Milano | Porta Volta – Il Comune avvia il percorso per il primo Paifang all’ingresso di via Paolo Sarpi

La Chinatown di Milano potrebbe presto avere il suo primo Paifang, il tradizionale portale monumentale che caratterizza gli ingressi dei quartieri cinesi in molte città del mondo. La Giunta comunale ha infatti approvato le linee di indirizzo per avviare una procedura pubblica finalizzata alla progettazione, al finanziamento e alla realizzazione dell’opera, prevista all’imbocco di via Paolo Sarpi, lato piazzale Baiamonti.

Non si tratta ancora del progetto definitivo, ma del primo passo concreto verso un’infrastruttura simbolica di cui si discute da anni.

Immagine ricreata con AI – non si tratta di progetto definitivo

Un ingresso monumentale per la Chinatown milanese

Secondo quanto deliberato dal Comune, il futuro Paifang dovrebbe essere collocato all’inizio di via Paolo Sarpi, sul lato di piazzale Baiamonti, segnando l’accesso al cuore della Chinatown milanese.

La posizione non è casuale: è il principale punto di ingresso al quartiere e rappresenta la naturale soglia urbana verso una delle aree più identitarie della città. La collocazione esatta e le caratteristiche dell’opera saranno definite attraverso il bando pubblico che verrà pubblicato nelle prossime settimane.

L’avviso sarà aperto a soggetti pubblici e privati che potranno presentare proposte complete di progetto e di piano finanziario. L’Amministrazione ha precisato che la partecipazione non comporterà alcun diritto alla realizzazione dell’intervento, che sarà comunque subordinato alle successive valutazioni di interesse pubblico e di fattibilità tecnico-amministrativa.

Un quartiere profondamente trasformato

L’idea del Paifang arriva in un quartiere che negli ultimi vent’anni ha vissuto una delle trasformazioni urbane più significative di Milano.

Da area caratterizzata prevalentemente dal commercio all’ingrosso, via Paolo Sarpi è diventata uno dei principali assi pedonali cittadini grazie al progetto di riqualificazione completato tra il 2010 e il 2011, che ha restituito spazio ai pedoni, migliorato l’arredo urbano e contribuito a cambiare radicalmente la percezione del quartiere.

Oggi Chinatown è una delle destinazioni più frequentate della città, capace di attrarre residenti, visitatori e turisti grazie alla presenza di negozi, ristoranti, attività culturali e iniziative che hanno contribuito a consolidarne l’identità.

Un simbolo presente nelle Chinatown di tutto il mondo

Il Paifang è uno degli elementi più riconoscibili dell’architettura tradizionale cinese. Storicamente identifica l’ingresso di un luogo significativo e rappresenta un simbolo di appartenenza e riconoscibilità della comunità.

Portali monumentali simili sono presenti nelle Chinatown di numerose città del mondo, tra cui San Francisco, Londra, Vancouver, Sydney e Yokohama, dove sono diventati autentici punti di riferimento urbani e attrazioni turistiche.

Milano, pur ospitando una delle comunità cinesi più importanti d’Italia e la seconda comunità straniera per numero di residenti, non ha mai realizzato un elemento analogo.

Una richiesta che affonda le radici nel tempo

La possibilità di realizzare un portale monumentale all’ingresso di Chinatown è oggetto di discussione da molti anni.

L’approvazione delle linee di indirizzo rappresenta oggi il primo vero passaggio amministrativo verso la possibile realizzazione dell’opera.

Come sottolineato dall’assessora ai Quartieri Gaia Romani, l’obiettivo è valorizzare il contributo che la comunità cinese ha dato allo sviluppo economico, commerciale, culturale e sociale della città, rafforzando al tempo stesso la vocazione multiculturale di Milano.

Anche il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu ha ricordato come negli ultimi anni si sia consolidato il dialogo istituzionale con la comunità cinese, richiamando anche il gemellaggio tra il Municipio 1 e il distretto Jing’An di Shanghai.

Dove sorgerà il Paifang?

Sebbene il progetto debba ancora essere sviluppato, il Comune ha già individuato l’area in cui dovrebbe sorgere il futuro portale monumentale: l’ingresso di via Paolo Sarpi dal lato di piazzale Baiamonti, ovvero il principale accesso alla Chinatown milanese.

La posizione esatta sarà definita dal progetto che verrà selezionato attraverso il bando pubblico, ma l’intervento interesserà verosimilmente lo spazio in corrispondenza dell’inizio dell’asse pedonale di via Paolo Sarpi.

La scelta non è casuale. Oltre a rappresentare l’accesso più riconoscibile al quartiere, il punto individuato costituisce una vera e propria soglia urbana tra Porta Volta, il Monumentale e Chinatown.

