Milano, Centro Storico.
Dicembre 2025. 3 giorni fa vi avevamo mostrato il cantiere completato, o quasi, di una piazza Cordusio e via Orefici riqualificate e recuperate riportando uno spazio centrale, spesso usato come parcheggio selvaggio, restituendo alla piazza una maggiore leggibilità alla piazza, riprendendo il disegno originario di fine Ottocento e rendendola maggiormente pedonale. Un pezzo alla volta, si spera, verranno sistemati gli ultimi accorgimenti, come la riparazione dei lampioni, la colorazione dei pali e altre magagne rimaste in sospeso.
All’appello del nostro reportage mancava proprio lo spicchio della piazza che volge a meridione, verso via Cordusio e le Cinque Vie, che era ancora in cantiere, ora è stato completamente liberato.
Questo tratto della piazza è purtroppo, solcato dalla carrabile che giunge da via Bocchetto e via Tommaso Edison e che svolta in via Orefici, creando un tratto della piazza promiscuo, dove i pedoni si ritrovano tra le auto in movimento, forse non c’era altra soluzione.
Come avevamo scritto la volta scorsa, i masselli sono stati recuperati in parte da via Meravigli ma purtroppo molti hanno ancora tracce della segnaletica precedente risultando macchiati (e volendo fare i rompipalle, alcuni sono in pietra rossa e altri in pietra grigio-giallo).












In via Cordusio, la corta strada che unisce piazza Cordusio con piazza Tommaso Edison, sono stati ricavati i parcheggi per motocicli e per i Taxi. Naturalmente la via è stata piastrellata in pietra e finalmente sono stati eliminati, sino all’imbocco con via Armorari, i vecchi binari inutilizzati da decenni ormai.







- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Centro Storico, Cordusio, Via Orefici, Via Dante, Arredo Urbano, Area Pedonale, Riqualificazione, ATM, Tram, Metropolitana
Con poche migliaia di euro facevano fresare la superficie di tutti i Masselli con tracce di vernice, credo che questo sia colpa della direzione lavori che non ha supervisionato questi aspetti con la sua discrezionalità lasciando passare queste smagliate
A mio avviso l’intervento ha comunque migliorato la situazione rendendo questa piazza più una piazza, mentre prima era tristemente declassata a incrocio di tram.
Bene che si ripristino tutti i lampioni storici e bene le visuali prospettiche Duomo/Castello che sono suggestive e l’insieme è gradevole, anche se – come già rimarcato in mio precedente post – il vero problema di questa riqualificazione è che ovunque si predilige di gran lunga il tram al pedone: tutta la piazza è stata riscritta in modo da permettere ai tram di tagliarla in lungo e in largo da tutti i lati, limitando le pedonalizzazioni e costringendo i pedoni a svariati semaforici, talché non si può proprio parlare di isola pedonale.
Il peggio davanti all’ex palazzo delle poste (ora Starbucks), dove pali e paletti tranciano i percorsi dei pedoni per permettere ai taxi di sfrecciare da via Cordusio a via Orefici, dove un’enorme corsia rialzata è riservata ai taxi confondendo i pedoni, che il marciapiede ridotto spinge a camminare sulla carreggiata rischiando l’investimento da parte di taxi strombazzanti. Provate a sostare nel parterre davanti a Starbucks per 2 minuti a qualunque ora del giorno e guardate verso via Orefici: udirete clacsonate a go go e vedrete almeno 5 mancati investimenti di pedoni.
Sulle aiolette con pianticelle striminzite non mi esprimo: buona l’idea del verde, ma piantumando alberi veri (la scusa della presenza della metropolitana proprio non regge: esistono alberi di medio fusto – presenti altrove in città – le cui radici affondano per 40 cm soltanto. C’è da sperare che almeno su questo fronte si intervenga nel prossimo futuro (al Cordusio come nel ‘nuovo’ corso Buenos Aires)..
