Milano | Urbanistica – Un vademecum “verde e blu” per l’ultimo anno della Giunta Sala

Milano, Urbanistica.

Luglio 2026. A meno di un anno dalla conclusione della consiliatura, la Giunta Sala torna a parlare della riapertura dei Navigli. Il tema compare nella bozza del nuovo Piano del Verde, un documento di circa settanta pagine che individua le strategie per incrementare e tutelare il patrimonio verde cittadino.

Tra le diciassette azioni previste ricompare infatti uno dei progetti più simbolici e dibattuti degli ultimi decenni: la riapertura del collegamento tra la Martesana di Cassina de’ Pomm, e la Darsena, integrando acqua, verde e mobilità ciclabile. Un progetto che lo stesso sindaco Giuseppe Sala ha più volte definito uno dei grandi rimpianti dei suoi due mandati.

La domanda, tuttavia, nasce spontanea: perché riproporre il tema proprio ora, dopo quasi dieci anni di amministrazione, quando il tempo per trasformarlo in un cantiere è ormai praticamente esaurito?

Il progetto mai Concretizzato

La riapertura dei Navigli non nasce oggi. Nel referendum consultivo del 2011 i milanesi si espressero in maggioranza a favore del recupero del sistema storico dei canali, ma negli anni successivi il percorso si è progressivamente arenato.

Nel 2018 il Comune presentò il progetto delle cosiddette “cinque tratte”, alimentate da una connessione idraulica sotterranea: una proposta che suscitò molte critiche perché ritenuta una riapertura solo parziale del sistema storico.

Proprio per superare quelle perplessità, nel 2019 Palazzo Marino affidò a MM lo studio di una soluzione complessiva, dalla Cassina de’ Pomm alla Darsena. Quel progetto risulta concluso, ma non è mai stato illustrato pubblicamente né discusso dal Consiglio comunale.

Per molti cittadini e sostenitori dell’iniziativa la vera connessione idraulica significa infatti una sola cosa: ricostruire gli otto chilometri continui di Naviglio a cielo aperto, restituendo alla città un’infrastruttura d’acqua realmente navigabile e non una successione di tratti isolati.

Il bello è che alcune tratte hanno un percorso che è stato interessato dai cantieri per la costruzione della linea metropolitana M4 e che, potevano essere facilmente convertiti durante il ripristino, con la riapertura dei canali (le uscite delle stazioni e le prese d’aria sin da subito sono state realizzate considerando un eventuale apertura dei canali navigabili). Alla fine, come si è visto, si è investito più sulla pietra che sul corso d’acqua.

Al link uno degli ultimi articoli a riguardo con dettagli anche monumentali.

Il Piano del Verde

Nel Piano del Verde il ritorno dei Navigli viene collegato al potenziamento della vegetazione lungo i corsi d’acqua e alla realizzazione di nuovi itinerari ciclabili. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la continuità tra il sistema idrico, i parchi urbani e i quartieri più periferici.

La mobilità dolce rimane infatti uno degli elementi centrali del documento, che immagina una rete di collegamenti verdi e ciclabili tra i principali parchi milanesi e il territorio metropolitano.

Ampio spazio viene riservato anche alla depavimentazione. Palazzo Marino intende proseguire nella rimozione di superfici asfaltate e impermeabili, sostituendole con aree drenanti, aiuole e filari alberati, soprattutto lungo i grandi assi stradali maggiormente esposti alle isole di calore.

Ai ventisette interventi già programmati o in corso dovrebbero aggiungersene altrettanti, per un totale di cinquantaquattro operazioni. Il Piano prevede inoltre l’impiego di tecnologie digitali e sistemi di intelligenza artificiale per monitorare lo stato del patrimonio arboreo e programmare più efficacemente gli interventi di manutenzione.

Tra le altre azioni proposte figurano la creazione di una cintura di parchi urbani, nuove fasce verdi lungo le infrastrutture ferroviarie per mitigare il rumore e l’acquisizione di aree private considerate strategiche per la tutela ambientale.

