Milano | Centro Storico – La Galleria de Cristoforis, la perduta “Contrada di Veder” e la libreria Hoepli

Milano Centro Storico.

In questi giorni si aggiunge un altro colpo al cuore. Al cuore romantico di una città che, pezzo dopo pezzo, vede dissolversi frammenti importanti della propria storia e della propria identità. Un velo di tristezza cala forse troppo in fretta su luoghi e simboli che hanno accompagnato per decenni la vita di Milano, e che oggi svaniscono rapidi come un foglio di carta che si consuma tra le fiamme.

Sarò anche romantico, forse un po’ legato al passato — ma non così tanto da non vedere il presente. Eppure è frustrante assistere, negli ultimi anni, alla scomparsa sempre più veloce di quelle certezze che sembravano immutabili. La tecnologia, preziosa e indispensabile, ha trasformato le nostre abitudini: prima sono sparite le cabine telefoniche, ora abbandonate; poi le edicole, una dopo l’altra, lasciando vuoti negli angoli delle strade. Sono arrivati i cinema a spegnersi, i negozi storici a chiudere, i grandi magazzini a faticare. Firme prestigiose si allontanano in silenzio, destinate a vivere solo nei ricordi e nelle fotografie sbiadite.

Ora scricchiolano anche le librerie. Perché si legge meno, perché il mercato è cambiato, perché i grandi rivenditori digitali hanno rivoluzionato tutto. Ed è di questi giorni la notizia che riguarda la storica Casa Editrice e Libreria Hoepli di Milano, fondata alla fine dell’Ottocento, punto di riferimento culturale per generazioni. L’azienda impiega 89 lavoratori, molti con lunga esperienza e competenze specializzate. Negli ultimi mesi, però, si è diffusa l’ipotesi di una liquidazione volontaria, senza comunicazioni chiare ai dipendenti.

Dopo una riunione del consiglio di amministrazione e un incontro sindacale, non è stato raggiunto alcun accordo sulla cassa integrazione proposta dalla proprietà. I sindacati hanno proclamato lo stato di mobilitazione permanente, esprimendo forte preoccupazione per il futuro dell’azienda e per i posti di lavoro.

La proprietà attribuisce le difficoltà a una crisi strutturale del mercato editoriale e alla concorrenza dei grandi operatori digitali. Tuttavia, i dati di bilancio — con perdite intorno al milione di euro e un patrimonio netto superiore agli 11 milioni — non sembrerebbero giustificare da soli una liquidazione. Sullo sfondo emergono anche tensioni interne alla famiglia proprietaria, che in passato avevano già fatto naufragare trattative di vendita con importanti gruppi editoriali. Intanto si parla di possibili negoziati per la cessione del catalogo scolastico, il settore più redditizio.

La vicenda ha suscitato preoccupazione in città: è stata avviata una petizione per salvare Hoepli e chiederne il riconoscimento come “bottega storica”, a tutela di uno dei simboli culturali di Milano.

Questa notizia mi ha riportato alla mente un articolo che scrivemmo nel 2013, dedicato a una meraviglia architettonica cancellata per sempre e legata proprio alla storia della libreria: la “Contrada di Veder”, la strada dei vetri, ovvero la Galleria de Cristoforis.

La Libreria Internazionale Hoepli fu fondata nel 1870 proprio all’interno della Galleria de Cristoforis, in San Babila, dallo svizzero Ulrico Hoepli, che aveva rilevato la piccola libreria di Theodor Laengner. In breve tempo divenne un punto di riferimento nel settore scientifico e tecnico, ritrovo della borghesia illuminata milanese, ampliando l’attività anche all’editoria, soprattutto con manuali tecnici.

La Galleria de Cristoforis fu inaugurata il 29 settembre 1832: era la prima galleria di Milano, la prima nel territorio italiano e persino la prima dell’Impero asburgico di cui la città faceva parte. Nata sull’esempio dei “passage” parigini e delle “arcade” londinesi, collegava la Corsia dei Servi (oggi corso Vittorio Emanuele II) con la Contrada del Monte (oggi Monte Napoleone), attraverso un elegante passaggio coperto, illuminato da un lungo lucernario.

