Milano | Centro Storico – Al Poldi Pezzoli riemerge il Salone Dorato: nascosto per cinquant’anni

Milano, Centro Storico.

Settembre 2023. A Milano c’è una sala che, dopo oltre mezzo secolo, ha ritrovato le sue proporzioni e soprattutto uno dei suoi elementi architettonici più preziosi. Lo scorso 15 settembre 2026 ha riaperto al pubblico il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli, al termine di un importante intervento di restauro e recupero che ha permesso di riportare alla luce parte dell’assetto ottocentesco dell’ambiente.

Il Salone Dorato era uno degli spazi più sontuosi della dimora di Gian Giacomo Poldi Pezzoli, concepito nella seconda metà dell’Ottocento come un insieme unitario nel quale architettura, decorazione e opere d’arte contribuivano a creare uno degli ambienti più rappresentativi della casa.

La sala era caratterizzata da un ricco soffitto a cassettoni dorato, pareti rivestite in damasco di seta gialla e, soprattutto, da una monumentale serliana in marmo e bronzo rivolta verso il giardino.

Come molti altri edifici del centro di Milano, anche Palazzo Poldi Pezzoli venne gravemente colpito dai bombardamenti dell’agosto 1943, che distrussero gran parte dell’apparato decorativo del Salone Dorato. Nel dopoguerra il museo venne ricostruito e riallestito e, nel 1951, sotto la direzione di Fernanda Wittgens, nel nuovo soffitto della sala furono inserite alcune tavolette quattrocentesche provenienti da Palazzo Vimercati a Crema.

Una nuova trasformazione arrivò nel 1974, quando venne realizzato un controsoffitto in cartongesso, con una sorta di volta ribassata pensata per rendere l’ambiente più raccolto. Una scelta che modificò però profondamente le proporzioni originarie della sala e, soprattutto, nascose alla vista la parte superiore della monumentale serliana ottocentesca.

(di seguito alcune immagini del salone precedenti alla II Guerra Mondiale e subito dopo i bombardamenti )

La scoperta sopra il controsoffitto

Nel 2025, durante una videoispezione effettuata nello spazio compreso tra il controsoffitto e la copertura della sala, è arrivata la sorpresa: la parte superiore della serliana, che si poteva immaginare perduta o pesantemente compromessa, era ancora al suo posto. (La serliana è un elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due aperture sormontate da un architrave)

Nascosti da oltre cinquant’anni si conservavano infatti l’arco, i marmi policromi e buona parte delle decorazioni metalliche originali.

Da questa scoperta è nato il progetto di recupero, redatto dall’architetto Piero Guicciardini, approvato dalla Soprintendenza e realizzato anche grazie al sostegno del World Monuments Fund.

Il controsoffitto realizzato negli anni Settanta è stato quindi rimosso, consentendo al Salone di recuperare l’altezza e le proporzioni originarie e, soprattutto, di mostrare nuovamente nella sua interezza la grande serliana.

L’elemento architettonico, realizzato prevalentemente in marmo di Candoglia e bardiglio, è arricchito da rosette e decorazioni metalliche in lega Christofle, materiale proveniente dalla Francia e ulteriormente dorato per volontà dello stesso Gian Giacomo Poldi Pezzoli.

La lunga permanenza al di sopra del controsoffitto aveva comunque lasciato alcuni segni, tra efflorescenze saline e distacchi nelle formelle marmoree, rendendo necessario un delicato intervento conservativo.

(Di seguito le immagini che mostrano il salone prima dell’ultimo restauro)

Non solo la serliana

Il restauro ha interessato anche altri elementi del Salone Dorato. Tra questi una grande specchiera barocca veneziana, in legno intagliato e dorato e decorata con applicazioni in vetro di Murano verde e viola, restaurata da Emiliana Bianchi di Open Care.

Sono state inoltre recuperate e ricollocate le tavolette quattrocentesche del soffitto e sono tornati nella sala i due grandi arazzi con le Storie di Amadigi di Gaula di François Spiering, che dopo la trasformazione degli anni Settanta non potevano più essere esposti nell’ambiente.

Naturalmente quello che vediamo oggi non è una ricostruzione integrale del Salone Dorato ottocentesco: il magnifico soffitto dorato e parte dell’apparato decorativo originario andarono definitivamente perduti con le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale.

L’intervento ha però restituito alla sala il suo respiro originario, recuperando quanto era sopravvissuto e facendo dialogare nuovamente le testimonianze ottocentesche con il riallestimento realizzato nel dopoguerra.

Una coincidenza lunga 150 anni

A rendere ancora più suggestiva la vicenda c’è infine una curiosa coincidenza.

Nel contratto stipulato il 23 marzo 1876 per la realizzazione della grande serliana era indicato come termine ultimo per il completamento e la posa dell’opera proprio il 15 settembre 1876.

Esattamente 150 anni dopo, il 15 settembre 2026, il Salone Dorato restaurato è tornato accessibile al pubblico.

Una coincidenza, a quanto riferisce il Museo, del tutto involontaria, ma che sembra quasi chiudere un cerchio: dopo le distruzioni della guerra, le trasformazioni del dopoguerra e cinquant’anni trascorsi in parte nascosta dietro un controsoffitto, una delle sale più importanti del Museo Poldi Pezzoli ha finalmente ritrovato parte del suo antico splendore.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; GoogleMap, Touring Club Italiano, ARCHIVIO PUBLIFOTO INTESA SANPAOLO, Milano Sparita, Pietro Menzione Giordano, Alessandro Fortuna
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  • Museo, Cultura, Centro Storico, Via Manzoni, Restauro, Museo Poldi Pezzoli,
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