmente affrontate con maggiore attenzione. Nel frattempo, però, godiamoci l’evento: le Olimpiadi sono iniziate e stanno già portando in città migliaia di visitatori.

- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Balich Wonder Studio, Andrea Cherchi
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Nel 2027 vanno cacciati, un branco si zecche fallite!
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