L’architettura era molto semplice e dal gusto neoclassico. Il lungo corridoio aveva una serie di aperture per le vetrine ad arco a tutto sesto sormontato da una finestra. Lesene con capitelli corinzi decoravano e separavano le aperture. Un cornicione era poi sormontato dal lungo lucernario a vetri. In fondo al primo tratto di galleria si giungeva ad un piccolo ottagono dove si diramavano gli altri due bracci, a destra il ramo lungo un trentina di metri, che sbucava nella Contrada del Monte (via Monte Napoleone) che oggi non esiste più. Nell’ottagono si trovava uno dei café più rinomati e chic di Milano, il Caffè Gnocchi, celeberrimo ritrovo della Scapigliatura, movimento artistico e letterario sviluppatosi nell’Italia settentrionale a partire dagli anni sessanta dell’Ottocento. Sempre dall’ottagono partiva sulla sinistra (per chi giungesse da Corso Vittorio Emanuele) un piccolo corridoio che conduceva al terzo ingresso che, attraverso un vicolo, conduceva in via San Pietro all’Orto passando dietro l’abside di San Carlo.

Verso la fine dell’Ottocento lungo la galleria aprì il Teatro Meccanico — una sorta di antenato del cinema — e poi nel 1908 la Sala Volta, uno dei primi cinematografi di Milano. Vetrine, caffè, librerie, profumerie, giocattoli: era un piccolo mondo elegante e innovativo, un luogo di passeggio e di meraviglia.

Con il Piano Regolatore Generale del 1931 e la “nuova” Milano che avanzava, si decise la demolizione di tutto l’isolato della Galleria de Cristoforis esclusa la chiesa di San Carlo al corso. In realtà il centenario passaggio coperto non fu demolito subito: infatti nel 1932 viene troncato il braccio di via Monte Napoleone e solo nel novembre del 1935, dopo l’acquisto da parte della Società Assicurazioni Torino, la galleria verrà completamente distrutta e ricordata solo con la dedica di una delle nuove gallerie moderne che ancora oggi costellano corso Vittorio Emanuele. Al suo posto verrà edificato il Palazzo e la Galleria del Toro.

Nel 1958, alla Fiera Campionaria di Milano, ne fu realizzata una ricostruzione scenografica — non fedele, ma evocativa — e alcuni elementi vennero successivamente montati in una stanza sotterranea della storica libreria, ancora oggi esistenti, seppur poco visibili.

Della Galleria de Cristoforis rimangono dunque immagini in bianco e nero. Noi abbiamo provato a restituirle un po’ di vita con l’aiuto della tecnologia — che, almeno in questo, può essere alleata — colorando e rendendo più “vicine” alcune fotografie d’epoca.

Perché se il presente corre veloce, la memoria merita di restare. Ormai la Galleria De Cristoforis è andata persa, vediamo di non perdere quel che rimane.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Milano Sparita, Hoepli
  • Le foto d’epoca sono immagini diffuse in rete e pertanto non di nostro possesso. Non si conosce autore e proprietario, a meno che non sia riportato sulla foto con watermark, che in quel caso noi segnaliamo. 
  • Alcune foto sono state ricolorate con l’AI e altre sono state utilizzate per l’effetto “ricostruzione”
  • Galleria de Cristoforis, Corso Vittorio Emanuele, San Babila, Centro Storico, Passage, Via Monte Napoleone, Corso Matteotti,
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

2 commenti su “Milano | Centro Storico – La Galleria de Cristoforis, la perduta “Contrada di Veder” e la libreria Hoepli”

  1. Il gap tra Milano ed altre città europee non è nel patrimonio culturale ed artistico presente in città, ancora ricco; Ma in questi piccoli gioielli perduti scioccamente, cascine, gallerie vetrate, architetture liberty, canali e quartieri che oggi avrebbero regalato alla città una anima più autentica e riconoscibile.
    Salviamo ciò che ancora possiamo, invece di continuare la distruzione di tasselli di storia.

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  2. Ricostruiamo in stile come vienna. Ci sono state e ci sono molte ricostruzioni che imbarazzano il centro storico. I palazzi moderni si ma fuori della circolare esterne della 90 e negli scali ferroviari con altezze piú azzaardate.

    Ma il centro storico si trovrebbe protégées cin leggo che impongono i costruitori a riqualificare in stile Classico.

    Ecco la città che ci meritiamo.

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