Roma.
Febbraio 2026. Ieri pomeriggio 18 Febbraio 2026, nella cornice istituzionale del Campidoglio, il Comune di Roma ha ufficialmente annunciato l’avvio dei lavori per il completamento della Linea C della metropolitana nel tratto che attraversa il cuore storico della città. Un evento che segna una pagina decisiva nella storia delle infrastrutture capitoline: cantieri pronti a partire, programmazione operativa e un cronoprogramma che punta a ridisegnare la mobilità urbana nel prossimo decennio.
Nuove fermate in città: Chiesa Nuova e Piazza Pia
Con la consegna delle aree di cantiere prevista proprio in questi giorni, i lavori della tratta T2 – quella che da Piazza Venezia si addentra verso il quadrante nord occidentale – sono ufficialmente partiti. Il progetto comprende quattro nuove stazioni: Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Clodio/Mazzini, collegate da circa 4 km di linea che arricchiranno il sistema metro capitolino.
Chiesa Nuova e Piazza Pia assumeranno anche un valore culturale: saranno concepite come stazioni-museo, dove il patrimonio archeologico scoperto negli scavi verrà valorizzato sotto forma di percorsi espositivi permanenti.



Cronoprogramma: le tappe principali
L’avvio dei cantieri per la tratta T2 è solo il primo passo di un percorso che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà procedere con continuità per evitare i ritardi storici che hanno segnato in passato l’opera.
Le principali tappe attese sono:
- 2026 (25 febbraio) – Inizio effettivo dei lavori della tratta T2 (Chiesa Nuova, Piazza Pia, Ottaviano, Mazzini).
- 2033 – Apertura prevista della stazione Venezia (primo nodo di connessione con altre linee), anche se questa data è indicativa e potrebbe variare in base all’evoluzione dei cantieri.
- 2036 – Conclusione dei lavori programmati di estensione totale della Metro C fino all’area di Farnesina, compresa l’attesa tratta verso Grottarossa.
Queste scadenze, se rispettate, segnerebbero una trasformazione significativa del trasporto pubblico romano, con benefici diretti su mobilità, traffico e accessibilità delle aree urbane più dense.









Metro C come infrastruttura culturale e urbana
La peculiarità della Metro C è da sempre la sua integrazione con la storia stratificata di Roma. Le stazioni già aperte – come Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia – non sono semplici fermate, ma esempi di “archeostazioni” dove l’attesa del treno diventa un’esperienza culturale immersiva.
Il progetto della nuova tratta T2 amplifica questa visione: Chiesa Nuova, ad esempio, sorgerà sotto uno dei nodi più sensibili e pregni di storia della Capitale, integrando spazi espositivi che collegano direttamente il passato archeologico con la funzione di mobilità quotidiana.
Continuità, sfide e dibattito pubblico
L’annuncio in Campidoglio non ha evitato le questioni complesse che accompagnano l’opera da anni: costi complessivi dell’infrastruttura, tempi di realizzazione e la gestione dei cantieri in contesti urbani delicati. In alcune zone, come quella della stazione Chiesa Nuova, sono emerse voci critiche da parte di associazioni locali, che mettono in discussione la collocazione della fermata e avanzano proposte alternative per il trasporto pubblico su ferro.
Resta però il fatto che la Metro C, con tutte le sue articolazioni e le complessità tecnologiche e archeologiche, rappresenta l’investimento infrastrutturale più importante per la Capitale negli ultimi decenni.
Una nuova metro per una città in trasformazione
Se si riuscirà davvero a portare a termine la costruzione delle tratte T2 e, successivamente, T1 (che collegherà fino alla Farnesina), Roma disporrà di una linea metropolitana che non solo risponde alle esigenze di mobilità quotidiana, ma si qualifica anche come opera culturale capace di raccontare la città.
La sfida adesso è rendere operativo e credibile il cronoprogramma, evitare interruzioni tra una fase e l’altra dei lavori e mantenere alta l’attenzione sui profili qualitativi degli spazi, che dovranno dialogare con la storia urbana senza tradirla.
Metro C non è solo un tunnel sotto la città: è un ponte tra il passato, il presente e il futuro di Roma.