Sarà però interessante capire come il progetto vincitore riuscirà a confrontarsi con il contesto architettonico circostante. L’imbocco di via Paolo Sarpi è infatti caratterizzato dagli edifici storici di fine Ottocento, dalla vicinanza con Porta Volta e con il Cimitero Monumentale, oltre che dalla prospettiva verso il nuovo skyline di Porta Nuova.

La sfida sarà quella di progettare un’opera capace di rappresentare la cultura cinese senza risultare estranea al tessuto urbano milanese, trovando un equilibrio tra valore simbolico, qualità architettonica e integrazione con lo spazio pubblico.

Come saranno scelti i progetti

Le proposte saranno valutate da un gruppo di lavoro interno al Comune sulla base di diversi criteri:

  • qualità architettonica e artistica;
  • inserimento nel contesto urbano;
  • sostenibilità tecnico-economica;
  • fattibilità realizzativa;
  • durabilità dell’intervento;
  • piano di manutenzione;
  • coinvolgimento del territorio;
  • capacità di generare valore pubblico, culturale, turistico e sociale.

L’avviso non garantirà automaticamente la costruzione del portale: anche il progetto ritenuto migliore dovrà successivamente superare tutte le verifiche previste dall’Amministrazione.

Un nuovo landmark per Milano?

Se il percorso amministrativo arriverà a compimento, il Paifang potrebbe diventare un nuovo landmark urbano, capace di rafforzare ulteriormente l’identità della Chinatown milanese e di segnare simbolicamente l’ingresso in uno dei quartieri più vivaci e internazionali della città.

Molto dipenderà dalla qualità del progetto che verrà selezionato. La sfida non sarà soltanto realizzare un elemento decorativo, ma creare un’opera architettonica contemporanea capace di dialogare con il contesto storico di Milano e con una comunità che da oltre un secolo contribuisce allo sviluppo economico, culturale e sociale della città.

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12 commenti su “Milano | Porta Volta – Il Comune avvia il percorso per il primo Paifang all’ingresso di via Paolo Sarpi”

  1. Da residente del quartiere: assolutamente no.

    I cinesi imprendono e lavorano in Sarpi ma non ci vivono, o almeno pochissimi di loro. Il quartiere è italiano, che vi piaccia o no.

    Tipica scelta markettara come tutto quello che è sorto a Milano in epoca peppe Sala

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    • Maorizio se ti brucia perché i cinesi hanno reso famoso quel quartiere forse sarebbe il caso di farti la seguente domanda: perché noi italiani – che siamo i veri abitanti del quartiere – non contiamo nulla e ci siamo fatti conquistare dal marketing cinese?

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    • Perché pensi che la Chinatown di Londra sia abitata da cinesi?!? O Little Italy sia abitata da italiani?! Non è una questione di chi ci vive, ma qual’è l’identità del quartiere. Visto il numero di commercianti cinesi che da decenni popolano la via, ed il tipo di commercio che crea l’identità della via, non ci vedo niente di male. Poi non penso che un Paifang a te che vivi in zona cambi la vita, visto che il business principale resterà cinese… a meno che non hai idee abbastanza esclusionarie…

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  2. Che delusione
    La nostra città deve rimanere tale
    Sono loro che devono adattarsi
    Dovrebbero tornare i tram a circolare non le costruzioni circensi in ingresso Via
    Non abbiamo più il controllo della città
    Che peccato

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  3. Non mi piace questa iniziativa. È sbagliato dire che una parte di una città è di proprietà permanente di un’etnia: questo è il messaggio del paifang ed è sbagliato. È un qualcosa che puzza dei vecchi quartieri coloniali dell’ottocento

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  4. Ho provato ad acquistare un prodotto giapponese importato da una di queste “ditte” che risultava con sede a Milano, che aveva sede legale in un’ isola mediterranea e il centro assistenza a vattelapesca ancora. Dopo varie proteste e mediante nota associazione di consumatori sono riuscito ad avere il rimborso di quanto speso, ma ce ne è voluto.
    Direi che in generale non ci serve pure sul nostro territorio la loro simbologia di affermazione…di che cosa poi? Di chi approva il totalitarismo e ci mantiene stretti rapporti ?

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  5. … sarebbe interessante fosse meno tradizionale e molto moderno … per esempio, per rimandare all’ago e al filo davanti alla stazione di Cadorna, personalmente proporrei, uno all’inizio e uno al termine della via Paolo Sarpi, i due giganteschi caratteri cinesi rossi 中 e 国 (zhōng-guó) ovvero Paese di Mezzo ovvero Cina … differente dagli altri e di design

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