Milano | Porta Nuova – Pirelli 39 (Pirellino): novità in Commissione Paesaggio

Milano, Porta Nuova.

Aprile 2026. Conosciuto oggi come Pirellino o Torre Pirelli 39, l’ex Torre dei Servizi Tecnici Comunali (UTC, Uffici Tecnici del Comune) è un grattacielo di circa 90 metri, situato nel cuore del centro direzionale di Milano, in via Giovanni Battista Pirelli 39, a cavallo di via Melchiorre Gioia.

Dal Verbale della Commissione Paesaggio possiamo già intuire quali cambiamenti verranno apportati all’edificio, che dovrebbero modificane sagoma e aspetto, anche se verrà conservato com’era a grandi linee.

L’edificio fu realizzato nel 1966 su progetto degli architetti Renato Bazzoni, Luigi Fratino, Vittorio Gandolfi e Aldo Putelli, nell’ambito del mai completato “Centro Direzionale”.

Il 24 febbraio 2015 si è concluso il trasferimento degli uffici comunali precedentemente ospitati nella torre verso la sede di via Bernina 12, in previsione della sua dismissione e riqualificazione.

Il 29 marzo 2019 l’immobile è stato acquisito da COIMA, che se lo è aggiudicato tramite asta pubblica per 175 milioni di euro. Successivamente, il 28 gennaio 2021, è stato presentato il progetto vincitore del concorso internazionale bandito a fine 2019: Stefano Boeri (Stefano Boeri Architetti) ed Elizabeth Diller (Diller Scofidio + Renfro) hanno immaginato un complesso articolato, caratterizzato da una struttura-ponte con una serra destinata a ospitare una vera e propria “foresta urbana”, oltre a spazi dedicati ad attività culturali e ricreative.

Nel 2025 COIMA ha però annunciato una revisione significativa del progetto, che prevede l’eliminazione della serra e della nuova torre residenziale, limitando l’intervento alla sola riqualificazione dell’edificio esistente, che manterrà la destinazione a uso uffici.

Tra le caratteristiche più interessanti della torre, alta circa 90 metri e sviluppata su 25 piani, si distingue il corpo basso di due livelli realizzato a ponte sopra via Melchiorre Gioia, con una particolare struttura a doppia arcata. Degno di nota era anche l’ultimo piano, progettato a doppia altezza e originariamente destinato a ospitare la centrale telefonica e il centralino.

Recentemente, la Commissione Paesaggio ha valutato e approvato il progetto aggiornato, introducendo alcune modifiche che potrebbero risultare rilevanti, in particolare per quanto riguarda l’altezza e la configurazione complessiva dell’edificio.

Di seguito l’ultimo verbale riguardante il palazzo di Via Giovanni Battista Pirelli, 39 (angolo Via Melchiorre Gioia) (accesso pedonale: Piazza Luigi Einaudi)

COMUNE DI MILANO
DIREZIONE RIGENERAZIONE URBANA
DIREZIONE SPECIALISTICA ATTUAZIONE DIRETTA P.G.T. E S.U.E.
AREA SERVIZI GENERALI
UFFICIO RILASCIO PERMESSI
VIA SILE 8
DIRETTORE: Arch. Massimiliano Lippi
ELENCO PERMESSI DI COSTRUIRE MESE DI MARZO 2026

[Comm.PAESAGGIO] s.08 del 06/03/2025 (#29) — PG 63628/2025 — JPE/02549/2025

SCIA_art.23_condizionata >> SCIA_art.23 in variante alla SCIA_art.22 (protocollo 0623145 del 21/11/2022) >> riqualificazione dell’edificio esistente con l’estensione di alcuni piani del corpo alto, rifacimento delle facciate e della distribuzione interna >>> FAVOREVOLE CON OSSERVAZIONI/PRESCRIZIONI

[permesso di costruire] n.043 del 26/03/2026 — protocollo n.290998/2025

intervento di ristrutturazione edilizia [DPR_380/2001 > art.03 > comma 1 > lettera D] consistente nella riqualificazione dell’immobile esistente mediante:

  • ampliamento di sagoma;
  • traslazione di volumetria all’interno del piano sottotetto SPP esistente nel corpo basso;
  • ridefinizione tramite ampliamento del volume e modifica di sagoma, della porzione di edificio di collegamento tra corpo alto a corpo basso;
  • opere di sistemazione esterne nell’attacco al piano terra/rialzato delle superfici fondiarie asservite all’uso pubblico;
  • opere di generale ridefinizione dei prospetti, e delle coperture;
  • opere di diversa distribuzione interna a tutti i piani;
  • cambio parziale di destinazione d’uso (da terziario a commerciale) del piano terra dell’edificio.
  • Referenze immagini: Coima; Andrea Cherchi;
  • Coima, Via Pirelli, Pirellino, Botanica, Riqualificazione, Porta Nuova, Via Melchiorre Gioia, Stefano Boeri Architetti, Diller Scofidio + Renfro (DS+R)
Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

11 commenti su “Milano | Porta Nuova – Pirelli 39 (Pirellino): novità in Commissione Paesaggio”

  1. Non ha senso così, capisco la fretta di portare a termine il progetto, ma qui si doveva per forza cambiare la sagamo dell’edificio. Pensare qualcosa a ziggurat aukentando l’altezza in modo da non coprire il nuovo palazzo dietro e dare una forma allo skyline ben distribuita. Cosi risulta tutto coprente e piatto.