Sono d’accordo che è decisamente migliorato, ma è migliorato come sarebbe dovuto essere nel 2010. Sulla corsia di via Cordusio che curva davanti a Starbucks, davvero non capisco perché non l’abbiano fatta immettere prima nell’incrocio. Immagino sia per obbligare ad andare in quella direzione, ma mi sembra un po’ troppo e comunque probabilmente poco efficace, inoltre la corsia è eccessivamente larga e permette la sosta selvaggia anche in curva.
Sulla priorità data ai tram rispetto ai pedoni, purtroppo a me sembra che l’intervento sia stato fatto seguendo canoni vecchi e possibilmente superati in varie città. Ad esempio un luogo in cui son stato recentemente e che credo possa essere preso ad esempio è Avenida de la Costitucion a Sevilla. Un viale super turistico e pieno di persone che passa davanti alla cattedrale, eppure la superficie è completamente piana con i binari che passano in mezzo. Ovviamente il tram e le pochissime auto che passano vanno a passo d’uomo e il tram suona anche, così però l’area è piacevolissima da attraversare a piedi perché non c’è più il confine marciapiede/corsia. Altro esempio simile Istiklal Caddesi a Istanbul, storico viale turistico pienissimo di gente a tutte le ore, però in questo caso il tram è più una linea turistica fine a se stessa che però percorre l’intera via. Anche qua i binari passano al centro e non ci sono dislivelli.
Quest’estate sarà uno splendido forno…
C’è sotto la fermata della metro, pensare di fare grandi spazi verdi è utopico
non lo è affatto, esistono alberature di medio fusto che necessitano di 40 cm di sottosuolo per radicare…esperienza già vissuta in altre parti della Città
Ma i pilastrini di ferro che reggono i fili del tram dovrebbero pulirli o rimuoverli o diminuire il numero. Sono passato ieri creano confusione e sono dentro ad ogni foto.
Comunque il verde è imbarazzante!
Ok abbiamo capito che non possiamo piantare fusti alti, ma anche su i cespugli si poreva lavorare moooolto meglio.
Intervento terribile, occasione sprecata
“speriamo nei prossimi miglioramenti”
Direi che la chiusa all’articolo dice tutto.
Il modello di parigine va cambiato. Questi stuzzicadenti si stortano anche solo a guardarli. Servono modelli più robusti, altrimenti ci ritroviamo come in corso Europa che sono tutte storte, o come in Garibaldi o porta Venezia che sono tutte saltate così gli incivili ci possono parcheggiare le auto
Ma è costui l’assessore all’arredo urbano e al verde?
https://www2.comune.milano.it/web/municipio-1/municipio/giunta/lorenzo-pacini
E la domanda è: che fa tutto il giorno? Dorme?
Perchè sulle parigine basta uscire di casa per capire che sono un disastro, così come i paletti d’acciaio spazzolato, brutti, spesso stortati o divelti.. Ma ce la vogliamo fare oppure no?
E anche i pali della luce li teniamo così per sempre o proviamo a dargli un senso estetico come nelle altri capitali in giro per il mondo?!
L’ennesima conferma che a MI non sanno cosa sia l’arredo urbano! Milano confrontata con qualsiasi città a nord delle alpi ma anche ad es. con la stessa Torino è imbarazzante.
Io un paio di mesi fa scrissi alla direzione dei lavori. Nessuna risposta, c’era da aspettarselo. Il problema secondo me è che il committente non è il Comune di Milano, bensì privati, penso a scomputo oneri. Ciò non giustifica nessuno: nè il direttore dei lavori e nemmeno il Comune che doveva assicurarsi della qualità del lavoro svolto trattandosi comunque di suolo pubblico.
Tutti se ne sono lavati le mani. Poi va beh, sicuramente è meglio di prima, ma si poteva fare meglio.
E adesso per altri trent’anni rimane così. Minimo.
Stanno togliendo i masselli in tutta Milano dicendo che è una pavimentazione che non va più bene per le sollecitazioni del traffico moderno, poi in centro continuano a posarli. Allora: si può fare, o stanno preparandone il rifacimento tra cinque anni?
Ma quei due new jersey di cantiere in plastica bianchi e rossi a lato dell’aiuola di fronte a Starbucks, li hanno lasciati a futura memoria del cantiere?