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Mialno | Navigli – Ripa di Porta Ticinese 87, nuovi rendering

Avevamo già visto tempo fa il progetto in corso in Ripa di Porta Ticinese 87, ora sono stati pubblicati sul sito i nuovi rendering che alleghiamo.

L’area su cui sorgeranno gli edifici attualemente è occupata da un magazzino edile, si colloca in una zona storica e caratteristica di Milano affacciata sul Naviglio Grande, adiacente al Parco Argelati e nelle immediate vicinanze della Darsena. L’intervento prevede la realizzazione di circa 90 alloggi in proprietà secondo il regime dell’edilizia libera realizzati secondo i migliori canoni di qualità (classe energetica A, grande cura al progetto architettonico inserito nel contesto, alta performance acustica degli alloggi, ampie dotazioni di capitolato). Tutti gli edifici avranno un altezza che varia dai tre ai quattro piani, integrandosi come una piccola corte tipica milanese, oltre al recupero e la ristrutturazione degli edifici che si affacciano sulla Ripa.

Il progetto prevederà la realizzazione di esercizi commerciali per il vicinato e la riqualificazione di due edifici di proprietà comunale destinati a servizi per la cittadinanza connessi al tema ciclopedonale. Le case sorgeranno di fianco al parco Baden Powell, vicino alla zona pedonale dei Navigli dove si svolgono varie manifestazioni culturali e sociali.

La situazione attuale dopo le demolizioni e le bonifiche.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


11 thoughts on “Mialno | Navigli – Ripa di Porta Ticinese 87, nuovi rendering

  1. Anonimo

    Un buon progetto. Sicuramente meglio di quella boiata che era stata realizzata nel 2011 in piazza Belfanti e via Segantini, da una società edile di roma (me lo ricordo perchè avevo i depliant degli appartamenti). Lo si vede anche in questi rendering, con i quattro “palazzini” di tre micragnosi piani sullo sfondo a ferro di cavallo, e un parco che sembra una steppaglia, con in più un buco per accedere al parco in piazza Belfanti quando se l’avesse progettato un vero architetto e non uno scxppato di casa avrebbe potuto fare un palazzo alto quanto gli altri di piazza Belfanti e un arco nel palazzo per l’accesso al parco. Tra l’altro tanto per non smentirsi del fatto che quel progetto era una boiata urbanistica e architettonica, recentemente hanno rifatto tutti i tetti per renderli abitabili con mansarde, il finto quarto piano:
    http://www.rz-architettura.eu/in-corso/milano-sottotetto-via-segantini/
    I romani devono stare alla larga da Milano perchè fanno solo danni.

    1. Anonimo

      La cosa più curiosa è anche che i romani danneggiano Milano soprattutto per semplice invidia, perchè avrebbero tutto l’interesse a far si che Milano vada bene, perchè più Milano va bene più tasse arrivano a roma. In parte lo fanno anche perchè sperano che danneggiando Milano poi parte d’economia e risorse vadano da loro, in realtà non va proprio nulla da loro dal momento che quello che tolgono a Milano va nelle GRANDI CAPITALI europee, delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei. Ah gonzi svejateve, andate un pò a rompè lì cojoni a Pariggi, Lontra, Berrino e Madridde…

      1. Anonimo

        Ah dimenticavo di dire che a roma non va nulla perchè semplicemente il baricentro del mondo che conta si è spostato a nord, rispetto a 2000 anni fa quando era più a sud. Per far andare da loro qualcosa, risorse, economia, posti di lavoro ci vogliono tanti ma tanti soldi pubblici, quindi tanti ma tanti debiti da accollare a tutti gli italiani. Ci vuole più energia e petrolio da roma per raggiungere il cuore dell’Europa, qualsiasi industria e società deve spendere più soldi rispetto a una che sta a Milano o nelle GRANDI CAPITALI europee, delle GRANDI NAZIONI europee e dei GRANDI NAZIONALISMI europei. E’ una pura e semplice ragione geografica, prima lo capiscono e se ne fanno una ragione, prima la smettono di romperci lì cojoni.

  2. -Ale-

    Mi piace molto.
    Costruire nuovi edifici, tenendo vive alcune caratteristiche della storia architettonica della città (la corte, le case di ringhiera…) ma con tecniche moderne, mi sembra la soluzione che meglio valorizza la città.

    PS certo che i rendering pieni di bambini e uccellini felici sono proprio markettari

  3. Wf

    Mi sembra una roba veramente sottotono, da sciuretta.
    Potevano impegnarsi di più.
    Modelli edilizi stravisti in periferia residenziale modello balneare.
    Occasione persa.

      1. Anonimo

        Senti wf, ma tu che conosci bene Londra, che spesso è presa ad esempio, ma perchè non pedonalizzano e fanno le piste ciclabili in Oxford Street, King’s Road, Regents Street, Kensington High Street e Knightsbridge?

  4. antonio

    La cosa esaltante è che le case abbandonate sul corso non verranno abbattute ma inserite nel nuovo contesto. Sono edifici non particolarmente rilevanti.. a Milano si è buttato giù cose molto più belle.. però questo mi sembra uno sforzo da sottolineare.
    Mi piace anche la grande corte pedonale.
    Noto che le persiane e tapparelle sono sostituite da quegli scuri tipici delle baite… Non era meglio la classica persiana?

  5. Anonimo

    Trovo i volumi e l’impatto visivo dal Naviglio studiati molto bene. Si vede che c’e’ un pensiero ed un lavoro dietro. Era ora che a Milano si cominciasse a progettare con la testa: vogliamo solo paraganarli alle boiate del decennio passato che pullulano in zona? Sembra sia passato mezzo secolo tutto d’un tratto!

  6. Wf

    http://assicurazioni.segugio.it/news-assicurazioni/00015327-a-londra-arriva-l-autostrada-per-le-biciclette.html

    http://www.lautomobile.aci.it/articoli/2017/06/22/londra-pedaggio-a-chilometro.html


    Pay-per-Mile
    Il nuovo sistema “pay-per-mile” – di cui non sono trapelati per ora particolari ma che il sindaco vorrebbe estendere anche alle zone periferiche – verrà comunque sottoposto ai cittadini per una consultazione pubblica, aperta fino al 2 ottobre. Se approvato, potrebbe sostituire la attuale congestion charge.

    Questa proposta, contenuta nel Draft Transport Strategy appena presentato e destinata a suscitare polemiche, si affianca ad altre misure di disincentivazione dell’utilizzo dell’auto privata: obiettivo della amministrazione è far salire fino all’80% (rispetto al 64% attuale) il numero degli spostamenti quotidiani effettuati con mezzi alternativi: autobus, metropolitane, ferrovie leggere e biciclette. Non trascurati anche i tragitti a piedi.

    Meno parcheggi, più colonnine
    Tra i provvedimenti allo studio, più zone con traffico limitato se non totalmente bandito, più giorni di stop alle auto e una novità per quanto riguarda la sosta. Sarà infatti disincentivata la costruzione di parcheggi intorno ad aree di sviluppo immobiliare che sorgano in zone servite da mezzi pubblici. Al contrario saranno favorite la creazione di nuovi punti per lasciare le biciclette e la realizzazione di colonnine di ricarica per auto elettriche.

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