Il futuro della Maura

Uno dei casi più delicati riguarda l’area della Maura, grande spazio verde situato nei pressi dell’ippodromo di San Siro e attualmente al centro di un contenzioso tra Snaitech, proprietaria del terreno, e F3A Green, società che aveva manifestato l’interesse ad acquistarlo.

L’obiettivo dichiarato dal Comune sarebbe quello di preservare l’area da possibili trasformazioni immobiliari e garantirne la destinazione verde. «Vorremmo che su quel parco non ci fosse speculazione», ha spiegato l’assessora Grandi.

Anche in questo caso, però, sarà necessario capire quali strumenti urbanistici, economici e giuridici l’Amministrazione intenda utilizzare per acquisire o tutelare concretamente il terreno.

Un Piano destinato alla prossima Amministrazione

La bozza sarà aperta alle osservazioni fino al 31 agosto, mentre l’approdo in Consiglio comunale è previsto per gennaio 2027, a pochi mesi dalla conclusione del mandato.

Il Piano rischia quindi di trasformarsi soprattutto in un’eredità politica e amministrativa per la futura Giunta. Come ha ammesso la stessa Grandi, qualora il testo venisse adottato in tempo, diventerebbe un documento di riferimento per chi governerà Milano dopo le prossime elezioni.

Ed è proprio questo l’aspetto che lascia maggiormente perplessi. Dopo anni di annunci, studi e ripensamenti, il progetto Navigli torna al centro del dibattito quando la consiliatura è ormai agli sgoccioli e quando non vi sono più i tempi necessari per compiere scelte realmente operative.

Il futuro sindaco potrebbe confermare questa impostazione, modificarla radicalmente o abbandonarla. Per questo sarebbe stato certamente più utile arrivare alla fine del mandato con un progetto conosciuto, discusso e tecnicamente definito, anziché con una nuova dichiarazione d’intenti.

La riapertura dei Navigli resta una delle più grandi occasioni di trasformazione urbana per Milano. Ma proprio per la sua complessità non può essere ridotta a uno slogan elettorale né a qualche vasca ornamentale destinata soprattutto alla ristorazione e alla movida.

Servono trasparenza, confronto pubblico, un progetto unitario e soprattutto la volontà politica di passare finalmente dagli annunci ai fatti.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Marco Tolomelli
  • Centro Città, Cerchia dei Navigli, Riapertura Navigli, Navigli, Arredo Urbano, proposte, progetto,  Martesana
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

19 commenti su “Milano | Urbanistica – Un vademecum “verde e blu” per l’ultimo anno della Giunta Sala”

  1. Tutti sogni bellissimi ma per la Martesana dubito fortemente si possa farla diventare navigabile. Nel senso di avere battelli per la navigazione. Al momento l’altezza dell’acqua è di 10 centimetri (misura al sottopassaggio di Viale Monza) e quando a Concesa aprono un poco di più i ribubinetti, a stento si arriva a 20 centimetri, pochi per un buon pescaggio. E non credo proprio che il consorzio Ticino Villoresi sia disposto a rilasciare ancora più acqua per la navigazione da diporto, vista la ormai cronica mancanza d’acqua.
    Per la depavimentazione, una gran bella cosa, ma c’è da chiedersi perchè non si è iniziato con l’assurda distesa di pietra di San Babila e di altri posti in centro e non solo.
    La forestazione è una bella parola ma ci si bea della quantità di alberi piantati comprendendo nel conto anche quelli aggiunti nei parchi della città; così non vale; rimangono sempre zone senza verde. Infine manca la manutenzione dell’irrigazione; i commercianti che si ritrovano una pianta che sta seccando davanti alla loro vetrina saranno solo contenti perchè non coprirà la vetrina dagli sguardi di chi passa. E non butteranno mai un secchio d’acqua nel vaso – vedere i vasi di Baires negli anni passati.. E poi si sa, pubblico vuol dire di nessuno.
    Infine per la Maura, ci si aspetterebbe un maggior coraggio da parte dell’amministrazione, un po’ troppo succube dei costruttori (come tutte le amministrazioni milanesi, nessun colore escluso).

