Milano, Calvairate.
Gennaio 2026. Questa città, a tratti, sembra senza controllo: predica la salvaguardia del verde e la necessità di incrementarlo (il cosidetto greenwashing), ma nei fatti, troppo spesso, il verde urbano scompare sotto i colpi delle ruspe, un po’ ovunque. Solo lo scorso settembre avevamo raccontato come, in via Cornelio Tacito 7, a Calvairate, esistesse un’area verde privata lasciata per anni a uno sviluppo spontaneo, tanto da assumere l’aspetto di un vero e proprio boschetto. Un polmone verde incastonato tra alti condomìni e condiviso con un edificio con ingresso da via Tertulliano 38. Oggi quel boschetto è stato in parte cancellato: nelle ultime ore è stato infatti dimezzato con l’avvio delle operazioni di bonifica.





Nel lotto di via Tacito sono iniziati i preparativi per un intervento edilizio che prevede l’abbattimento di 37 alberi su un’area di circa 1.200 metri quadrati. La bonifica è funzionale alla costruzione di PalazzoGre, un nuovo edificio residenziale promosso dalla società Abitare In. La presenza degli scavatori e la ricomparsa dei cartelli di cantiere hanno riacceso le preoccupazioni dei residenti, che temono la perdita di uno degli ultimi spazi verdi del quartiere e un’ulteriore densificazione edilizia.


Comitati e cittadini parlano apertamente di “speculazione abitativa” e contestano la necessità di abbattere alberi presenti da oltre cinquant’anni. A loro avviso, sarebbe stato possibile intervenire esclusivamente sul terreno contaminato, salvaguardando il patrimonio arboreo. Il progetto, del resto, non è nuovo: una prima richiesta presentata nel 2023 prevedeva l’abbattimento di 48 alberi ed era stata bocciata dal Comune; la versione attuale riduce il numero a 37.
Da Palazzo Marino spiegano che l’area, di proprietà privata, necessita di bonifica e che il nullaosta agli abbattimenti è arrivato dopo una revisione del progetto. Sono previste compensazioni ambientali: due alberi saranno tutelati e il soggetto privato si è impegnato a piantare oltre 70 nuovi esemplari, con l’obiettivo di ricreare un giardino con “specie vegetali coerenti con il contesto ambientale”. Confermata anche la conservazione di due essenze, in quanto il terreno sottostante non presenta criticità ambientali.
Il progetto PalazzoGre si inserisce in una più ampia serie di interventi firmati da Abitare In, società già finita al centro di inchieste urbanistiche per altri cantieri milanesi, sebbene non riguardanti questo specifico progetto.
“Ormai gli alberi sono stati tagliati”: la rabbia è quella dei cittadini riuniti nel comitato spontaneo “Via Tacito 7”, nato per salvaguardare il verde e contrastare quella che viene definita l’ennesima operazione speculativa in un’area che oggi è diventata un cantiere.
Nel tondo rosso dell’immagine seguente l’area in fase di bonifica. sulla mappa Urbanfile la sigla è: CAL19








- Referenze immagini: Roberto Arsuffi, Dario Dossena
- Calvairate, via Tacito, Boschetot, Verde, Scalo Romana, Porta Romana, Via Tertulliano, Cantiere, Bonifica
Urbanfile, ma che discorso è?
Capisco se si trattasse di un’area pubblica da riconvertire a residenziale, capisco anche se fosse un giardino privato. Ma qui siamo di fronte ad un’area edificabile privata, in un contesto residenziale consolidato.
Mantenere il boschetto spontaneo? a spese di chi? Del pubblico, che non è il proprietario e che non ne ha fruibilità? Del privato, forse?
L’amministrazione deve occuparsi di pianificazione, dunque PGT, non può far valere la logica del caso o della “spontaneità”. Il Comune deve e può intervenire sulle aree pubbliche. Buttare sempre tutto nello stesso calderone è inutile e fuorviante.
sono pienamente d’accordo!
Senza dubbio è triste vedere abbattuti decine di alberi, soprattutto in una città dove ogni nuovo intervento riduce il verde…però è un’area privata, edificabile e dunque è giusto che i proprietari (nei limiti previsti dalla legge) possano fare ciò che è meglio per i loro interessi.
Piuttosto bisognerebbe protestare oer gli spazi pubblici cementificati
Finalmente un commento sensato!
Eh già, è il solito discorso-foglia di fico dell’ area privata che viene invocato solo quando fa comodo.. allora la proprietà privata è sacra, però quando c’è di mezzo un esproprio per ragioni di pubblica utilità, la proprietà privata va a farsi benedire. Come senz’ altro saprai, nemmeno all’ interno di un condominio privato, si può abbattere alberi così, perchè ci va. Tutta la vegetazione cittadina è, con diverse modalità, tutelata. Puoi anche eseere propietario di un terreno a MIlano, nessuno te lo toglie, ma non per questo puoi farci quello che ti pare, altro che piano “regolatore” di un bel niente.
