Milano, Brera.
Gennaio 2026. Milano ha scelto di non dimenticare una delle sue voci più amate. Dopo la scomparsa di Ornella Vanoni, avvenuta il 21 novembre 2025, la città le ha dedicato un omaggio semplice ma profondamente simbolico: il 18 gennaio è stata inaugurata una targa commemorativa in un’aiuola di largo Greppi, proprio di fronte al Piccolo Teatro Strehler. Un luogo carico di memoria, dove tutto ebbe inizio nel 1957, quando una giovanissima Ornella debuttò sul palcoscenico ne I giacobini, diretta da Giorgio Strehler.
L’iniziativa, voluta dal Piccolo Teatro e dal Comune di Milano, realizza un desiderio espresso dalla stessa artista poco prima della morte. La cerimonia, seguita anche in diretta televisiva, ha raccontato il legame profondo tra una città e la sua interprete più elegante: un rapporto fatto di affetto, riconoscenza e identità condivisa.
Ornella Vanoni non è stata solo una cantante, ma una presenza, un’emozione costante nella vita culturale italiana. Dalle prime “canzoni della mala” ai grandi classici come Senza fine e L’appuntamento, ha attraversato generi e generazioni con uno stile unico, capace di unire intensità, misura e raffinatezza. Teatro e musica si sono sempre intrecciati nella sua arte, rendendo ogni interpretazione un racconto.
Nata a Milano nel 1934, formata alla scuola di Strehler, protagonista per oltre sessant’anni della scena musicale italiana, Vanoni ha lasciato più di cento album e un’eredità che va oltre i dischi: una lezione di eleganza, libertà e autenticità. Oggi, quella piccola aiuola davanti al Piccolo Teatro non è solo uno spazio verde, ma un luogo della memoria, dove Milano continua a parlare con la voce di Ornella.





- Referenze immagini: Roberto Arsuffi
- Brera, Piccolo Teatro, Ornella Vanoni, Dedica, Piccolo Teatro Strehler, memoria, Giorgio Strehler
Comunque Ornella aveva chiesto un’ aiuola di fiori! No un blocco di gradito che sembra una tomba in un lembo di terra coperta da corteccia.
Stagione tipica ed ideale per piantare fiori questa…
Molto vero. !
Vedo solo adesso l’ascensore mostruoso di fronte al teatro, capolavoro architettonico.
Grazie Milano !!!!
Basta!
Ammazza, polemici pure qua!
Bhe meritava l’allegria , quell’allegria che ci ha dato con la sua voce particolare
Avrebbe detto una aiuola grande a suo nome non un massicciata
Amava i fiori e il verde
Chi ha fatto questa oscenita’ dovrebbe toglierla perche’ a Ornella non sarebbe piaciuta
“Sciatteria” Ogni tanto UF usa questo termine nei titoli degli articoli, ecco, a Milano ultimamente tutto quello che sti fa e così, di pessimo gusto, banale e dozzinale, chi sa dirmi il perché?
…davvero…poi il drappo bianco con l’ enorme croce rossa, di pessimo gusto, triste, un pò macabro….il contrario di Ornella…
anche la pesantezza della pietra è opprimente…avrebbero dovuto scegliere una forma leggera, ariosa, aperta…
Certo fare polemiche pure sui morti… non vi ferma nessuno a voi.
Senti chi parla! Uno che farebbe polemica anche sul Padre Eterno. Comincia a fermarti tu che faresti un favore al genere umano.
Soprattutto al livello del blog.
Una lapide che sembra un sarcofago. Manca di tutto ciò che la rappresenta:
Un tocco artistico, leggerezza e originalità.. Deprimente.
Per il momento è un po’ triste, non è il periodo dei fiori, sicuramente a primavera il sindaco ha promesso peonie e l’aiuola con il verde e i fiori sarà bellissima!!
Mettiamoci sopra una bella scultura con la sua figura come stato fatto nella piccola Polignano per Domenico Modugno