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  2. Il primo progetto presentato era bellissimo. Il comune lo ha fatto naufragare perche’…(parolacce varie). Ricordiamo che l edificio e’ stato venduto dal comune per 197 milioni a Coima. Poi il comune ha cambiato le carte in tavola e voleva costringere Coima ha fare una parte di case popolari… sembra una barzelletta. Speriamo che Coima vinca la causa di 69 milioni al comune e che i cittadini vadano sotto la casa di Sala a recuperare i soldi.

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  3. Ma si, eliminiamo il ponte che spezza la visuale. Demoliamo metri cubi e metri quadri di costruzione già in essere e funzionale per dar retta agli urbanisti della domenica. Senza considerare che comunque il fabbricato è un piccolo capolavoro progettato e realizzato da professionisti di altissimo livello. Così avremo una bella visuale a perdita d’occhio su quell’autostrada di via Gioia fino a Porta Nuova. Vuoi mettere?

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    • Pienamente d’accordo, ho sempre trovato il corpo basso un gesto elegante e proporzionato su una strada ampia e dal traffico veloce. Una sorta di passaggio a livello tra centro e periferia. E chi ha passato molte ore in fila in quei corridoi ricorda sicuramente la prospettiva inusuale di cui si gode da quell’edificio

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  4. si decisamente meglio, il problema è stata più l’ideologia che le case a prezzo agevolato, il progetto è stato cancellato a causa delle volumetrie che il comune non voleva concedere, io capisco che si voglia essere green ma in centro città è normale che si costruisca

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  5. Il gattopardino “Stato romano di roma invidiosa/energivora/lontana dall’Europa-citta’ europee concorrenti/invidiose” ha colpito ancora contro Milano: cambiar tutto per non cambiare niente. In pratica dall’esistente Pirellino si era passati al fantastico progetto “Pirellino+Galleria panoramica+Torre botanica”, e dopo le inchieste del gattopardino, è rimasto solo il Pirellino al minimo sindacale: nessun aumento reale volumetrico, solo ristrutturazione e traslazioni cavillose “romano-bizantine” di volumetrie, vaghe modifiche di sagoma, e tutto uffici e niente residenze. L’obiettivo principale del gattopardino era bloccare la galleria panoramica che sarebbe stata una fantastica location per le sfilate di moda e impedire un insediamento residenziale di alto livello, che avrebbe fatto concorrenza alle concorrenti nell’immobiliare e nella moda, londra, parigi e madrid. Il tutto con l’appoggio delle “delibere” della nuova commissione paesaggio al Comune, che sta rallentando/riducendo/tagliando tutti i nuovi progetti (vedere anche riduzioni del progetto del Trotto), e dove i professionisti milanesi non possono lavorare dopo le inchieste fuffa dello Stato romano perché, secondo il regolamento (anti-costituzionale), potenzialmente in conflitto di interessi con le loro attività professionali in città, ma, guarda caso, in commissione paesaggio possono lavorare solo professionisti che lavorano fuori Milano, in provincia, quindi con interessi antitetici a quelli di Milano, professionisti che fuori Milano possono infatti occuparsi, in evidente conflitto di interesse, della costruzione di nuove residenze e soprattutto villette consuma suolo e energivore, auto dipendenti e non servite da metropolitane e mezzi pubblici, dove sperano i milanesi si trasferiscano a seguito anche del blocco della costruzione di nuove residenze a Milano che loro stessi stralciano dai progetti in commissione paesaggio. In ogni caso, si spera che Coima effettui una ristrutturazione del Pirellino ad uffici, ma già predisposta per il futuro per essere convertita a residenziale (per es. la configurazione degli spazi interni dovrebbe già essere predisposta per uno cambio veloce da uffici a residenze, e già andrebbero predisposti gli attacchi per futuri balconi), anche perché, con lo smart working e l’intelligenza artificiale, l’esigenza di uffici diminuirà, basta vedere San Francisco dove l’AI ha svuotato gli uffici in centro. Quindi tutti i nuovi uffici vanno progettati anche per il piano B, ovvero la conversione da uffici a residenziale. Fatta la legge (anti-costituzionale), fregato il gattopardino…

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