Milano | Barona – Completata via Santander e piazza Fernanda Pivano

Milano, Barona.

Febbraio 2026. Ci siamo: dopo quasi un secolo, via Santander è stata completata. Anche se non è ancora del tutto aperta al transito (ma sarà questione di giorni), oggi è finalmente una vera strada e non più un terreno sterrato lungo il canale del Lambro Meridionale.

Siamo nell’area di piazza Bilbao, tra il borgo di San Cristoforo e la vecchia Barona, a poca distanza dalla stazione M2 Romolo e dall’Università IULM. È qui che prende avvio via Santander, la strada che affianca il Lambro Meridionale fino a viale Famagosta.

Il completamento dell’ultimo tratto è stato possibile grazie agli oneri di urbanizzazione legati al complesso per uffici “The Sign” (Progetto CMR), compreso tra via Carlo Bo, via Schievano, via Santander e via Filargo. Un intervento che ha permesso di collegare definitivamente la via a piazza Bilbao, migliorando l’accessibilità verso San Cristoforo e il Naviglio Grande.


Una storia che inizia nei campi

Per comprendere davvero questa trasformazione bisogna tornare agli inizi del Novecento, quando l’area dell’attuale piazza Bilbao era ancora campagna. Qui scorreva il torrente Olona — noto anche come Pudiga o Mussa — che serpeggiava nei campi lambendo la chiesa dei Santi Nazaro e Celso alla Barona.

Nel corso degli anni Trenta il torrente venne rettificato e trasformato in canale scolmatore, assumendo il nome di Lambro Meridionale (o Lambro Morto). Il nuovo tracciato, più lineare, raccoglieva anche uno scaricatore del Naviglio Grande in località San Cristoforo, confluendo poi nel fiume Lambro.

Lungo le sponde del canale vennero realizzati due terraggi, poco più che sentieri, ai quali fu attribuito il nome “Santander”, capoluogo della Cantabria. Il toponimo, introdotto alla fine degli anni Trenta, celebrava la conquista della città durante la guerra civile spagnola (14–26 agosto 1937), episodio che coinvolse anche volontari fascisti italiani.

Ancora negli anni Venti, lungo la strada per la cascina Moncucco si trovava il piccolo cimitero della Barona, mentre sull’altra sponda sorgevano le cascine Blondel, un tempo appartenute alla famiglia di Alessandro Manzoni. Via Bonaventura Zumbini aveva allora un andamento sinuoso e conduceva verso l’attuale viale Cassala, che si chiamava viale Malta.


Dalle fabbriche all’università

Via Santander iniziò a prendere forma solo dagli anni Sessanta, e per lunghi tratti rimase incompleta. L’area era caratterizzata soprattutto da piccole industrie e stabilimenti produttivi, tra cui la fonderia Vedani, nei pressi dell’attuale via Schievano.

Un lato della strada si sviluppa sulla destra del canale, mentre quello con i numeri dispari corre sulla sinistra. L’arrivo dell’Università IULM negli anni Novanta e, successivamente, la realizzazione del palazzo per uffici “Parallelo” (2011, Mario Cucinella Architects) migliorarono la viabilità della zona. Tuttavia, il tratto tra piazza Bilbao e via Ernesto Calindri restava ancora interdetto.


Il completamento e la nuova configurazione urbana

Il momento atteso è arrivato con le opere di urbanizzazione primaria realizzate a scomputo oneri nell’ambito del convenzionamento planivolumetrico del complesso “The Sign”. L’intervento ha ridisegnato l’intera area compresa tra via Carlo Bo, via Schievano, via Santander e via Filargo, ricucendo finalmente le connessioni urbane.

Via Santander è ora completata nel suo tratto finale: alberata, dotata di pista ciclabile e pienamente integrata nel sistema viario, permette di sbucare direttamente in piazza Bilbao e di collegarsi più facilmente al borgo di San Cristoforo e al Naviglio Grande.

La rigenerazione ha interessato anche il tratto finale di via Italo Svevo, che termina sopraelevata rispetto a via Enrico Schievano, poco prima del sottopasso ferroviario. Inoltre, piazza Fernanda Pivano — lo spazio pubblico ai piedi degli edifici di The Sign — è stata connessa alle nuove strade, consentendo il passaggio pedonale da via Ernesto Calindri e via Italo Svevo.


La scultura: memoria industriale e visione contemporanea

Da circa un mese è stata inaugurata anche la scultura di Sergio d’Antonio, artista, designer e collaboratore del progetto.

L’opera è pensata per essere vissuta ed esplorata: cambia con ogni osservatore.

Di lato rivela la sua natura più autentica: essenziali e potenti barre d’acciaio che richiamano il passato industriale del sito, un tempo sede della storica acciaieria Vedani. Di fronte si trasforma: le forme si allineano secondo la sezione aurea, dialogando con le facciate di The Sign fino a fondersi con l’architettura circostante, compreso il campanile dell’antica chiesa della Barona.

Tra queste due prospettive si dispiega una narrazione più profonda: dalla materia all’idea, dalla forza alla bellezza, dalla memoria alla visione.

The Sign non è soltanto un complesso per uffici, ma un luogo in cui la trasformazione urbana diventa racconto, e in cui il cambiamento prende forma — rendendosi tangibile attraverso l’architettura e l’arte.

  • Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi,
  • Fonte: “Le Strade di Milano”, Newton Peridici 1991; Milano. La città dei 70 borghi di Roberto Schena
  • Barona, IULM, Università, Rendering, ACPV, Antonio Citterio e Patricia Viel, Cultura, Massimo Roj, Progetto CMR, Covivio, Via Santander, Piazza Bilbao, Olona, Lambro Meridionale, Canale, VIa Schievano,
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

4 commenti su “Milano | Barona – Completata via Santander e piazza Fernanda Pivano”

  1. Il nuovo complesso e la nuova piazza sono belli, e in primavera lo sarà di più. Inoltre, collega finalmente delle vie utili per il rapido collegamento con Romolo.

    Tuttavia, il muro del gattile di fronte rovina totalmente l’estetica. Speriamo in qualche bel murales…

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