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Milano | Crescenzago – La rinascita del Borgo di San Mamete

Il Borgo di San Mamete è un insieme di case con tanto di chiesetta antica che era una delle frazioni del comune di Crescenzago, ormai assorbito dalla grande Milano già da cent’anni.

Siamo in via San Mamete, via che conduceva inizialmente solo al piccolo borgo formato da diverse cascine e un oratorio, e che negli anni Ottanta del Novecento venne deviata per servire il nuovo Quartiere Adriano, unendosi a via Trasimeno. Qui vi era anche un antico lazzaretto e non lontano scorre il canale della Martesana. Qui trovate un po’ di storia.

Dopo un lungo abbandono, i ruderi e la demolizione, finalmente nell’area antistante il seicentesco oratorio, sembra avviarsi la ripresa con un complesso residenziale interessante. Un edificio su tre livelli disposto a U attorno ad una piazza pubblica e ad un’area pedonale antistante la vecchia chiesetta di San Mamete.

Referenze immagini: Roberto Arsuffi

Crescenzago, Via San Mamete, San Mamete, Via Adriano, Martesana,




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Con l’affermarsi dei Social Network, che richiedono sempre una maggiore velocità di aggiornamento, Urbanfile è stato affiancato da un blog che giornalmente segue la vita di Milano e di altre città italiane raccontandone pregi, difetti e aggiungendo di tanto in tanto alcuni spunti di proposta e riflessione.


4 thoughts on “Milano | Crescenzago – La rinascita del Borgo di San Mamete

  1. elisabetta

    Bene, dopo aver lasciato miseramente crollare una cascina storica e bellissima, che fino a pochi anni fa sarebbe stata recuperabile splendidamente come hanno fatto in zona Greco, ora si parla di rigenerazione di un borgo con questa oscenità architettonica. Evidentemente, sebbene vincolati pesaggisticamente e oltre solo a distanza di pochi metri, qui si è potuto fare di tutto aumentando le volumetrie.
    Auguri agli aspiranti “nolini”.

  2. Anonimo

    Condivido il pensiero di Elisabetta. Stando al rendering, il nuovo complesso residenziale è spoporzionato (troppo grosso e impattante) rispetto al contesto in cui sorgerà. Perchè non è stato ridimensionato dalle autorità competenti (Comune e Sovrintendenza)? Peccato…

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