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  2. Riguardo l’area de La Maura mi fa ridere ben conoscendo questa amministrazione che piange cassa e ora scopro che intende preservare l’area dal cemento? Per il verde basti leggere questi link https://blog.urbanfile.org/2025/09/21/milano-verde-pubblico-i-boschi-selvaggi-di-milano/2025-09-07-urbanfile-milano-sella-nuova-area-boschetto-bisceglie-ciconi_9/
    https://blog.urbanfile.org/2022/07/05/milano-nosedo-rogoredo-il-parco-porto-di-mare-e-il-famoso-boschetto-della-droga/
    https://blog.urbanfile.org/2025/09/21/milano-verde-pubblico-i-boschi-selvaggi-di-milano/2025-09-02-urbanfile-milano-fiera-area-boschetto-via-tintoretto_2/
    https://blog.urbanfile.org/2025/07/03/milano-porta-nuova-il-boschetto-secco-a-due-passi-da-piazza-gae-aulenti/
    https://blog.urbanfile.org/2026/01/14/milano-calvairate-il-boschetto-di-via-tacito-a-rischio-37-alberi-abbattuti/
    https://blog.urbanfile.org/2025/09/21/milano-verde-pubblico-i-boschi-selvaggi-di-milano/
    https://blog.urbanfile.org/2024/10/31/milano-verde-pubblico-secondo-una-ricerca-in-citta-piu-piante-abbattute-di-quelle-piantumate/
    https://blog.urbanfile.org/2026/06/30/milano-centro-storico-la-sciatteria-di-piazza-santa-maria-beltrade-tra-alberi-mancanti-e-palme-di-plastica/
    https://blog.urbanfile.org/2025/09/07/milano-arredo-urbano-il-verde-perduto-nellepoca-del-greenwashing/
    https://blog.urbanfile.org/2024/01/29/milano-porta-venezia-gli-alberi-che-non-ci-sono-piu-davanti-al-museo-di-storia-naturale/
    per capire quanto non interessa il verde a questa amministrazione. Vedremo coi navigli dove trovano i soldi e cosa ne accadrà?

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  3. Condivido pienamente i dubbi espressi. In generale mi spiace ma il giudizio per la giunta Sala è decisamente negativo, i fatti non hanno mai rispettato gli intenti.
    A scanso di equivoci lo dico da elettore di quell’area, che Dio ci scampi una giunta di quegli altri, ma non posso minimamente considerarmi soddisfatto e temo che l’area progressista al prossimo giro la pagherà.

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    • Gentilissimo/a G: rispondo al suo commento del 20 luglio, ore 10.54, perché non comprendo bene. Pare che lei si descrive un elettore del centro sinistra (così ho capito). Però scrive sul prossimo voto “che Dio ci scampi una giunta di quegli altri” . Mi sbaglio? Se così fosse, premetto che io non voto ma non posso tacere il fatto che Albertini in due mandati ha fatto realizzare il grande parco City Life con le famose tre torri. Così è rimasto con Moratti e Pisapia, ossia tre sindaci di partiti diversi. Con Sala il grande polmone verde è diventato un giardino condominiale. Idem il parco bam, con Sala da 190 mila mq ridotto a 95 mila mq per grattacieli. In conclusione, seppure io non voto, mi preme ricordare la pazzia di Albertini col far arrivare il sottomarino Toti e la Moratti ci ha portato a Expo 2015 poi inaugurato da Pisapia. Con Sala tutto tirato giù, abbiamo perso ema e le recenti olimpiadi invernali le ha viste immagino, fatte tra cantieri che in un paese civile sarebbero state fatte con tutto a posto. Detto questo, solo per coerenza e senza offesa, ognuno è libero di votare o meno. Cordialità

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      • G.mo Varty, vorrei commentare quanto scrive; le ragioni di chi ha scelto di non votare sono perfettamente comprensibili e non voglio certo criticare la sua scelta, tuttavia, in egual misura e questa volta NON comprensibile, è l’ infatuazione di una città come Milano per questa strana, piuttosto estrema, sinistra, mascherata da global, cosa che va avanti ormai da tre mandati elettorali.

