Milano | Loreto – L’assurda architettura dell’archivio Civico di via Deledda 16

Milano Loreto.

Marzo 2026. Come già sottolineato in diverse occasioni, Arrigo Arrighetti (Milano, 1922 – Siziano, 1989) è stato una figura di spicco nell’architettura milanese del secondo dopoguerra. In qualità di tecnico e progettista per il Comune di Milano, ha giocato un ruolo cruciale in un’epoca di grande fermento creativo, contribuendo con progetti innovativi e di alto valore sociale. La sua carriera, che si estende per quasi quattro decenni, testimonia un costante impegno nella creazione di spazi pubblici di qualità, anche con risorse spesso limitate (capacità che oggi non riscontriamo più).

Il suo contributo all’architettura è stato riconosciuto ben oltre i confini italiani: nel 2012, lo Studio Oma e Reiner de Graaf lo hanno celebrato come esempio esemplare di architetto al servizio della società, durante la Biennale di Venezia curata da David Chipperfield.

Tra le opere che portano la sua firma si annoverano la chiesa di San Giovanni in Bono alla Barona (1968), il restauro della storica Biblioteca Sormani (1947) e la Piscina coperta Solari (1963), tutti esempi di un approccio che unisce funzionalità, estetica e rispetto per il contesto ma anche una visione futuristica innovativa.

Un’altra realizzazione del significativa, del 1957, è l’Archivio Civico di via Grazia Deledda 16, nei pressi di piazzale Loreto. Arrighetti lo descrisse come “uno scaffale gigante”, pensato per custodire ordinatamente la documentazione comunale. L’edificio sorge su un’area residuale di terreno molto stretto e si sviluppa su cinque livelli: i primi due destinati agli uffici e i restanti tre progettati per l’archiviazione. La disposizione interna, razionale e lineare, riflette la vocazione funzionale del progetto, con corridoi centrali e scaffalature mobili lungo le pareti.

Il tratto distintivo della struttura è rappresentato dalle facciate, composte da griglie con frangisole orizzontali, un elemento ricorrente nelle opere di Arrighetti. Questi frangisole, inclinati verso il basso, svolgono un duplice ruolo: filtrano la luce naturale per evitare il deterioramento dei documenti cartacei e garantiscono una ventilazione adeguata, senza compromettere l’estetica dell’edificio. Questo equilibrio tra forma e funzione colpì anche l’architetto Richard Neutra, che espresse grande apprezzamento per il progetto durante una sua visita a Milano.

L’Archivio Civico si configura così come una testimonianza tangibile del razionalismo architettonico e della ricerca di soluzioni innovative nel dopoguerra milanese.

Un oggetto che, per molti viene paragonato ad un “termosifone”, a qualcosa di alieno e poco comprensibile, ma che forse, comprendendone la funzionalità, se ne può apprezzare la forma.

Oggi, l’Archivio è aperto al pubblico, con particolare attenzione agli studiosi e ai ricercatori. L’accesso avviene su prenotazione e segue un orario preciso: dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:00. Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 0226828081.

Va segnalato, tuttavia, che l’elevato numero di richieste e il personale ridotto possono comportare tempi di attesa prolungati, specialmente per ricerche complesse o che richiedono la consultazione di ampi volumi di documenti.

  • Referenze immagini: Roberto Arsuffi; Archivio Milano
  • Arrigo Arrighetti, Loreto, Archivio Civico, via Grazia Deledda, via Natale Battaglia, Architettura, Piazzale Loreto
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

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