Milano, Crescenzago.
Novembre 2025. Completato anche il cantiere per la costruzione del “nuovo” Borgo di San Mamete a Crescenzago, dove ha preso forma un complesso edilizio residenziale.










Ricordiamo che il Borgo di San Mamete è un’antica frazione dell’ex comune di Crescenzago, assorbita dalla grande Milano esattamente cent’anni fa e solo in parte compromessa dalla modernità. Il borgo, pur trovandosi a ridosso del canale della Martesana, lo ha da sempre escluso, rendendone quasi impossibile la percezione. Qui trovate un po’ di storia.



Siamo in via San Mamete 69, 71, 73 e 75, proprio di fronte al seicentesco oratorio, dove — dopo un lungo abbandono — i ruderi dei vecchi edifici hanno lasciato (purtroppo) il posto al nuovo palazzo. Si tratta di un edificio su tre livelli disposto a U attorno a una piazza privata e a un’area pedonale che si apre davanti alla vecchia chiesetta di San Mamete. Il giardino deve ancora prendere forma e appare un po’ spoglio, soprattutto sul fronte in cui la via compie una curva.











L’architettura potrebbe risultare interessante, anche se avremmo preferito che almeno la parte della cascina affacciata a sud, verso la chiesetta, fosse stata preservata, così da mantenere un dialogo con il vecchio contesto ormai ridotto a poche case.
Il nuovo edificio sulla via principale presenta una facciata movimentata da volumi di forma e altezza differenti. Il corpo più basso, caratterizzato da una doppia falda, è intonacato — solo verso la strada — in un bel colore mattone, mentre la facciata rivolta al giardino è tinteggiata di bianco. Le forme sono interessanti e l’architettura non è certo banale; unica pecca, secondo noi, è l’eccessivo uso delle balaustre in vetro, che allontanano ulteriormente il nuovo edificio dal contesto antico e rurale che lo circondava.













Milano – Crescenzago San Mamete – Via San Mamete 69 > BORGO SAN MAMETE (nella mappa Urbanfile codice: CRE2) (residenziale) (nuova costruzione) (PT + 2/3 piani) (pianta a U)
- inizio cantiere: 2019-2022
- conclusione cantiere: 11-2025
- Committente: Immobiliare San Mamete 76 srl
- progettista: (arch. Davide Camera @ Area49)
- DL/CSP/CSE: (geom. Domenico Butti – Milano, MI)
- progettista/DL Strutture: (ing. Marzo Zanella – Sarnico, BG)
- progettista/DL impianti meccanici: (ing. Andrea Colombo – Robbiate, LC)
- progettista impianti elettrici: (Studio Tecnico Bolognesi Project – Cornaredo, MI)
- impresa esecutrice: (Impresa Gotti srl)
Di seguito alcune foto del cascinale prima della demolizione






- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Crescenzago, Via San Mamete, San Mamete, Via Adriano, Martesana,
Abbastanza terribile.
Bene, Milano, conserva la tua storia abbattendo cascine e costruendo al loro posto orrendi casermoni.
Che scempio stan facendo. Come si fa a non capire la bellezza autentica di quelle architetture?
Una sola domanda: perché?
Conservare costa più che demolire e ricostruire!
Il contesto avrebbe richiesto e meritato maggiore attenzione. Il risultato comunque è pessimo!
paolozambusi2000@gmail.com
La devastazione senza gusto continua
La prima foto storica è di Virgilio Carnisio ma non c’è scritto, la seconda foto storica mi piacerebbe sapere dove l’hai scovata
Orribile, l’eleganza e lo stile di un tempo ce lo sogniamo
Davvero nessun rispetto neanche per quel poco che rimane di bello da preservare , a milano, come fossero piccoli gioielli rimasti del nostro passato
Una bella colata di cemento , e ciao
Mi sono preso la briga di andare a vedere. Tralasciando la trita faccenda degli indici volumetrici. Tralasciando il Genius Loci, triturato. Rimanendo sul piano della Composizione Architettonica, del Disegno delle facciate, dell’ accostamenti dei volumi. La sensazione prevalente è di sconcerto. Sembra di essere in presenza di pezzi di più progetti, accostati con assoluta casualità, o di più progettisti, ognuno una facciata. A coprire il tutto un volume rosso, cieco, a doppia falda, appoggiato con indifferenza a ciò che sta sotto.
La recinzione è ancora differente….se possibile sminuisce il tutto. Il giardino è ingombro di cinque vasche/ fioriere, fuori scala, con uno striminzito rametto solitario.
Belle le palme, almeno…
Orrendo e del tutto fuori contesto! La peggiore speculazione edilizia che cancella la storia degli antichi borghi di Milano. È ora di dire basta a tutti questi scempi! Fermare il palazzinaro Sala è la prima cosa da fare.
Il borgo come era una volta non viene minimamente richiamato, è una vergogna come molte vergogne che gli uffici per l’edilizia di Milano stanno facendo fare negli ultimi anni.
Nello specifico non si capisce come mai è stata fatta una recinzione su un’area che da progetto originario doveva restare aperta ad uso pubblico, ma qui penso sia un tema da procura.
Se a fianco ci mettiamo la nuova strada in costruzione tra via Adriano e Cascina Gobba facciamo tombola!
Nelle altre città le strade le dismettono, questo dimostra nuovamente come Milano sia in deciso ritardo ed in controtendenza con i principi di qualità della vita applicati altrove.
Per non parlare della’area cantiere in via Adriano 1 che ha fagocitato il marciapiede svariati anni fa ed ancora non restituito ai cittadini a quasi 2 anni dal termine della costruzione del nuovo immobile. Ma i dirigenti del comune non si vergognano? Dove sono? Perché non alzano le chi…e dalla cadrega a vanno sul territorio a constatare di persona?