        Milano è sempre stata estranea a tale cultura politica, presente solo in frange estreme della società, una politica estrema e conflittuale che ora sembra assurgere a sistema; la ragione è una sola, l’ astensionismo, comprensibile si diceva, ma progressivamente inaccettabile, che ha consentito le recenti “vittorie” elettorali…ma è’ come giocare col fuoco, altri 5 anni della stessa politica divoratrice, cementifera, aliena rispetto ai cittadiini e alle loro reali esigenze (sicurezza e lotta al degrado in primis, verde pubblico, trasporti efficienti) porterebbero la nostra città a un punto di non-ritorno.

        Tutto questo sperando che ci sia qualcuno, in altri schieramenti politici, che non pensi di poter vincere le elezioni a Milano riproponendo gli stessi errori (cementificazione totale) o facendo per qualche giorno la guerra alle biciclette in qualche trasmissione televisiva.

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  4. Buffoni di corte. Sala avrebbe avuto il momento giusto (cantieri M4) e i fondi (PNRR) per far partire questo bellissimo progetto, ma ha preferito far scivolare nel dimenticatoio uno dei suoi cavalli di battaglia pre elezione. Adesso guarda caso, la promessa “guarda che bel progetto! Lo volete realizzato? Votate PD nel 2027”. Lo stesso partito che sopra al naviglio da scoprire ha investito milioni per costruirci pietrame e ciclabili fasulle.

    Questo è l’unico vero progetto trasformativo a Milano che creerebbe davvero valore, ma questa giunta (e un eventuale successore a marchio PD) non sono assolutamente in grado né di approvarlo, né tantomeno di realizzarlo. L’incompetenza domina a palazzo Marino da troppo tempo

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  5. Riapertura dei Navigli? Ma se hanno lasciato marcire il ponticello vicino alla cassina de ‘ pomm tanto da uccidere una persona che si era appoggiata..e, almeno fino a qualche mese fa, ancora chiuso dopo anni.
    Le uniche cose fatte (e malamente) piste ciclabili e piazze/pietraie infiuocate.

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  6. Penso che Sala lo.faccia per rompere ke scatole a chi verrà dopo. Lui non ha avuto voglia di farlo, riaprire i navigli, piantare piante nei viali hanno un costo e una difficoltà importanti.
    Ha perso anni importanti pur sapendo cosa ci attendeva.
    Intanto varie città europee piantumavano a più non posso.
    Che tristezza

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  7. Ho sempre apprezzato l’operato dell’amministrazione Sala, salvo che per quanto riguarda la gestione del verde, che ritengo deficitaria. Ai proclami per una città più verde è seguita una politica contraddittoria, vedi gli interventi già criticati da UF (De Amicis/M4, le piazze cementificate, gli alberelli in vaso, etc.).

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  8. Premesso che sono uno dei “matti” favorevoli alla riapertura, nonostante capisca le perplessità dei “contrari”. Ma insomma, dopo 10 anni di nulla totale (nemmeno la parvenza di far finta di adoperarsi per cercare i finanziamenti), uscirsene con un documento che in pratica rinvia a chi verrà il problema mi sembra quantomeno curioso. La verità è che non rivedremo mai i navigli aperti (il primo a parlarne fu Formentini..32 anni fa!), ma è bello ritirarlo fuori ogni 12 o 14 mesi, quando non si sa di che parlare

