Milano | Centro Storico – Il Toro in Galleria dopo il restauro “è diventato un bue”

Milano, Centro Storico.

Maggio 2026. Nei giorni scorsi il celebre Toro rampante in mosaico della Galleria Vittorio Emanuele II è stato oggetto di un nuovo intervento di restauro. Come noto, a causa delle incessanti giravolte sul tallone compiute dai turisti in cerca di fortuna — secondo una tradizione ormai consolidata — le tessere che compongono i suoi attributi finiscono per consumarsi, creando nel tempo un vero e proprio piccolo cratere.

«Migliaia di persone al giorno, nel corso degli ultimi anni, hanno compiuto il famoso gesto della giravolta sul tallone. Il punto portafortuna della Galleria si è progressivamente consumato – hanno dichiarato gli assessori Emmanuel Conte (Demanio) e Marco Granelli (Opere Pubbliche) –. L’ultimo restauro risaliva al 2017. Era quindi arrivato il momento di restituire al mosaico il suo aspetto originario grazie a un intervento artigianale. La Galleria è un patrimonio vivo, che si consuma proprio perché amato e vissuto: ce ne prendiamo cura affinché continui a esserlo».

L’animale è raffigurato su fondo azzurro all’interno dello stemma di Torino, che all’epoca della costruzione della Galleria era la capitale del Regno d’Italia. Fu proprio re Vittorio Emanuele II a posare la prima pietra dell’opera della Galleria a lui dedicata, nel 1865.

Durante i pochi giorni di cantiere, come aveva documentato il fotografo milanese Andrea Cherchi, molti visitatori avevano trovato una curiosa alternativa all’impossibilità di compiere la tradizionale giravolta sul toro torinese: una piroetta sulle mammelle della lupa romana raffigurata in un altro dei mosaici della Galleria. Bizzarrie dei tempi moderni.

Peccato però che, una volta rimosso il piccolo cantiere e conclusi i lavori, l’intervento abbia suscitato numerose perplessità. Lo stesso assessore Marco Granelli aveva annunciato con soddisfazione sui social (probabilmente non notando il “misfatto”): «Come previsto il mosaico del toro è tornato in Galleria Vittorio Emanuele, completamente restaurato. Complimenti al nostro artigiano per il lavoro di restauro del mosaico».

Eppure, osservando il risultato finale, molti cittadini e frequentatori della Galleria hanno espresso dubbi e critiche. Il restauro, infatti, sembra non aver restituito al toro i suoi celebri attributi nella forma e nei colori originari. Le nuove tessere appaiono più chiare, meno evidenti e decisamente ridimensionate rispetto al disegno storico, tanto che il fiero animale sembra aver perso parte della sua imponenza, assumendo quasi l’aspetto di un placido bue.

Inoltre, le tessere rossastre che caratterizzavano chiaramente i testicoli del toro non sembrano essere state riproposte fedelmente, mentre alcuni elementi cromatici paiono essere stati ricollocati in posizioni differenti rispetto alla composizione originale. Anche il contorno azzurro che circonda la figura appare diverso per tonalità e disegno.

Naturalmente si tratta di dettagli che possono sembrare marginali, ma quando si interviene su uno dei mosaici più fotografati e iconici di Milano, oltre che su un simbolo conosciuto in tutto il mondo, ci si aspetterebbe un restauro il più possibile fedele all’originale. In questo caso, purtroppo, il risultato finale lascia più di qualche dubbio.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano, Andrea Cherchi
  • Centro, Galleria, Galleria Vittorio Emenuale II, Mosaico, Restauro, toro, Zona Duomo, Zona Scala
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Centro Storico – Il Toro in Galleria dopo il restauro “è diventato un bue””

  1. Che porcata!
    Qualsiasi restauratore degno di questa qualifica avrebbe prelevato dei campioni di tessere per cercarle identiche per colore e dimensione per seguire il disegno originale.

    Se non si trova il materiale idoneo si rinvia l’intervento!!

    Non basta dire ho preso quello che c’era sul mercato quello che era disponibile nel raggio di due tre km.

    La Soprintendenza lo ha avallato?

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  2. Se l’immagine a destra è quella originale, sembra che fin dall’origine la posizione dei testicoli non fosse in posizione scrotale, ma erroneamente ventrale. Cioè un toro a cui erano “girati” i coglioni.
    Se dopo il restauro il risultato è quello di sinistra, i testicoli con ci sono più: un toro “scoglionato”.Perfettamente in linea con l’attuale caratteristica del popolo italiano.
    Complimenti.

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  3. Non ci siamo proprio, almeno coi colori …mi rendo conto che è difficile trovare tesserine uguali..ma un bravo mosaicista ce la puo fare.

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  4. I restauri dovrebbero essere fatti da persone/artisti di provata esperienza non da improvvisati esecutori che nulla hanno a che fare con l’arte.

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  5. È soltanto una distrazione di chi a rimontato il restauro,sono montati nella parte superiori anzi che inferiori,sono più marrone.
    Basta ripore al posto giusto e tutto torna come prima buon lavoro.

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