Qui però, non c’ entra nulla il codice civile ecc. è un fatto politico; come dicevo nell’ altro mio post che è stato spostato più in basso, non so perchè, da Urbanfile, la zona in questione era andata incontro negli anni passati a un netto miglioramento ambientale; una gran parte dell’ area della storica fabbrica era stata riconvertita almeno per la metà a verde pubblico e la via è rinata grazie a una vasta piantumazione; tutti possiamo arrivare alla conclusione che, attualmente, ci sarebbero stati invece solo nuovi edifici stile mini-grattacielo-alveare e che, al massimo avrebbero posizionato qualcuni dei loro famosi alberelli durata tre mesi che spuntavano da un mare di piastrelline e cubetti di pietra.
Saranno sfortunati, non si sa, ma boschi spontanei, utilissimi in città come Milano, anche al fine dei LORO FALSI discorsi ambientalisti e pure presenti sul territorio da 50 fino a oltre cento anni, vengono rasi al suolo solo adesso, con questi qua, che se ne strafottono della vita reale, nei quartieri.
Il boschetto non è più a rischio, ma definitivamente eliminato! A rischio siamo noi esseri umani, abitanti
Urbanfile è un sito di informazione eccezionale, sia per la puntualità e precisione delle notizie, che vengono sistematicamante eluse da altri media politicizzati, sia per la libertà che concede ai suoi lettori di potersi esprimere.
Al riguardo di questo ennesimo scempio ambientale cosa si dovrebbe dire? Meglio non usare i termini che sarebbero appropriati.
Una cosa però va detta e che si sturino bene le orecchie i vari chauffeur della giunta “di sinistra e di ambientalisti” che la zona in questione, da ex area industriale (Tecnomasio-Brown Boeri) negli anni passati è stata ampiamente recuperata come zona residenziale, realizzando il bel giardino Candia e alberando la via Colletta, fino a Viale Umbria. Da zona degradata e diciamo pure brutta è diventata degna, civile, bella semplicemente. Questo accadeva durante le giunte di centrodestra.
I movimenti ambientalisti a MIlano e in Italia fanno pena!
Ci si mobilità per un boschetto in area privata non accessibile, nato per caso, senza nessuno sforzo… e si arriva come al solito in ritardo. Ci si deve svegliare prima, promuovendo attivamente aree verdi, dove c’è asfalto, in zone pubbliche. I nostri ambientalisti invece aspettano solo di lamentarsi, vittime di un mondo ingiusto.
Ora quello che c’è da fare è vigilare sull’effettiva comepnsazione degli alberi tagliati: dove? quando?
Milano è piena di aree asfaltate per pigrizie accumultare nei decenni e per favore verso il parcheggio selvaggio. Lavoriamo li invece che nelle aree private, dove neppure si può entrare
Mi dispiace soprattutto per residenti del condominio, polmone verde non saprei ma funzionale al decoro sicuramente. Tolti gli alberi resta un casermone, de gustibus. Sì la strada anche perde il verde che la rendeva molto gradevole, ma io dico che soprattutto i residenti ne saranno penalizzati. Hanno appena finito la Stazione Romana a due passi, il palazzo nuovo di fronte è molto bello, ne faranno uno in via Cadolini… insomma non è il boschetto a cambiare tanto il contesto però era molto meglio prima.
Abito proprio nel condominio a fianco del boschetto di via Tacito 7 completamente raso al suolo ieri mattina in appena due ore di lavoro delle trinciatrici. Uno spettacolo devastante, che mi ha fatto piangere, anche per come questi maestosi alberi (alti più di venti metri) sono stati cancellati con una macchina che – letteralmente – li stritolava. Stamattina sono comparsi anche i tritatori che hanno ridotto a pellet i tronchi atterrati. Una cosa davvero deprimente.
Ci siamo mossi più in fretta che abbiamo potuto, tenuto conto che le informazioni sono estremamente difficili da reperire perché gli enti competenti non rispondono ai semplici cittadini. Il cartello dell’abbattimento è comparso il giovedì pomeriggio e l’abbattimento è cominciato alle 7 del martedì mattina (5 giorni con il weekend compreso, quando gli uffici sono chiusi!). Abbiamo segnalato alle redazioni milanesi del Corriere e di Repubblica e sono usciti con due articoli (La Repubblica di martedì mattina, cioè prima dell’intervento, e il Giorno subito dopo https://share.google/GKtjOcvqOak0feU6w). Una richiesta di informazioni al Vicesindaco e all’Assessora è stata fatta anche da Legambiente a cui ho personalmente segnalato l’imminenza del taglio.