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  9. Ma è troppo chiedere una giunta che in 5 anni porta a termine questi progetti? Apertura navigli, parco orbitale, piazzale Loreto, riqualificazione Vittor Pisani, alberature consistenti nei viali e una buona comunicazione su tutti questi lavori? Sogniamo sempre solamente e rimaniamo la città del voglio ma non posso. Dei progetti su carta, dei bei rendering dal risultato a malapena sufficienti…

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  10. Purtroppo questa è una grande occasione che perderemo per rendere questa città moderna e vivibile. Milano è da sempre un grande ufficio sfruttato da chi ci lavora, spesso “usandola” come pendolare (entra al mattino, parcheggia l’auto tutta la giornata in spazi pubblici e la sera rientra in giargiania, magari dopo l’apero). Il piano andave fatto subito e subito avviato (ok, si usciva dal covid, ma non basta come scusa), 5 anni fa all’avvio del mandato. Ormai è troppo tardi e ho la quasi certezza che la prossima giunta sarà guidata dall’attuale, arretrata, opposizione, che per pura ripicca e spirito di rivincita personale bloccherà tutto, non avendo a cuore l’interesse della città, ma solo del proprio retrogrado (ego ed) elettorato. RIP

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    • Gentilissimo signor Mauro: rispondo al suo commento del 21 luglio, perché non comprendo bene. Pare che lei descriva la futura probabile giunta,se di centro destra, come arretrata e colma di ego. Mi sbaglio? Premetto che io non voto ma non posso tacere il fatto che Albertini in due mandati ha fatto realizzare il grande parco City Life con le famose tre torri. Così è rimasto con Moratti e Pisapia, tre sindaci di partiti diversi. Con Sala il grande polmone verde è diventato un giardino condominiale, tutto cementificato. Idem il parco bam, con Sala da 190 mila mq ridotto a 95 mila mq per dei grattacieli. In conclusione, seppure io non voto, mi preme ricordare la pazzia di Albertini col far arrivare il sottomarino Toti e la Moratti ci ha portato a Expo 2015 poi inaugurato da Pisapia. Con Sala tutto tirato giù, abbiamo perso ema e le recenti olimpiadi invernali le ha viste immagino, fatte tra cantieri che in un paese civile sarebbero state fatte con tutto a posto. Questo, solo per coerenza e senza offesa. Ognuno è libero di votare o meno. Cordialità

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  11. Anche se a fine consiliatura, è comunque positivo che si parli della riapertura dei Navigli. Purtroppo un progetto esecutivo e verificato dal punto di vista del disegno urbano e dell’architettura ancora non c’è. Per altro, visto che il Sindaco ha sempre sostenuto che le difficoltà per la riapertura dipendono dalla carenza di risorse (vero o non vero), bisognerà trovare un progetto che riduca al massimo i costi di realizzazione. In questo senso, per esempio, la soluzione prospettata origniariamente dal gruppo di lavoro del Politecnico per quanto riguarda Via Melchiorre Gioia, con il Naviglio inutilmente troppo stretto e incassato di alcuni metri rispetto al filo stradale (quindi praticamente invisibile) potrebbe essere completamente rivista.

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    • I Navigli ancora aperti ci sono, come sappiamo; gli appartamenti e le abitazioni, negozi, lungo i Navigli hanno raggiunto elevate quotazioni, sia a Milano, sia nei comuni lungo la Martesana, come Cernusco sul naviglio, considerato un comune modello per qualità del vivere, i cui cittadini sono ben contenti di avere un bel parco pubblico lungo la Martesana stessa. Lei parla di acqua stgnante o di acque reflue, che non c’ entrano nulla con i Navigli, queste cose si sanno, le sanno i Milanesi.

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  12. Riporto dall’articolo: “La domanda, tuttavia, nasce spontanea: perché riproporre il tema proprio ora, dopo quasi dieci anni di amministrazione, quando il tempo per trasformarlo in un cantiere è ormai praticamente esaurito?”.

    Perchè siamo in campagna elettorale..

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