Milano, Bicocca.
Gennaio 2026. Era tra il 1929 e il 1930 quando, nell’estrema periferia nord di Milano, tra Niguarda e la Bicocca, prese forma il grande complesso industriale della Manifattura Tabacchi, destinato a diventare uno dei principali poli produttivi dell’industria italiana del tabacco. Lo stabilimento sorse tra viale Giovanni Suzzani e viale Fulvio Testi, a seguito del trasferimento della manifattura storicamente collocata in via della Moscova, nei pressi della chiesa di Santa Teresa.

Il complesso si sviluppò progressivamente nell’arco di circa un ventennio, con ampliamenti che si susseguirono fino al 1960. Nonostante le diverse fasi costruttive, l’intervento si basò su un progetto unitario ed esemplare, capace di coniugare equilibrio planivolumetrico, sobrietà monumentale e attenzione per le finiture di facciata, il tutto perfettamente integrato con le esigenze funzionali dell’attività industriale.
Dal punto di vista costruttivo, tutti gli edifici furono realizzati in cemento armato, soluzione che consentiva grandi spazi interni, ideali per la lavorazione e lo stoccaggio del tabacco e dei prodotti derivati.



Un intero isolato produttivo
La Manifattura occupava un intero isolato compreso tra viale Fulvio Testi, via Santa Monica, via Esperia e viale Suzzani, configurandosi come una vera e propria cittadella industriale.
Su viale Fulvio Testi si affacciava l’edificio principale, oggi sede, tra le altre funzioni, del MIC – Museo Interattivo del Cinema. Verso via Santa Monica vennero realizzati i Depositi Generi di Monopolio, attualmente interessati da un intervento di riqualificazione.












Lungo viale Suzzani trovavano posto i grandi magazzini di stoccaggio, mentre dallo scalo ferroviario di Greco partiva un raccordo diretto che consentiva il trasporto delle merci che da via Emanueli, viale Rodi, attraversava viale Fulvio Testi ed entrava nella Manifattura da viale Esperia. Traccia ancora oggi leggibile nell’angolo smussato del complesso all’incrocio tra viale Suzzani e via Esperia, segno tangibile del passaggio della ferrovia.
Nella parte centrale, sul lato nord, era collocata la centrale termica, della quale sopravvive unicamente l’alta ciminiera in cotto, diventata nel tempo un vero e proprio landmark urbano. Lungo via Esperia, infine, si susseguivano ulteriori edifici produttivi e magazzini oggi demoliti.
Nel suo periodo di massimo sviluppo, nel 1958, la Manifattura Tabacchi di Milano occupava un’area di circa 60.000 mq e dava lavoro a oltre mille persone: una vera “città del tabacco” inserita nel tessuto periferico allora in forte trasformazione.



Dalla dismissione alla lenta rinascita
La chiusura definitiva dello stabilimento avvenne nel 1999, aprendo una lunga fase di trasformazione. Negli anni successivi alcune parti del complesso hanno trovato nuove funzioni: sul fronte di viale Fulvio Testi è nato il MIC – Museo Interattivo del Cinema, trasferitosi qui nel 2009 dalle serre di Palazzo Dugnani, affiancato dalla storica Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti. Nello stesso comparto è stata realizzata anche la nuova caserma dei Carabinieri.

Dopo una prima fase di interventi, venne avviato il recupero degli edifici esistenti, sottoposti a vincolo, con una profonda revisione degli spazi interni e soluzioni progettuali di buon livello qualitativo. Una parte residenziale fu completata nel 2013, mentre l’area centrale del complesso è rimasta per oltre un decennio in uno stato di stallo, avvolta dalle impalcature e priva di interventi concreti.


































Gli ultimi interventi e le prospettive future
Negli ultimi anni il processo di rigenerazione ha finalmente ripreso slancio. L’edificio centrale è stato completato e trasformato nel CampusX Milano Bicocca, una residenza universitaria di nuova generazione con oltre 400 camere e ampi spazi comuni. Nella parte nord, lungo via Esperia, sono sorte nuove residenze e una RSA con centro diurno e appartamenti protetti, contribuendo a diversificare le funzioni del quartiere.











Il progetto complessivo ha cercato di bilanciare recupero e nuova edificazione, salvaguardando elementi identitari come la ciminiera della centrale termica, ormai parte integrante del paesaggio urbano.
Il recupero della ex Manifattura Tabacchi procede dunque per fasi successive, con tempi lunghi e non sempre lineari. Tuttavia, la conclusione dell’operazione sembra ormai più vicina: è infatti attesa a breve l’ufficializzazione del progetto per una torre residenziale di 17 piani, dalla forma particolare, firmata dallo studio L22 – Lombardini22, che dovrebbe rappresentare l’ultimo tassello di questa complessa ma significativa rigenerazione urbana da realizzarsi nell’angolo Nord Ovest del complesso.
Un intervento che, pezzo dopo pezzo, sta restituendo alla città uno dei più importanti complessi industriali storici della Milano del Novecento. Che purtroppo, come avrete visto dalle foto, ha ancora gravi mancanze come le parti comuni, che ancora appaiono come sentieri sterrati, luoghi mai riqualificati veramente.


- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Comune di Milano, Duepiedisbagliati
- Ringrazio gli amici di Skyscrapercity e in particolare Paolo Barison per le info storiche.
- Bicocca, Niguarda, viale Suzzani, Viale Fulvio Testi, Ex Manifattura Tabacchi, Ex Caserma Mameli, CX Milano Bicocca