Ci avevano già provato anche nel 2023 e anche allora avevamo chiesto aiuto a Comune, Vigili ecc. e in quel caso l’Assessora al verde era intervenuta, ma la società – sebbene a quanto ne so sia già sotto la lente della Procura – non ha mollato ed è andata avanti chiedendo il permesso della bonifica prodromica alla costruzione.
I Vigili sono intervenuti e hanno verificato che avevano il permesso di tagliare e quindi non hanno potuto fare niente, sebbene anche loro fossero disgustati dal triste spettacolo degli alberi che cadevano.
È appena il caso di sottolineare che al numero 10 della stessa via Tacito, AbitareIn ha concluso pochi mesi fa la costruzione di un complesso residenziale di 165 appartamenti (2 torri da 15 piani che sorgono ai vertici di un edificio a forma di C – sono gli edifici bianche che si vedono nelle foto sopra), dove sorgeva una palazzina di 3 piani… Quindi l’eliminazione del boschetto non è il solo danno, perché precede la prossima costruzione di un’ennesimo edificio che insisterà proprio nella stessa via e andrà a incrementare la cementificazione dell’area e contribuirà a gravare pesantemente sulla vivibilità di tutta la zona!
La compensazione non mi soddisfa perché al posto degli alberi (di 20 metri) che hanno tagliato ne pianteranno altri (piccoli piccoli) e da un’altra parte, mentre il danno economico, l’ingolfamento di automobili, il maggior calore per la sostituzione del verde con il cemento saranno tutti lì dov’è avvenuto lo scempio.
Andremo per avvocati (tra l’altro difficilissimi da trovare perché 4 sui 5 contattati tra quelli esperti di queste cose a Milano non ci hanno accettato a causa del conflitto d’interessi, perché sono o sono stati sotto contratto di AbitareIn), ma intanto un piccolo polmone verde se n’è andato in una città che ciancia di riqualificazione verde, ma poi non resiste al fascino dei daneè (vedi la fine che ha fatto l’area verde che doveva essere realizzata allo Scalo Romana…)
Che tristezza
Mi scusi eh, ma il suo post mi sembra piuttosto ambiguo; continuare a dare sostegno politico a chi è responsabile di tutto questo, parlando di “assessora” intervenuta ecc. e di “città” che vuole solo i soldi…boh! Ma quale città! I milanesi vorrebbero tutti vivere in una città più a misura d’ uomo, non è la “città” , si tratta di precise responsabilità di chi è al potere, sia esso politico o economico. Evitiamo la solita lista di luoghi comuni cari all sinistra, quando invece è chi governa che fa le scelte, poi se preferiamo fare gli ideologizzati anzichè pensare al nostro interesse concreto, questi sono i risultati. Se nemmeno una tale mostruosità ci riesce a svegliare, prepariamoci alla prossima.
Ahah era “intervenuta l’assessora al verde” (già correttrice di bozze) ma di fronte alla “prepotenza”dei costruttori non ha potuto fare niente povera, come invece ha dimostrato egregiamente in questi anni con una manutenzione ineccepibile dei giardini e dei parchi, insegnando agli ignoranti milanesi i prodigi dello sfalcio ridotto.
Ci mancherà.
scusate, ma fate pena tutti voi se non avete a cuore la nostra terra, non pensate alle generazioni che verranno? Le citta’ , in particolare Milano e’ tutta cementata e i progetti di questa giunta sono disastrosi, anche perche’ fatti solo ed esclusivamente in favore degli speculatori edilizi e non dei cittadini
A questo proposito vi invito a leggere il libro ” Più grigio che verde”, che racconta la storia di 10 anni di lotta del Comitato la Goccia per proteggere il bosco della Goccia (ex -gasometro, zona Bovisa). Un’ area grande quanto 80 campi da calcio comprendente oltre 2000 alberi cresciuti nel corso di un secolo.
Ripetute azioni volte a chiederle la salvagiardia, tra cui conferenze organizzate da professori competenti in materia di bonifica e di verde, appelli a comune, regione, archistar; tavoli partecipati; eccetera. Niente, con la scusa della “bonifica”, il bosco ha già iniziato a essere abbattuto. Ci faranno altri padiglioni per il politecnico (come se ce ne fosse bisogno) e -più importanti- centinaia di appartamenti di lusso (non certo per gli studenti).
Scusate, forse ho capito male: leggo ()ed interpreto) che trattandosi di area privata il comune non può fare nulla, però il comune ha chiesto al costruttore di piantare 70 nuovi alberi in un’area dove ce n’erano 37 e tra poco ci sarà un palazzo. Le misure dell’area si sono estese? O è il solito giochetto pseudo buonista del comune per salvare la faccia?
