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Milano | Cascina Merlata – Torre Citterio-Viel, ultimata con panorama

 

Il primo lotto dell’area R7 del comparto di Cascina Merlata è stato da poco completato. Il risultato della torre e dei corpi bassi, disegnati dallo studio Citterio, è molto buono, sia come qualità architettonica che dei materiali, come anche avevamo sottolineato in un precedente articolo.

 

 

 

Tutto intorno il quartiere piano piano prende forma, e sugli altri lotti limitrofi iniziano i lavori preliminari, così come proseguono le sistemazioni delle aree a verde e delle aree attrezzate pubbliche.

 

La vista dalla cima della torre mostra l’avanzamento di tutta l’area e un notevole panorama verso centro città e hinterland.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile.org una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione. Da grande farò il sindaco. Lavoro come Digital Artist presso CowBoys


15 thoughts on “Milano | Cascina Merlata – Torre Citterio-Viel, ultimata con panorama

    1. Enchanted Avenger

      Secondo me fra 30 anni Cascina Merlata la vedranno come noi vediamo il Gratosoglio oggi. Personalmente non ci andrei ad abitare nemmeno se un appartamento me lo regalassero.

      1. Anonimo

        La stessa frase che da piccolino sentivo sempre dire a mio nonno di Milano 3 quando mi portava dopo la scuola con la macchina a giocare dove c’è il laghetto!
        (che mi domandavo sempre che male gli avessero fatto… a me sembravano le case più belle del mondo a confronto della mia. I bei tempi di quando sei piccolo ed innocente!!)

  1. Andy

    Anche secondo me è un palazzo esteticamente orrendo. Tra l’altro, con tutto quel cemento esterno che assorbe calore, in estate l’edificio diventa un vero e proprio forno. MI chiedo con quale testa ci siano in giro architetti e ingegneri che progettano palazzi così orrendi. Una cosa così ero capace anche io di farla senza bisogno di passare 5 anni sui libri.
    Un’ultima annotazione: se me lo regalassero…ringrazierei e accetterei. Poi lo rivenderei a qualcuno di voi.

      1. Enchanted Avenger

        Ho la fortuna di vivere in una casa d’epoca in centro.

        I risultati d’isolamento per cui a Cascina Merlata si sono mobilitate mirabolanti tecnologie i nostri bisnonni li ottenevano – molto meglio – con materiali naturali come sassi, terra e canniccio. Casa mia è fresca d’estate e calda d’inverno, ha delle finestre di dimensione umana, e soprattutto non vivo in un parallelepipedo alienante con vista su una concessionaria d’auto.

    1. Johnny

      Quale cemento esterno? E’ rivestito in pietra non in cemento. E dietro il rivestimento in pietra c’è un adeguato strato di isolamento termico. Per cui niente “forno”.
      Forse casa tua sarà fatta così, costruita quando l’importante era solo avere quattro pareti attorno e una copertura sopra la testa.
      Ti posso assicurare che questo edificio possiede tutti gli accorgimenti tecnologici per garantire il massimo comfort abitativo.

    2. Anonimo

      Caro Andy.
      Limitati a dire che non ti piace.. che non capisci il senso dell’operazione immobiliare a cascina merlata.. che non ci vivresti mai..
      Sentiti libero di esprimere il tuo giudizio sull’estetica.
      Ma ti pregherei di tacere su ciò che non sai. Il tuo commento trasuda un’ignoranza infinita. Scambiare il rivestimento in gres della facciata ventilata per cemento a faccia vista rivela una profonda e completa ignoranza in materia. Quindi limitati a dire che ti fa vomitare.. Ma non fare la figura del tipico italiano esperto in tutto, arrogante e irritante.

      1. Andy

        Da quanto leggo mi pare che tra gli espertissimi architetti il buon senso sia scomparso, forse annegato in mezzo alla politicizzazione delle facoltà di architettura italiane. Sono pronto a scommettere – nonostante il rivestimento di cui parliate e di cui prendo gioiosamente atto – che quel palazzo sia comunque un forno estivo anche per la mancanza di aria: finestre piccole, balconi stile alveare d’api…
        Ribadisco infine il concetto chiave: ma che senso ha studiare architettura per circa 5 annetti e poi partorire una cosa così? Come diceva qualcuno, andare a vivere lontano dal centro e comunque vivere in un palazzone grigio e orrendo senza oltretutto avere i servizi sotto casa è un controsenso.
        La colpa è naturalmente soprattutto del comune, che consente questi scempi. Molto meglio costruire in orizzontale: condomini piccolissimi con verde privato, vicini ai negozi e alle scuole. Qui si tratta di una filosofia di vita che va capita e che richiede architetti preparati e non politicizzati

    1. Anonimo

      Al Social Village (quelle tutte colorate) ai piani alti eri sui 2.500 al m2, li non credo sia drammaticamente diverso.

      La zona non è adatta per gli “snobboni”, ma come rapporto qualità/prezzo se non sei pieno di soldi, non penso sia male (specie se lavori molto con clienti e hai bisogno autostrada comoda. Poi due miei amici han scelto di comprare li perchè lavorano a Stabio, è un caso limite ma non è troppo scomodo farsela tutti i giorni da li dicono)

      1. Anonimo

        Caro Anonimo,

        non è una questione di essere “snobboni”.

        Non c’è bisogno di andare a 10 km di distanza dal centro città per trovare case con un buon rapporto qualità/prezzo. Diciamo piuttosto che le motivazioni per scegliere la zona in questione sono altre.

        1. Anonimo

          Diciamo che c’è una corrente di pensiero che pensa che a parità di rapporto qualità/prezzo (che non significa ovviamente parità di prezzo, anzi), sia sempre e comunque “meglio” stare vicino al centro.
          Io lo trovo un po’ snob, altri lo trovano una fissa di noi “cittadini”, altri invece lo trovano naturale.
          Ma non siamo tutti uguali e l’importante è non irridere chi non la pensa come noi (e trova meraviglioso potersi finalmente permettere una casa a Cascina Merlata anche se oggettivamente non è il posto più “cool” dell’universo)

          1. Lorenzo lamas

            Figurati. L’unica cosa che non comprendo – ma forse è un mio limite – è la scelta di vivere fuori dalla città, perché lì sei proprio fuori dalla città, ma in un palazzone che di bucolico non ha proprio nulla. Trovo più comprensibile – anche se lontano dal mio modo di voler vivere – scegliere di stare fuori città ed avere un bel giardino. Magari in futuro Milano avrà uno sviluppo che renderà Cascina Mediata integrata nella città.

  2. Ludo

    Anche in questo caso l’edificio più basso accanto alla torre è “ingabbiato”. Ma qualcuno sa se è una moda o se c’è qualche altra ragione per realizzare quelle strutture in tanti palazzi costruiti in questi anni?

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