Mamma mia che livello.🤦
A chi si lamenta del taglio del verde per la bonifica: sappia che se c’è un progetto di bonifica approvato vuol dire che quel terreno superava i limiti massimi di concentrazione di inquinanti fissati dalla legge per un uso residenziale, preferite tenervi gli inquinanti? Peccato non si può, per legge!
A chi si lamenta del taglio degli alberi e compensazioni: come già spiegato da qualcuno gli alberi (privati!) sono tutelati in ragione del valore ecologico e ornamentale il che significa che se da abbattere (per problemi strutturali, di salute, di necessità di bonifica o anche solo per edificare -che è facoltà indipendente della semplice presenza di alberi non costituenti un bosco-) devono essere compensati almeno con pari valore (per nuove piantumazioni, anche su aree pubbliche, o in versamento al comune vincolato agli interventi sul verde). Sì sono importantissimi, ma non sacri! Bisogna valutare anche altri aspetti.
A chi si lamenta della “cementificazione”: smettetela di svegliarvi (e inveire contro proprietari, giunta, progettisti, uffici comunali, costruttori) solo quando vi costruiscono di fronte a casa e dormire quando il CONSIGLIO COMUNALE legittimamente eletto (anche da voi a quanto pare) approva il Piano di Governo del Territorio che ammette (per molti versi pure a ragione) queste densificazioni (che, sempre giusto chiarirlo, quando non usano solo superfici lorde esistenti sono possibili solo acquistando diritti edificatori da terreni che vengono ceduti al comune o realizzando quote di edilizia residenziale sociale).
Complimenti per il suo invece di livello, per come descrive in modo veramente chiaro e sintetico, quello che noi comuni cittadini non possiamo capire…
Il piccolo bosco in questione era denso di vegetazione di ogni tipo: alberi d’ alto fusto, abeti, cedri, arbusti da fiore, lì vivevano merli e cince, però, qualcuno ha stabilito che era un’area inquinata, addirittura pericolosa per “uso residenziale”! Saprà anche chi ha periziato, lo può dire? Ma lei si occupa di ambiente da quanti anni? Lei sa cosa sono le aree inquinate pericolose in Lombardia? Ad esempio la caffaro a Brescia o la ticosa a Como? Le ha mai viste?
E la bonifica come la faranno? Stile bonifica finta del mega, un film già visto, in città, dove ci ci costruiscono poi sopra pure i casermoni nuovi, già successo infatti…ma stavolta il fenomenale comune di Milano controllerà!
Direi che si è già risposto da solo.
Se pensa che non si possano bonificare (a spese di privati, ovviamente, manco si stessero spendendo soldi pubblici) aree individuate come inquinate (a seguito di indagini ambientali, non a sensazione!) prima di aver bonificato quelle più grandi e maggiormente inquinate (come quelle che cita) significa che, come sempre più spesso accade non solo in rete, sta dicendo la sua senza avere idea di leggi e persino direttive europee.
Quanto a come è stato valutato l’inquinamento dell’area e come verrà fatta la bonifica sono certo di potermi affidare al suo autorevole, continuo e puntiglioso controllo! Io non ho né tempo, né voglia, né competenze specifiche, quindi (in questi casi) mi fido ancora delle istituzioni (o meglio di quei pochi che ci lavorano seriamente e con competenza).
In altre parole, quando si aprono troppe parentesi nei discorsi, si perde l’ efficacia del ragionamento…scelga lei comunque… poi, dov’ è che ho detto che non si può bonificare “prima” o “dopo”? Ho solo detto che la solita foglia di fico della bonifica per inquinamento, addirittura incompatibile con la vita umana (residenziale), appare clamorosa nella sua enorme illogicità, chiamiamola così, nella nostra regione e nel nostro comune, come anche sostiene una lettrice, Luisa, nel post precedente a proposito del bosco della Bovisa.
Guardi che poi la bonifica, proprio nella zona in questione, lo ribadisco, sarà sfuggito, già l’ avevano fatta anni fa, ma sulla ex grande fabbrica storica Tecnomasio Brown Boveri e ci hanno fatto anche, per metà dell’ area, un bel giardino…sicuramente anche qui, dove c’ era (una volta…) un bel bosco spontaneo, non verrà inalzata alcuna mega torre stile Milano “green” di “sinistra” , c’ è da scommetterci!
Alt la bussa… ti ha sistemato.
Stacce.
Non ribattere con le tue ‘sensazioni ‘
Magari la prossima volta studia di più
Il criterio per la quantificazione della compensazione agli abbattimenti di solito è economico: il tecnico Agronomo incaricato dalla proprietà redige perizia
( motivando anche la necessità per cui si chiede l’abbattimento) elencando gli alberi e attribuendo a ciascuno il valore commerciale corrente. Il totale che ne risulta deve essere compensato per pari importo, non per numero di esemplari . Ovviamente un albero di decine d’anni vale molte volte un alberello da vivaio…